l’intervista
Ester Pantano protagonista del film Io + Te. «Mia è una donna libera economicamente e sessualmente»
L’attrice siciliana al cinema con “Io+Te” un film generazionale intenso e piacevole scritto e diretto da Valentina De Amicis
Una Ester Pantano molto disinvolta nelle scene di sesso. Disinvolta ma imbarazzata (è normale) alla proiezione di Catania per la presenza in sala dei genitori. Non è un film di genere: né spinto, né erotico: “Io+Te” di Valentina De Amicis, distribuito da Arti Magiche e proposto nelle sale Uci Cinema, è un film sull’amore: una ragazza che non ci crede passa serate con uomini ogni volta diversi finché ne arriva uno, più giovane di lei, che la avvince e le fa scoprire il sentimento. È la generazione dei trentenni che passano da un drink a una serata di ballo scatenato, un po’ diffidenti e superficiali nei rapporti perché non ci credono.
Un film generazionale dunque attraverso la storia di Mia e Leo. Mia è una ginecologa affermata, nella sua vita il padre è stato assente, la madre poco presente. L’instabilità affettiva la caratterizza ma pur sfuggendo al progetto di farsi una famiglia, alla fine se ne farà prendere.
Ester Pantano che ha interpretato in tv Montalbano e altri testi di Camilleri”, “Notti magiche” di Paolo Virzì, “Duisburg” di Monteleone e la serie “Imma Tararanni” nel ruolo dell’agente Matarazzo, ha visto la sua popolarità esplodere con la fortunata serie “Makàri” su Rai1 dal 2021 al fianco di Claudio Gioè. Tanto studio e parecchio teatro: per ultimo “Penelope - l’Odissea è fimmina” di e con Luana Rondinelli ispirato al personaggio della moglie di Ulisse, debutto assoluto al “Brancati” di Catania.
La Pantano, con maturità d’interprete, scava nel personaggio di Mia mostrandone la fragilità. Matteo Paolillo (noto per “Mare fuori”) dà al suo Leo un’impronta ferma sulle certezze della vita: vuole un rapporto vero e una famiglia. Film mai banale, dinamico nella regia e nello stile delle riprese.
Ma chi è questa Mia così controversa?
«Per paura di un ipotetico abbandono, utilizza un’app di incontri per avere incontri fugaci, utilizza altri nomi, non vuole essere raggiunta. Si tratta di libertà sessuale delle donne, del non doversi giustificare. Da professionista affermata può permettersi la sua libertà: raccontiamo lo scarto che l’indipendenza economica e lavorativa danno alla donna nelle scelte di vita ed anche le tematiche dell’aborto e dell’infertilità maschile che s’affrontano sono attuali e importanti».
Coraggio e libertà. Nella tua vita personale come la pensi?
«È un invito, quello al coraggio e alla libertà che faccio anche io, Ester, alle mie coetanee e anche alle ragazze più giovani e più grandi: non sottostare agli stereotipi, non avere paura e non vergognarsi, sentire e capire cosa vogliamo realmente».
Anche la Penelope di Luana Rondinelli che porti in scena a teatro va in questa direzione.
«Un’altra donna libera. Conosciamo la storia di Ulisse e dei Proci, del cucire e scucire una tela come trucco per aspettare il proprio compagno. Penelope qui si mette ad analizzare la sua situazione. E quando Ulisse torna, si accorge che non sono più le stesse persone. E’ una grande riflessione sulle promesse matrimoniali, sulla coppia. Se dopo tanti anni non ci si capisce più, non ci si ama più, non si è riusciti crescere insieme, siamo tutti liberi di ricominciare senza nessun limite di età».