Sanremo 2026
Dentro il “voto che non si vede”: stampa e televoto, l’equilibrio che decide la gara
Il Festival conferma il sistema a più giurie previsto dal regolamento Rai, con pubblico, Sala Stampa e radio chiamati a bilanciare consenso popolare e giudizio professionale
C’è un momento, all’Ariston, in cui cala il silenzio: non è sul palco, ma due piani più su, all’Ariston Roof, dove i giornalisti inseriscono il loro voto. Un click, e la sorte di una canzone può cambiare. Niente urla da televoto, nessun ticker di percentuali in sovrimpressione: solo il giudizio di chi il Festival lo racconta. Questa sera, nella serata d’esordio della 76ª edizione, quel click varrà tutto: a decretare la prima classifica (con le sole prime cinque posizioni rese note, senza ordine) sarà esclusivamente la giuria della Sala Stampa, Tv e Web. È una scelta prevista dal regolamento e confermata nelle ultime ore: si esibiscono tutti i 30 artisti in gara, l’ordine di uscita viene comunicato a ridosso della diretta, la conduzione è affidata a Carlo Conti, con Laura Pausini e l’attore Can Yaman; super ospite Tiziano Ferro, che celebra i 25 anni di “Xdono” uscito il 22 giugno 2001. Tutti tasselli che, messi insieme, spiegano perché capire come funziona questa giuria sia oggi più che mai decisivo.
Perché la Sala Stampa conta (e quando conta di più)
La giuria della Sala Stampa, Tv e Web entra in gioco in tutte le serate, ma con pesi e funzioni diverse. Il regolamento di Rai per il Festival di Sanremo 2026 definisce tre corpi votanti: il pubblico tramite televoto, la giuria della Sala Stampa, Tv e Web, e la giuria delle Radio. Nella serata inaugurale (martedì 24 febbraio 2026) vota soltanto la Sala Stampa; nella quarta serata (Cover) e nella finale di sabato 28 febbraio 2026 i pesi sono distribuiti così: televoto 34%, Sala Stampa 33%, Radio 33%. Un equilibrio formale che, come vedremo, ha alimentato nel tempo non poche controversie: il “terzo d’opinione” dei giornalisti, sommato al “terzo” delle radio, può ribaltare un plebiscito popolare.
Chi sono (e dove votano) i membri della giuria Sala Stampa, Tv e Web
Composizione e criteri di accreditamento: la giuria è formata da rappresentanti dei media accreditati al Festival (carta stampata, televisioni, siti e portali web; escluse le web radio), con spazio anche a rappresentanti di emittenti radiofoniche estere. La selezione è curata dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in accordo con l’Ufficio Stampa Rai. I giornalisti operano in due poli: l’Ariston Roof e la Sala Stampa “Lucio Dalla” al Palafiori, a poche centinaia di metri dal teatro, che ospita la gran parte di radio, siti e agenzie. Lo scorso anno gli accreditati complessivi nelle due sale hanno superato quota diverse centinaia; in alcuni report si cita la soglia degli “oltre 700” per la sola Sala “Lucio Dalla”, in un ecosistema che include anche stampa estera con decine di testate. È qui che si vota in tempo reale, collegati con la regia, ed è da qui che nasce anche il tradizionale “Premio della Critica – Sala Stampa Lucio Dalla”.
Come si vota: le regole operative, serata per serata
- Prima serata, oggi. Si esibiscono tutti i 30 “Campioni”; vota soltanto la Sala Stampa, Tv e Web. A fine serata: classifica interna e comunicazione al pubblico delle prime cinque posizioni, senza ordine. È il primo tassello “qualitativo” della settimana.
- Seconda e terza serata, mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio 2026. I “Campioni” si dividono in due blocchi da 15. In queste serate, la Sala Stampa non incide sui Big; qui il voto è al 50% del pubblico via televoto e 50% della giuria delle Radio. Tra i “Giovani”, invece, quando presenti in scaletta, tornano in campo tutte e tre le giurie con pesi 34/33/33.
- Quarta serata (Cover), venerdì 27 febbraio 2026. Rientra la Sala Stampa: insieme a televoto e Radio, con pesi 34/33/33, determina soltanto la classifica della serata Cover (che non influisce sul punteggio finale dei brani in gara, ma assegna il titolo della serata).
- Quinta serata (Finale), sabato 28 febbraio 2026. Si riascoltano tutte le 30 canzoni dei Campioni: voto congiunto 34/33/33 (pubblico/Sala Stampa/Radio). Vengono rese note le prime cinque posizioni, senza ordine; poi si azzerano i contatori e si procede a una nuova votazione solo sui cinque finalisti, sempre con gli stessi pesi. L’esito si somma a quanto maturato nelle altre serate (esclusa la serata Cover), definendo la classifica definitiva e il vincitore. In caso di ex aequo, il regolamento prevede un ordine di “spareggi” che parte dal televoto e, se serve, passa alla Sala Stampa e poi alle Radio.
I criteri editoriali dietro il voto dei giornalisti
La Sala Stampa non è una giuria “di tecnici” in senso stretto, ma una platea professionale eterogenea: critici musicali di lungo corso accanto a cronisti generalisti, testate nazionali, locali e internazionali. Il suo voto tende a privilegiare spesso parametri quali la qualità autorale, l’originalità dell’arrangiamento, la performance live, la coerenza artistica del percorso. Non esiste una “griglia ufficiale” di valutazione, ma una serie di prassi: molti giurati ascoltano con la partitura dei testi, confrontano prove e serate, seguono il “sentiment” della sala e i confronti con gli artisti nelle conferenze. È una forma di “critica istantanea” che compensa, nelle intenzioni degli organizzatori, la “spinta emotiva” del televoto. Il regolamento Rai riconosce la specificità della Sala Stampa e ne inquadra la funzione nel bilanciamento complessivo del sistema, accanto alle Radio che portano il punto di vista dell’airplay.
Trasparenza: cosa sappiamo e cosa resta opaco
Su un punto il regolamento è chiaro: i pesi percentuali e la scansione delle serate. Su altri, resta margine di miglioramento nella trasparenza pubblica. Non sono resi noti—se non in forma aggregata e a posteriori—i dettagli analitici dei voti della Sala Stampa e delle Radio durante la diretta; le classifiche complete vengono pubblicate al termine del Festival sul sito ufficiale, ma senza la granularità dei singoli giurati. La Rai comunica inoltre che, per esigenze editoriali, può decidere se e come diffondere le classifiche parziali nel corso delle ultime due serate (fermi i vincoli minimi previsti). È un compromesso tra racconto televisivo e accountability che, soprattutto dopo finali combattute, riaccende il dibattito.
Le polemiche che hanno segnato il dibattito recente
Il caso-scuola più citato è la finale 2024: il rapper napoletano Geolier ha ottenuto il 60% del televoto a cinque, record storico, ma la vittoria è andata ad Angelina Mango grazie alla somma con i voti di Sala Stampa e Radio, dove la cantautrice risultava nettamente preferita. I dati diffusi a posteriori e ricostruiti da diverse testate mostrano come l’equilibrio dei “due terzi professionali” abbia riallineato il risultato complessivo, alimentando discussioni sulla “rappresentatività” del voto popolare e sulla funzione (correttiva o invadente) della Sala Stampa. Nel 2025 lo stesso Carlo Conti ha dovuto smorzare—definendola una battuta—una suggestione di “combine” attribuita alla Sala Stampa, segno di un nervo ancora scoperto. Da allora, ogni riferimento pubblico ai 33% dei giornalisti e delle radio finisce sotto la lente.
Televoto e legalità: i paletti anti-abusi
Un’altra area sensibile riguarda l’uso—e l’abuso—degli strumenti di televoto. Il regolamento, richiamando le norme AGCOM, vieta esplicitamente l’impiego di sistemi automatizzati o servizi di call center per l’invio massivo di chiamate o SMS: la violazione comporta anche l’“immediata esclusione” della canzone e dell’artista, oltre a ogni ulteriore azione tutelata dal regolamento. È un monito che la Rai ribadisce ogni anno, specie dopo le stagioni in cui sui social emergono sospetti di “mobilitazioni organizzate”. La cornice regolatoria, qui, è stringente; ma resta fondamentale la comunicazione tempestiva di eventuali anomalie e la chiarezza sugli audit tecnici delle società che gestiscono il televoto.
Domande frequenti (e risposte chiare)
- La Sala Stampa può “decidere da sola” il vincitore?No. Nemmeno nella Finale: il peso della Sala Stampa è il 33% (come le Radio), contro il 34% del televoto. Conta però l’effetto combinato: due blocchi “professionali” coesi possono spostare l’ago.
- Perché nella prima serata decide solo la Sala Stampa?Perché il regolamento vuole che il debutto sia filtrato da un ascolto professionale, fissando una prima “istantanea qualitativa” della gara. Da mercoledì entrano il pubblico e le Radio con ruoli paritari.
- Le Cover incidono sulla classifica finale?No, la quarta serata assegna un titolo di serata: non pesa sull’esito complessivo dei brani in gara (che resta ancorato alle quattro serate “competitive”).
- Quando vediamo i dati completi?Il regolamento prevede la pubblicazione integrale delle classifiche al termine del Festival sul sito ufficiale; in diretta, la comunicazione può limitarsi alle “top 5” senza ordine.
Dove la trasparenza può crescere: cinque proposte concrete
- Rendere pubblici, a Festival concluso, i dati percentuali della Sala Stampa per blocchi omogenei (ad esempio, Ariston Roof e “Lucio Dalla”), distinguendo tra carta, tv e web. Un quadro più granulare aiuterebbe a capire se e come cambiano gusti e sensibilità tra piattaforme.
- Pubblicare la lista degli organi di informazione accreditati con il relativo numero di votanti effettivi (non solo accrediti), tutelando comunque la privacy individuale.
- Introdurre una breve relazione metodologica sugli “audit” del sistema di voto (televoto e piattaforma giornalisti), con indicatori di robustezza e tempi di latenza.
- Prevedere una “finestra informativa” in più—magari tra quarta e quinta serata—con dati parziali aggregati per giuria, per ridurre l’opacità percepita.
- Valutare, in prospettiva, un’“Academy” di addetti ai lavori davvero specialisti (sul modello Oscar) che affianchi la Sala Stampa preservandone il ruolo giornalistico ma rafforzando la competenza di merito. Il dibattito è già iniziato, segno che il pubblico chiede più chiarezza, non meno passione.
Il contesto di oggi: numeri, tempi, volti
L’apertura di stasera—martedì 24 febbraio 2026—vede tutti i 30 cantanti in gara esibirsi, con classifica “a cinque” comunicata senza ordine. Sul palco, con Carlo Conti e Laura Pausini, ci sarà Can Yaman; super ospite Tiziano Ferro con un set che celebra i 25 anni di “Xdono” e un brano nuovo in anteprima live. È il modo in cui il Festival mette insieme memoria e attualità, spettacolo e regole: mentre il pubblico canta, la Sala Stampa clicca. Capire quel click—chi lo fa, quando pesa, come si somma—aiuta a leggere la serata, e forse a discutere meglio il verdetto finale.
Che cosa tenere a mente mentre si guarda la classifica
- Nella prima serata decide solo la Sala Stampa, Tv e Web.
- Dalla seconda alla terza, sui “Campioni”, contano solo Televoto e Radio al 50/50.
- Nella quarta (Cover) e nella quinta (Finale), il voto è condiviso: 34% pubblico, 33% Sala Stampa, 33% Radio.
- Le top 5 comunicate senza ordine riducono lo “spoiler” ma alimentano suspense e dibattito.
- La “somma dei terzi” professionali può correggere (o ribaltare) un plebiscito popolare: non è un errore di calcolo, è la struttura del regolamento.
- Le contestazioni sono fisiologiche: crescere in trasparenza aiuta a farle diventare un confronto informato, non solo uno scontro di tifoserie.