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Cinema

“Viale Donne Speciali” con una firma acese: «Una storia intima e corale un invito a combattere fino in fondo»

Il regista Rosario Scandura firma il film da giovedì in sala: «Recupero i gesti di nonni e genitori»

22 Febbraio 2026, 10:00

“Viale Donne Speciali”  con una firma acese: «Una storia intima e corale un invito a combattere fino in fondo»

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È una passione che divora. Un sogno che si costruisce piano piano, con tenacia e talento. La passione del cinema attraversa la vita di Rosario Scandura, sceneggiatore e regista, 46 anni, catanese, acese d’adozione da vent’anni, che insegue storie, personaggi, racconti di vita quotidiana. Il suo nuovo film, “Viale Donne Speciali”, sarà nelle sale da giovedì al 4 marzo. «Un film corale, tragicomico, che già nel titolo dice tutto: un inno alle donne, alla dignità, alla memoria – racconta il regista – La storia è ambientata in un piccolo paese sull’Etna, Pedara, dove si intrecciano i destini di donne forti e fragili, madri, nonne, amiche, compagne. Donne come essenza della vita, quella fatta di piccoli gesti quotidiani, a volte delicati. Donne custodi di un sapere antico, da rispettare anche per la loro capacità di tenere insieme tutto».

Il regista e il cast, tutto siciliano, presenteranno il film giovedì alle 17.30 e alle 19.15 al Cinema Margherita di Acireale. La pellicola sarà proiettata anche nei cinema Ariston di Catania, King di Palermo, Madison di Ragusa, Empire di Paceco, Planet di Siracusa, Macherione di Fiumefreddo.

Il film racconta la storia di Saro che, a causa di un evento traumatico, torna nel suo paese dopo molti anni ed è costretto a fare i conti con il passato, con ferite mai rimarginate. Torna nella sua infanzia, rivede il padre, proprietario di un bar, segnato dai debiti, interpretato dall’attore Giuseppe Schillaci, il protagonista. Attraverso la sua vicenda si snoda il film tra passato e presente. Torna il ricordo delle donne che l’hanno cresciuto, della madre, delle donne del paese, che tengono in piedi un mondo che gli uomini spesso distruggono o rifuggono, di Laura, innamorata dell’uomo sbagliato.

«La voce che racconta è quella di Saro bambino, è lo sguardo del bambino che c’è in noi. È bello guardare con gli occhi di un’anima pura, finché ci riusciamo. Io mi sforzo di guardare così, cerco di recuperare dalla mia memoria i gesti dei miei nonni, dei miei genitori, di queste donne meravigliose che ti accompagnano da bambino e ti fanno crescere».

Una storia intima e poetica che affronta emergenze sociali tragicamente di attualità. «Ho cercato di toccare, con delicatezza, tanti temi. A partire dal sistema del credito che non tiene conto delle persone, e poi della protezione dell’ambiente, degli incendi, del rispetto degli anziani, del rispetto delle donne. Ho raccontato a modo mio la violenza, il femminicidio». A interpretare il direttore di banca è l’attore Angelo Tropea. «Bravo a dar vita a un personaggio crudo, che mette i bastoni tra le ruote al protagonista che deve rientrare dal mutuo, un “tormento” per Luca, siamo tutti etichettati come numeri. Ma con un finale a sorpresa».

Il film si apre sulla metropolitana di Catania e si chiude tra i carri di Acireale, ma è stato girato quasi del tutto a Pedara. «Per caso - prosegue il regista - ho visto un piccolo borghetto nel cuore del paese, bellissimo. Sembrava uscito da una fiaba e mi sono innamorato di questo luogo, di questa piazzetta con la pietra viva, la pietra lavica. Il sindaco e l’assessore ci hanno aiutato tanto, è stato possibile girare il film anche grazie alla loro disponibilità».

Alle spalle, Scandura ha un altro film “Lo scoglio del leone”, del 2020, che alla Festa del cinema di Roma ha ottenuto il premio Hot Corn Green e altri premi in festival stranieri. «La passione per il cinema c’è sempre stata, ma prima ancora, fin da piccolo, quella per la lettura e la scrittura - racconta Scandura - In Sicilia è difficile iniziare, ma i miei sogni si stanno avverando, anche se è un film fatto con tanti sacrifici, affrontando tanti ostacoli, con un budget limitato. Ma tanti bravi attori si sono messi in gioco, e anche il distributore Jolly Cinematografica ci ha creduto». Anche “Viale Donne Speciali” è già stato selezionato da alcuni festival. «Speriamo di conquistare qualche premio, anche se il più bello è sempre quello dello spettatore, se il film piace allo spettatore camminerà con le sue gambe, si rafforzerà, andrà da solo».

Scandura sottolinea la presenza tra i protagonisti di Salvatore Zappalà: «Un ragazzo ventenne che ha la sindrome di down. Ci ha aiutato tantissimo, soprattutto sul piano personale. Aveva un sogno nel cassetto e l’ha realizzato». Nel film, aggiunge il regista, contano molto «i piccoli gesti, quasi invisibili, che però fanno la differenza. Come una carezza o tirare su una sedia per fare sedere una donna, una persona anziana. Piccoli gesti quotidiani». Tornare nei luoghi dell’infanzia può diventare un atto necessario, «è un modo per ricordare, per fare pace, per provare a ricominciare. Un invito a combattere fino in fondo, a non mollare».