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il lutto

Ci lascia a 48 anni il musicista protagonista dell'indie rock-pop italiano

Era il frontman degli Yuppie Flu e cofondatore della Homesleep Music, etichetta discografica di riferimento per la scena indipendente italiana tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila

19 Febbraio 2026, 18:51

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Ci lascia a 48 anni il musicista protagonista dell'indie rock-pop Italiano

Matteo Agonistinelli è il primo da sinistra

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La mattina del 19 febbraio 2026, una notizia ha colpito al cuore la scena musicale indipendente italiana: Matteo Agostinelli, 48 anni, cantautore, chitarrista e anima degli Yuppie Flu, è morto per un malore improvviso nella sua casa di Bologna. Lascia moglie e due figli, ma anche un vuoto profondo per chi lo vedeva come un pioniere ostinato e lucido della nostra musica. L'annuncio della band è stato essenziale, senza retorica: "Matteo ci ha lasciato", con gli album e l'avventura costruita "con la passione dei sognatori". Questa sobrietà rifletteva il loro stile: lontani dal clamore, fedeli alla sostanza.

Nati ad Ancona nel 1995, gli Yuppie Flu scelsero un nome ironico contro la stanchezza yuppie americana, dichiarando subito una postura obliqua e anti-convenzionale. Dopo l'esordio lo-fi con Automatic but Static (1997-98), influenzato da Pavement e Sebadoh, costruirono un percorso inarrestabile: split, compilation, EP come Yuppie Flu at the Zoo (1999), Hollow Beep (2000) e The Boat e.p. (2000, con Rough Trade). Si imposero in Europa, con distribuzione in UK via Shellshock e Cargo. Dimostrarono che si poteva essere radicalmente locali e irriducibilmente internazionali.

Il picco arrivò nel 2003 con Days Before the Day (Homesleep), disco-faro dell'indie italiano in inglese. Maturo e innovativo, fonde indie-pop con sintetizzatori, mellotron e batterie ibride, anticipando l'indietronica. Brani come Drained by Diamonds e Food for the Ants bilanciano calore umano e ritmi sintetici. Federico Guglielmi lo inserì tra i 50 album essenziali; vendette 5.000 copie, un trionfo per l'epoca.

Agostinelli non era solo musicista: fondò Homesleep (1999-2009) con Giacomo Fiorenza e Daniele Rumori. Più di un'etichetta, fu un ecosistema per Giardini di Mirò, Julie’s Haircut, Piano Magic, Amor Fou e Sodastream. Bologna divenne crocevia delle sue sensibilità marchigiane; la sua ossessione per il dettaglio lo rese produttore e fonico eccellente.

Dopo Days Before the Day, arrivarono Toast Masters (2005) e Fragile Forest (2008), poi pausa dal 2009. Tornarono nel 2021 con l'EP Hold On. La sua voce "naïf come un carillon" incarnava la sottrazione: grammatica sonora curata, immune alle mode, contro pose e narrazioni ipertrofiche.

Nella mappa indie italiana, Agostinelli è tra i "costruttori": rese l'inglese poetico, esportò la nostra musica. Per band emergenti, gli Yuppie Flu sono bussola contro gli algoritmi: visione chiara, artigianato eterno, community autentica. La sua scomparsa prematura non spegne l'eco, ma lascia attrezzi per sognare ancora.