il personaggio
Angelo Tropea: «Che emozione sul set di Montalbano con Zingaretti»
L'attore siciliano tra gli interpreti del film di Scandura “Viale Donne Speciali", da giovedì nei cinema
Da vent’anni protagonista sul palcoscenico di commedie e classici siciliani in compagnie teatrali amatoriali, Angelo Tropea, di Acireale, recita per passione tra prosa, cinema e tv, da “Montalbano” a “Vanina - un vicequestore a Catania”. Da giovedì sarà sul grande schermo nel film di Rosario Scandura “Viale Donne Speciali”. «Interpreto il ruolo del direttore di banca che si scontra con il personaggio di Luca - anticipa - Un “cattivo”? Non proprio, in fondo sto facendo il mio lavoro. Sono io che gli ho fatto avere il mutuo ma i soldi non sono rientrati ed è la banca il mio “principale”, devo svolgere il mio compito», dice con il suo tono divertito. Un direttore apparentemente tutto d’un pezzo che invece «è cliente di una giovane prostituta».
Attore d’istinto, capace di passare dalla commedia al dramma, in tv è stato tra gli interpreti del mitico “Montalbano”. «Ho girato tre puntate - racconta - “Il sorriso di Angelica”, in cui ero uno sfasciacarrozze, un ladruncolo, poi “Come voleva la prassi” e “La rete di protezione” in cui ho avuto una promozione - dice ridendo - stavolta interpretavo il pubblico ministero». Recitare nella serie più amata della tv, che anche nell’ennesima replica viene seguita da milioni di spettatori, «è stata un’esperienza bellissima - racconta ancora - Interloquivo con Zingaretti ed è stato emozionante stare sul set. Il regista Sironi era veramente bravissimo, una persona speciale. Quando mi vedeva diceva: “Oggi ce ne andiamo presto”, perché sapeva che non avrei sbagliato le mie battute».
Angelo Tropea ha recitato anche nel film “Malarazza” di Giovanni Virgilio, in cui era il proprietario di una lavanderia, ed è stato nella prima serie tv in onda su Canale 5 di “Vanina - Un vicequestore a Catania” e già mercoledì sarà in teatro, ad Acireale, per un nuovo copione. «Ma se fossi un ragazzo andrei subito in una scuola di recitazione - dice con un pizzico di rimpianto - perché sono un autodidatta. Ma ho venti anni di esperienza, ho imparato recitando, stando in palcoscenico davanti al pubblico. Una bella palestra». Perché ha deciso di fare l’attore? «Mi piace tantissimo. Sono anche sacrifici, le prove e gli spettacoli si svolgono di sera, togli tempo alla famiglia, agli amici. Ma amo tantissimo recitare, mi piace scommettermi».