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l'annuncio

Giorgia Cardinaletti, la sorpresa in diretta: sarà la voce “istituzionale” della finalissima di Sanremo 2026 accanto a Conti e Pausini (e nel segno di Pippo Baudo)

Una scelta che mischia autorevolezza e spettacolo: dal Tg1 all’Ariston, il “sì” inaspettato che ridisegna la serata più attesa del Festival. E prima del sipario, il PrimaFestival parla al femminile con Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey

21 Febbraio 2026, 21:25

Giorgia Cardinaletti, la sorpresa in diretta: sarà la voce “istituzionale” della finalissima di Sanremo 2026 accanto a Conti e Pausini

Una scelta che mischia autorevolezza e spettacolo: dal Tg1 all’Ariston, il “sì” inaspettato di Giorgia Cardinaletti ridisegna la serata più attesa del Festival. E prima del sipario, il PrimaFestival parla al femminile con Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey

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tre giorni dal via del Festival, la scaletta del notiziario procede come sempre, ritmo serrato, tempi cronometrati. Poi, l’irruzione della diretta “viva” al Tg1 condotto da Giorgia Cardinaletti: Carlo Conti entra in collegamento, racconta le ultime prove all’Ariston, accenna a un’“apertura speciale”. Un respiro, un mezzo sorriso, e l’invito che non ti aspetti: “Giorgia, ti andrebbe di co-condurre la finale con me e Laura Pausini?”. Visibilmente spiazzata, la giornalista più riconoscibile dell’ammiraglia dell’informazione Rai lascia spazio allo stupore, quindi accetta: “Sì, grazie… poi mi spieghi”. In meno di 30 secondi, il volto del Tg più seguito d’Italia passa dall’ancora dell’attualità al timone della serata che assegna il trofeo della 76ª edizione del Festival. Un cortocircuito felice tra rigore e spettacolo, pensato per una finalissima che promette ritmo, eleganza e quella dose di imprevedibilità che la grande televisione sa ancora regalare.

Sarà una settimana intensa, compatta e – quest’anno – calendarizzata per evitare sovrapposizioni con altri grandi eventi internazionali: da martedì 24 a sabato 28 febbraio 2026, il Teatro Ariston torna centro della conversazione culturale del Paese. Alla guida, Carlo Conti in doppia veste di conduttore e direttore artistico, affiancato stabilmente da Laura Pausini in tutte e cinque le serate; alla finalissima di sabato 28 febbraio si aggiungerà la co-conduzione di Giorgia Cardinaletti. La kermesse sarà trasmessa in diretta su Rai 1, in streaming su RaiPlay e in simulcast su Rai Radio2. Informazioni, date e assetto editoriale sono stati confermati tra regolamento, comunicazioni ufficiali e annunci in video.

Nelle parole di Carlo Conti durante il collegamento al Tg1, il mosaico del Sanremo 2026 è dichiaratamente “dedicato a Pippo Baudo”: una scelta simbolica, che lega l’edizione al nome che più di ogni altro ha inciso la grammatica televisiva del Festival. Non è solo citazione: è una chiave di lettura per capire il senso di un’edizione che vuole coniugare tradizione e linguaggi contemporanei, saldando continuità e rinnovamento.

Prima che il sipario dell’Ariston si alzi, la linea passa ogni sera al PrimaFestival, la striscia che “accende i motori”, scalda l’atmosfera e accompagna il pubblico verso la diretta. Quest’anno l’apertura è affidata a un trio femminile: Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey. Le tre professioniste arrivano al timone del format dopo l’esperienza nella commissione di Sanremo Giovani 2025 e promettono uno sguardo insieme pop e competente su retroscena, curiosità e clima della città dei fiori. L’annuncio è stato diffuso tra conferenze stampa e riprese dalle principali testate nazionali, delineando una squadra che ben interpreta il racconto “a tutto campo” del Festival.

L’annuncio, arrivato sempre in diretta al Tg1, completa l’identità della settimana sanremese: i Premi alla Carriera vanno a Fausto Leali, a Mogol e a Caterina Caselli. Tre nomi che contengono pezzi di storia italiana: l’interpretazione graffiante di Leali, la penna capitale di Mogol – metà di una coppia autoriale senza eguali – e l’istinto artistico-imprenditoriale di Caselli, capace di passare dal microfono alla produzione, scoprendo e valorizzando nuovi talenti. Un riconoscimento che parla a più generazioni e che sottolinea l’asse eredità-innovazione, cifra dichiarata dell’edizione.