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Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, il tandem che può riscrivere il GF Vip: perché questa scelta è un messaggio (anche) a Milly Carlucc
Due poltrone, una regia d’insieme e un segnale forte al mercato: ecco cosa racconta davvero l’accoppiata
Appena dopo l’alba di oggi, in uno studio allestito con luci da set e schermi a led, tre figure prendono posto davanti all’obiettivo: la conduttrice, una giornalista con il piglio da mezzobusto, un’altra con la penna affilata delle inchieste. I flash scandiscono pose e sorrisi contenuti. È il promo della nuova stagione del Grande Fratello Vip, e la notizia – riportata da Dagospia e rilanciata da più testate – ha il sapore di un colpaccio: le opinioniste saranno Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. Un binomio che, sulla carta, mischia autorevolezza televisiva e taglio critico, promettendo frizioni, ritmo e discussioni. Un binomio che manda anche un messaggio oltre il perimetro del reality: “qualcuno avverta Milly Carlucci”.
Le carte in tavola: cosa è certo, cosa è probabile, cosa resta da confermare
Il tassello dirimente delle ultime ore è l’indiscrezione – considerata “conferma” da chi l’ha lanciata – che indica Buonamici e Lucarelli come nuove opinioniste. A supporto, la circostanza del materiale promozionale girato la mattina del 24 febbraio con la presenza delle tre protagoniste del set. Una traccia narrativa solida, cucita su un’indiscrezione che molte testate hanno ritenuto credibile e che, nei fatti, sposta gli equilibri del talk in studio.
La “sponda” social: nei giorni scorsi Selvaggia Lucarelli ha lasciato intravedere il suo coinvolgimento attraverso una storia su Instagram, senza un annuncio formale, di fatto alimentando l’ipotesi con un’autocitazione criptica sul “cast” del reality. Fanpage ha interpretato quel contenuto come una presa di posizione pubblica, la prima, dopo settimane di rumor.
Il calendario: tra ipotesi di partenza al 10 marzo e tracce che parlano di metà mese o addirittura di slittamento ad aprile, l’asticella si muove. In più di un’analisi si spiega che lo scarto dipenderebbe dalla definizione del cast e da strategie di palinsesto di Mediaset. Prudenza: l’unico dato “forte” è la finestra primaverile, con durata “slim” di circa sei settimane messa sul tavolo da diverse testate.
Perché Buonamici + Lucarelli è un incastro che fa notizia
L’idea di affiancare Cesara Buonamici, volto storico del TG5, e Selvaggia Lucarelli, firma e podcaster abituata al conflitto argomentato, racconta innanzitutto una precisa visione editoriale. Da un lato, il presidio del “tono istituzionale” – quel lessico misurato che una giornalista di lungo corso porta naturalmente con sé; dall’altro, la spinta polemica e la capacità di innescare conversazioni anche scomode, preziose in un talk di reality che, per definizione, vive di confronto. La scommessa, tradotta: un equilibrio tra “verifica” e “verve”, tra fact-checking in diretta e commento tagliente. È la grammatica con cui Mediaset vuole rimettere il GF Vip al centro del discorso social e televisivo.
Non è tutto. La coppia “a specchio” ricalibra il ruolo stesso dell’opinionista: meno spalla comica, più “curatrice” del dibattito. Un doppio filtro, due sensibilità distinte che – se coordinate – possono spostare la percezione del pubblico, alzando l’asticella del confronto sui contenuti senza sacrificare l’intrattenimento. È qui che la scelta diventa narrativa: il reality come arena dove l’analisi non è un orpello, ma una leva per far procedere il racconto.
Il non detto che pesa: Ballando, Rai e la clausola di esclusiva
Nel retropalcoscenico c’è un altro capitolo: il rapporto di Selvaggia Lucarelli con Ballando con le Stelle di Rai 1. Da settimane si rincorrono voci su un’operazione a “pacchetto” messa a punto da Mediaset: cachet da “top player” – si è scritto di circa 35.000 euro a puntata – e la prospettiva di un talk in prima serata su Rete 4 in estate. Un progetto che intercetta ambizione e posizionamento, ma che – lo ricordiamo – è stato oggetto di smentite puntuali da parte dell’interessata e di precisazioni legali rispetto ad alcuni dettagli circolati. La sostanza, però, resta: l’interesse dell’azienda di Cologno Monzese è forte e strutturato, e l’approdo al GF Vip sarebbe il primo tassello di una strategia più ampia.
In termini contrattuali, l’eventuale esclusiva con Mediaset si scontrerebbe con la permanenza in giuria a Ballando. Qui la variabile si fa politica e industriale più che di palinsesto: a un certo livello, la “doppia appartenenza” è difficilmente conciliabile. Da qui il punto: la scelta di Lucarelli – e di Mediaset – non riguarda soltanto dove sedersi il lunedì (o martedì) sera, ma quale “casa” editoriale abitare per i prossimi mesi, forse oltre.
L’altra metà del cielo: il ritorno di Ilary Blasi e l’architettura di un’edizione “slim”
Sul fronte conduzione, l’orientamento è chiaro da settimane: Ilary Blasi torna al timone, inaugurando una versione più concentrata del reality, con sei settimane di messa in onda e un assetto che spinge sul ritmo. Il riposizionamento – si ragiona – punta a evitare l’effetto “stanchezza” delle edizioni extra-long, a favore di una narrazione compatta e riconoscibile. È una risposta tanto editoriale quanto competitiva, in un prime time ingolfato e contendibile. Restano da chiudere incastri di griglia – tra 10 marzo, 17 marzo e l’eventuale spostamento ad aprile – ma la finestra primaverile e la cornice “slim” sono i due paletti più ripetuti nelle indiscrezioni verificate.
Casting: cosa circola, perché va preso con le pinze, come incide sulle opinioniste
Sui nomi dei potenziali concorrenti, il flusso è il solito: ipotesi, smentite, ritorni di fiamma. In questi giorni sono rimbalzati profili noti e meno noti – dagli sportivi agli ex volti dei reality – con un denominatore comune: un’identità “mista” che abbracci intrattenimento e attualità. È qui che la coppia Buonamici–Lucarelli diventa valore di sistema: più che limitarsi a “commentare”, la loro presenza può orientare il tipo di casting scelto dalla produzione, favorendo personalità in grado di reggere un contraddittorio sostanziale, non solo teatrale. In altre parole: se metti due “filtri” forti in studio, devi assicurarti di avere in Casa storie e caratteri capaci di dialogare – e scontrarsi – su quel livello. Alcune ricostruzioni parlano di 11 serate complessive (o poco più), altre dell’ipotesi dei “doppi appuntamenti” settimanali: variabili che incidono sulla griglia della narrazione e sull’ampiezza del cast. Cautela d’obbligo: i dettagli sul numero esatto di puntate sono ancora in movimento.