LA KERMESSE
Sanremo, con la prima conferenza stampa si apre ufficialmente il Festival tra lacrime e politica: dedica a Pippo Baudo e incursione di Fiorello
Carlo Conti e Laura Pausini presentano la 76ª edizione della gara canora specchio dell'Italia tra ironia, commozione e novità
Ufficialmente Sanremo comincia domani sera, ma quello che può essere definito il più importante evento canoro, di costume, ma anche politico del Paese si è aperto oggi con la prima seguitissima conferenza stampa, Carlo Conti e Laura Pausini.
Conferenza che si è aperta con l'irruzione in sala stampa di Fiorello: «Carlo Conti sarà il coconduttore di lunedì de "La Pennicanza"!». ha detto il popolare showman siciliano al grido «chi la fa l'aspetti». Rosario si è collegato con la sala stampa del Teatro Ariston grazie ad una videochiamata sullo smartphone del direttore di Radio2, Giovanni Alibrandi, ed ha esordito: «Avevamo nostalgia della sala stampa. Vi auguro tante, tante polemiche». E Conti subito: «Ovviamente sta scherzando». «Carlo - riprende Fiorello - che fai lunedì prossimo?». «Porto a scuola mio figlio a Firenze», replica Conti. «Sei il coconduttore de La Pennicanza: chi la fa l’aspetti!», dice Fiorello. E Conti sta al gioco: «Se posso collegarmi da casa lo faccio molto volentieri», dice.
Fiorello si affaccerà tutta la settimana al festival, grazie ad un megaschermo vicino all’Ariston che proietterà La Pennicanza e per le serate del festival ha promesso commenti live sui social, il "Durante festival": «Lo faremo con Biggio, sicuramente per la prima serata. Poi vediamo se resistiamo e quanto dura».
Poi il via alla conferenza stampa vera e propria. Che si è aperta con un altro pezzo di Sicilia. Ovvero la dedica a Pippo Baudo. «Il mio è un festival baudiano, ed è toccato proprio a me fare il primo festival senza di lui, era doveroso dedicarglielo», ha detto Carlo Conti commuovendosi fino alle lacrime.
La telefonata con Pippo
Un pensiero per Baudo anche dalla co-conduttrice Laura Pausini. A convincerla ad accettare è stata proprio una telefonata con il grande presentato di Militello Val di Catania: «A marzo quando mi è stato proposto il festival ho chiamato Pippo Baudo e lui mi disse: "Stai ancora spettando? Guarda Laura che sei pronta, vai tranquilla, puoi farlo". È stato emozionante sentirgli dire queste parole».
Per questo, rivela «non mi sento così spaventata. Ho Carlo che mi tiene la mano e Pippo nel cuore». Pausini ricorda anche la sua prima volta al Festival: «Era il 1993, avevo 18 anni, ero più ingenua e innocente e avevo un po' paura". Oggi, invece, «sono più rilassata» e incontro il Festival «in un momento in cui mi sento più tranquilla. In fondo, ho sempre un po' sognato questo. Spero di essere all’altezza».
«Ho avuto la prima proposta di condurlo 15 anni fa, ma mai mi sono sentita così pronta. Non ho paura, ma sono solo emozionata nel modo più positivo del termine. All’estero ho presentato altri programmi televisivi e ho cercato di farli pensando, chissà, dentro di me, per "andare a scuola" e arrivare un giorno qui», dice Pausini.
Poi spazio all'ironia con Carlo Conti che ha scherzato sul fatto di essere arrivato al quinto Sanremo: «A questo punto - ha detto - io e Amadeus vogliamo la cittadinanza onoraria». «Sono molto felice di fare questo mio quinto festival avendo al fianco Laura Pausini», aggiunge Conti. E poi sempre tra il serio e il faceto parlando della sua fede calcistica ha detto di essere felice «che quest’anno per fortuna la Fiorentina giovedì gioca alle 18.45».
Poi non poteva mancare il riferimento politico: «Quando c'era Renzi sono stato definito renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano. Per fortuna in questi 40 anni sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro: sono un giullare e orgogliosamente faccio il giullare».
Poi gli è stato chiesto della possibile presenza della premier al Festival. «Meloni? Non credo debba venire al festival, se compra il biglietto può venire come qualsiasi altro cittadino: non decido io, come è successo in passato», spiega il direttore artistico del festival.
«Ho già risposto: fantascienza pura», ha aggiunto Conti, parlando delle presunte pressioni sul caso Pucci. «Io credo che la mia storia parli per me, parli per gli ospiti che ho portato al festival, non l’ho fatto con un governo, non l’ho fatto con un altro, ho avuto sempre una Rai dalla mia parte ma in assoluta autonomia. Ripeto e sottolineo, preferisco che si dica che io non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno mi abbia obbligato a prendere un ospite, o mi tiri per la giacca per favorire questo o quel comico o artista su quel palcoscenico».
«Quindi - aggiunge il direttore artistico - ringrazio le gestioni, i dirigenti Rai di oggi, di ieri e spero sempre anche di domani che lasciano perfetta autonomia a me e a tutti i direttori artistici che si sono alternati su quel palcoscenico. Ovviamente non pensavo assolutamente che Andrea Pucci suscitasse tutte queste polemiche, è stato ospite in miliardi di trasmissioni, ha fatto programmi di grande successo, anche i suoi personali».
