14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:08
×

la storia

Da Django alla Walk of Fame: Franco Nero conquista Hollywood a 84 anni

Commosso tra lacrime e ricordi, l'icona del western è il terzo italiano con la stella dopo Lollobrigida e Giannini

13 Febbraio 2026, 11:52

Da Django a Walk of Fame: Franco Nero conquista Hollywood a 84 anni

Seguici su

Dalle collaborazioni con maestri del cinema come Quentin Tarantino, Sergio Corbucci e Luis Buñuel al lungo sodalizio, artistico e sentimentale, con la premio Oscar Vanessa Redgrave, la traiettoria di Franco Nero ha attraversato generi, continenti e generazioni.

L’ennesima consacrazione è arrivata ieri con la stella sulla Hollywood Walk of Fame, sigillo a oltre sessant’anni di carriera e più di duecento opere tra Europa e Stati Uniti.

A 84 anni, visibilmente emozionato, l’attore ha scoperto la celebre piastrella con il suo nome in ottone su fondo di terrazzo rosso e nero.

Mi sento benissimo, leggero, felice”, ha dichiarato all’ANSA a margine della cerimonia. “Quando sono arrivato a Hollywood, 60 anni fa, camminavo su questo marciapiede e sognavo: chissà se un giorno ci sarà anche il mio nome tra questi grandi del cinema. E quel giorno è arrivato”.

Nero approdò a Los Angeles per incarnare Lancillotto in “Camelot” di Joshua Logan, accanto a Richard Harris nei panni di re Artù e a Vanessa Redgrave in quelli di Ginevra. Era il 1967, e il giovane attore, poco più che ventenne, veniva dal trionfo di “Django”, il titolo che lo rese icona del western a livello internazionale e che Quentin Tarantino avrebbe poi omaggiato in “Django Unchained”, dove Nero appare in un cameo.

Tra i film più noti nella sua filmografia spiccano “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani (1968), “Il fascino discreto della borghesia” di Luis Buñuel (1972), “Querelle de Brest” di Rainer Werner Fassbinder (1982) e, per il pubblico statunitense, “Die Hard 2” (1990).

Questo luogo celebra i sogni – Sognare è gratis ed è la cosa più bella del mondo”, ha aggiunto. “Io lo faccio ancora e so che il futuro ha molti altri ruoli in serbo per me. Non è finita qui!”.

Tra i desideri, confida, anche un possibile ritorno di Django: “È un bellissimo progetto, con un grande regista, spero si realizzi”.

L’artista ha dedicato l’onorificenza alla madre: “È morta, poverina, ma da lassù mi guarda”, ha detto lanciando un bacio verso il cielo, con gli inconfondibili occhi azzurro ghiaccio velati di commozione.

Sul palco allestito sul marciapiede è intervenuto anche Julian Schnabel, che lo ha diretto in “Miral” (2010): “È stato un grande piacere lavorare con il mio caro amico, il grande attore e filantropo Franco Nero”.

La cerimonia si è svolta nell’ambito dell’undicesima edizione di Filming Italy – Los Angeles, fondato e diretto da Tiziana Rocca, tra le promotrici della candidatura: “È una grande soddisfazione vedere la terza stella italiana ottenuta grazie al nostro festival. Dopo Gina Lollobrigida nel 2018 e Giancarlo Giannini nel 2023, oggi è il turno del grandissimo Franco Nero: un riconoscimento davvero meritato”.

Sono arrivate anche le congratulazioni della vice ministra alla Cultura, Lucia Borgonzoni: “Nero ha attraversato generazioni e stili diversi portando con sé uno stile italiano unico, che tuttavia il suo Paese per troppo tempo non gli ha riconosciuto. Proprio per questo, il Ministero della Cultura ha sostenuto questa candidatura e il doveroso riconoscimento. Questa stella è un traguardo che valorizza non solo una carriera straordinaria, ma la capacità tutta italiana di perseguire un sogno, se vi si crede veramente”.

La nuova mattonella è collocata all’altezza del civico 1611 di Vine Street, a pochi passi dall’incrocio con Hollywood Boulevard, dove, dagli anni Venti, sorsero i primi Studios dell’età d’oro del cinema. È la stella numero 2.835, la diciassettesima dedicata a un artista italiano e la terza per un interprete uomo: prima di Nero l’avevano ricevuta Rodolfo Valentino (1960) e Giancarlo Giannini.