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dietro le quinte

Dalla canottiera al papillon: Sanremo riscopre il guardaroba (e la nonna approva)

Al Festival torna il dress code: smoking, velluti e haute couture al posto di canottiere e tatuaggi ostentati. Ma non mancano le scelte più eccentriche degli artisti in gara

25 Febbraio 2026, 07:50

Dalla canottiera al papillon: Sanremo riscopre il guardaroba (e la nonna approva)

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Mi sono sposata nel ’54 ma sin dalla prima edizione, nel 1951, io me lo ricordo: gli abiti erano bellissimi, li descrivevano alla radio! Niente a che vedere con quelli di ora”.

È il contributo di un’arzilla signora di 93 anni, mia nonna, che oggi, come da ragazza e poi da sposina, segue ancora con entusiasmo il Festival della Canzone Italiana. “Certo, non sono i vestiti che si mettono ora, prima erano lunghi ed elegantissimi”.

Quella di stasera è la 76ª edizione della competizione canora, la prima senza Pippo Baudo e Beppe Vessicchio, due colonne del Festival che hanno segnato un’epoca.

Speriamo che gli uomini saranno vestiti discretamente” - si augura mia nonna - “l’abbigliamento è importante”. Ma d’altronde il gusto non è più quello degli anni ’50, i tempi sono cambiati e anche lo stile si è adeguato, scardinando canoni datati per fare spazio a look sempre più fluidi, che abbracciano ogni genere, non solo musicale, e ogni personalità.

Nella prima serata si esibiscono tutti e 30 i cantanti in gara, unici voti quelli della giuria demoscopica (e i nostri). Ma sa(n)remo clementi.

La serata inizia con Carlo Conti che inaugura Sanremo 2026 con uno smoking blu notte sartoriale con blazer doppiopetto e revers a scialle lucidi, indossato con camicia bianca e papillon di Stefano Ricci. Ma subito dopo è il battesimo di Laura Pausini come co-conduttrice. Scende la temibile scala senza intoppi, raggiante, fasciata da un abito con scollo a cuore in velluto blu Giorgio Armani Privé. Come lei, all’esordio a Sanremo, il suo contraltare Can Yaman mostra il décolleté, con la camicia lasciata aperta e la giacca di Ilker Bilgi.

A rompere il ghiaccio con la prima esibizione sul palco dell’Ariston è Ditonellapiaga con un look tra i più eccentrici della serata, a metà tra una ballerina col tutù e la sesta Sailor Moon.

Michele Bravi, con un completo sartoriale Antonio Marras, ricorda un raffinato Gomez Addams. Ma Sayf, che lo segue nella competizione, lo supera con un look gessato e treccine dallo charme da gangster. È il momento di Mara Sattei, elegantissima, in un abito vecchia Hollywood firmato Vivienne Westwood.

Arriva Dargen D’amico, vestito come un samurai ma di parquet, un kimono con stampa trompe-l’œil di Mordecai Studio abbinato a maxi occhiali glitterati.

Conquista il palco Arisa, molto chic in un abito dello stilista siciliano Salvo Rizza col brand Des Phemmes: dalla linea essenziale, tempestato di oltre 1000 cristalli.

Luchè sceglie un look sobrio ma trascurabile, con il bomber al posto del blazer. Lo segue Tommaso Paradiso con camicia e giacca rosa freddo in Emporio Armani, “Romantico”, come il titolo del suo brano.

È il momento di Elettra Lamborghini in un abito d’ispirazione barocca con una cascata d’oro Haute Couture di Tony Word. La vera stella, però, è Patty Pravo che, per l’11esima volta al festival con un brano del cantautore siciliano Giovanni Caccamo, sfoggia un abito lungo in velluto con maniche e strascico in tulle ricamato firmato dallo stilista Simone Falco.

Passo ai giovani con Samurai Jay in total black con pantaloni svasati dal sapore anni ’70 e blazer con tripla abbottonatura di Dickinson Lim.

Tiziano Ferro, super ospite della serata, arriva all’Ariston con un outfit brillante.

Raf introduce il velluto, materiale protagonista della serata, soprattutto negli abiti maschili.

Inizia il secondo atto, scandito dal cambio d’abito di Laura, un’altra creazione di Armani con cui lei stessa dice di sentirsi “una farfalla”, eterea con una cappa di cristalli scenografici. Si cambia anche l’altro valletto, Can Yaman, che stavolta copre il petto e indossa la cravatta.

J-Ax atterra sul palco direttamente dal Texas con tanto di lustrini e bastone, un look western. Fulminacci indossa un abito di Ami Paris, sobrio e un po’ vintage, spezzato dalla cravatta viola.

Dopo di lui si esibisce Levante, che illumina il palco con un tubino smanicato che la fa brillare.

La luce si spegne sul total black della coppia Fedez-Masini, entrambi in nero, a sottolineare il tenore del brano tra rap e acuti.

Ermal Meta in Trussardi sperimenta una mise rilassata che evoca giacca da camera e look gessato. Lo segue Serena Brancale, che ricorda una sposa estiva e si commuove a fine esibizione.

Debutta a Sanremo Nayt ma sembra un comandante in carica. Ci salva Malika, elegante anche nel look firmato Jil Sander.

Eddie Broke non è da meno: con lo smoking non si sbaglia mai, anche se indossato con il papillon aperto in modo strafottente.

Non delude neanche Sal Da Vinci con un doppiopetto dal taglio morbido arricchito da un dettaglio luccicante sul rever, e interagisce con il pubblico.

Terzo atto, sipario sull’ultimo cambio outfit della co-conduttrice: blu, aderente e brillante, lascia le spalle scoperte. Re Giorgio è sempre Re Giorgio. Coincide anche con l’ultimo cambio del collega Can Yaman che opta per giacca bianca e papillon.

Enrico Nigiotti canta in total black con la camicia aperta. È la volta di Tredici Pietro che indossa un doppiopetto con cravatta, seguito da Chiello, vestito a metà tra un circense e un militare in alta uniforme.

Le bambole di pezza, moderne Spice Girls, compongono un quintetto rock’n’roll firmato Jhon Richmond, fatto di abiti neri e lustrini.

Maria Antonietta & Colombre: lei figlia dei fiori (margherite), canta in coppia con il compagno che spezza il completo vintage nero con la t-shirt stampata.

Un altro figlio di, Leo Gassmann, tra i più eleganti con un look sartoriale, un po’ Edmond Dantès del Conte di Montecristo.

Francesco Renga sceglie il velluto di Canali illuminato da una spilla sul maxi rever.

Chiudono la scaletta, e la nottata, LDA & Aka7, la quota look in pelle di questa prima serata.

Il resoconto della nonna: “Quest’anno sono eleganti. Nessuna canottiera o ostentazione di tatuaggi. Gli altri anni si sarebbero dovuti vergognare per come si sono presentati in Eurovisione”.

La più elegante? La 105enne Gianna Pratesi che votò per la Repubblica al referendum del 1946: la ricetta della sua longevità? Tre giornali ogni mattina, letti senza occhiali. Dovremmo farle arrivare anche il nostro quotidiano.