Il lutto
Ci lascia a 96 anni il regista del "cinema puro": il maestro che vinse l'Oscar e il Leone d'Oro
Fu l'autore di capolavori come High School, Law and Order, Hospital, Manoeuvre
Il mondo del cinema e della cultura internazionale piange la scomparsa di Frederick Wiseman, leggendario documentarista, produttore e regista teatrale, spentosi oggi all’età di 96 anni. A dare il triste annuncio sono stati la famiglia e la Zipporah Films, la casa di produzione con cui il cineasta ha realizzato e diretto tutti i suoi 45 film.
Una carriera monumentale
«Per quasi sessant'anni, Frederick Wiseman ha creato un corpus di opere senza pari, una documentazione cinematografica di ampio respiro delle istituzioni sociali contemporanee e dell’esperienza umana quotidiana, principalmente negli Stati Uniti e in Francia», si legge nella nota ufficiale. Il suo percorso artistico abbraccia decenni di storia sociale: dal folgorante esordio con Titicut Follies nel 1967 fino al suo lavoro più recente, Menus-Plaisirs - Les Troisgros (2023). Nel mezzo, capolavori che hanno ridefinito il genere come High School, Law and Order, Hospital, Manoeuvre, Public Housing, Near Death, Domestic Violence, At Berkeley e National Gallery, fino al più recente Crazy Horse. Le sue opere sono oggi celebrate universalmente per «la loro complessità, la potenza narrativa e lo sguardo umanista», capaci di plasmare le prospettive di innumerevoli spettatori e colleghi in tutto il mondo. Tra i massimi riconoscimenti ottenuti spiccano il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 e l’Oscar alla carriera ricevuto nel 2017.
La filosofia del "Cinema Puro"
Wiseman ha sempre difeso una visione molto personale della settima arte. In occasione del premio a Venezia, aveva spiegato come per lui non esistesse una reale barriera tra documentario e finzione: «Mi piace fare film che abbiano una struttura drammatica, che si occupino di aspetti sottili e complessi del comportamento umano. La tecnica è diversa ma il risultato è lo stesso». Fedele al suo stile osservativo, Wiseman rifiutava l'uso di interviste o voci narranti: «Non dico, come farebbe un narratore, cosa penso, ma metto gli spettatori in condizione di formarsi un’opinione. Voglio che chi guarda abbia la sensazione di essere là». Rispetto alle evoluzioni tecnologiche, ammetteva con pragmatismo: «Non penso di essere cambiato molto, ora giro e monto in digitale, ma la tecnica è la stessa». Il regista rivendicava anche il suo essere «un po' solitario» rispetto all'ambiente cinematografico, non risparmiando una stoccata ironica ai colleghi: «Quando i documentaristi si riuniscono parlano solo di quanto si odino e delle gelosie per chi guadagna di più, quindi meglio evitare».

Il ricordo della famiglia
Frederick Wiseman lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tra i suoi collaboratori. Era stato preceduto nella morte dalla moglie Zipporah Batshaw Wiseman (scomparsa nel 2021), con la quale aveva condiviso 65 anni di matrimonio. Lascia i figli David (con la moglie Jennifer) ed Eric (con la moglie Kristen Stowell), i tre nipoti Benjamin, Charlie e Tess, oltre a Karen Konicek, amica e storica collaboratrice che ha lavorato al suo fianco per 45 anni.