LA CONFERENZA STAMPA
Ascolti Sanremo, Conti non si abbatte: «Il festival è in buona salute». E manda un «abbraccio gigante alla Sicilia»
Dal mea culpa per "Repupplica" all'omaggio alle vittime di Crans Montana: il direttore artistico commenta il calo degli ascolti e svela le sorprese della seconda serata
Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla prima serata del Festival di Sanremo, Carlo Conti si è presentato sereno e soddisfatto, nonostante gli ascolti della serata inaugurale abbiano segnato un calo rispetto all'edizione precedente, fermandosi al 58% di share.
«Pensavo un po' meno, pensavo il 55%», ha ammesso il direttore artistico, spiegando di aver messo in conto una flessione più marcata, considerata la controprogrammazione e il periodo. Il 58% lo ha dunque piacevolmente sorpreso. «Il festival è in buona salute», ha tenuto a precisare, ricordando che quasi 10 milioni di italiani hanno seguito la serata. Non ha battuto se stesso — nei suoi precedenti trienni alla guida della kermesse aveva sempre fatto meglio — ma ha rivendicato la stessa serenità con cui aveva accolto i record dello scorso anno: «Non mi sono esaltato allora, non mi abbatto adesso».
Se il calo di ascolti dovesse continuare? «Darei la colpa al direttore artistico», risponde però Carlo Conti. «Se rimprovererei al direttore artistico che trenta canzoni sono troppe? No, perché a quello stesso direttore artistico non ho fatto i complimenti lo scorso anno con trenta canzoni, quando il festival ha battuto tutti i record di ascolto», aggiunge. E precisa: «Lo scorso anno non ho dato al direttore artistico i meriti di quello che è andato bene».
E se il festival è come il vino, «il prossimo anno sarà un’annata strepitosa», chiosa con un sorriso, alludendo alla sua decisione di chiudere il ciclo quest’anno.
Tra i momenti più attesi della seconda serata, Conti ha annunciato un cambio di programma significativo per Achille Lauro. L'artista, che avrebbe dovuto eseguire il suo brano dell'anno scorso, proporrà invece Perdutamente, la canzone che la mamma di Achille Barosi — il sedicenne morto nel rogo di Crans Montana — ha cantato accanto alla bara del figlio. «Quando abbiamo visto quella scena, ci siamo detti: dobbiamo fare quella canzone lì», ha raccontato Conti, precisando che l'omaggio alle vittime della tragedia «parlerà attraverso la musica». Lauro avrà anche un secondo momento sul palco, con 16 Marzo cantata insieme a Laura Pausini.
Il direttore artistico ha poi dovuto rispondere di un piccolo incidente della serata precedente: sul ledwall era comparsa la scritta "Repupplica" invece di "Repubblica", proprio durante la celebrazione degli 80 anni dalla nascita della Repubblica, alla presenza di Gianna Pratesi, 105 anni, che votò il 2 giugno 1946. Conti si è scusato con una battuta: «Chi non fa, non sbaglia».
Poi Conti ha spiegato che «ieri sera spontaneamente ho approfittato della presenza di Levante (che è siciliana) per mandare un abbraccio gigante alla Sicilia, Calabria e Sardegna e in particolare a Niscemi. E’ un gesto simbolico e mi è venuto naturale». Lo ha detto rispondendo a una giornalista che chiedeva se non era il caso di dedicare un momento speciale alle popolazioni alluvionate. In particolare si cita il caso di Ginostra quando grazie al Sanremo di Pippo Baudo arrivò l’elettricità. «Spero che si faccia qualcosa, in alcuni casi si fa di più, ieri mi è venuto naturalmente di mandare un saluto. Se ho sbagliato a salutare e a citare mi scuso» dice.
Infine, uno sguardo al futuro: interrogato sulla scarsa presenza femminile sul palco dell'Ariston quest'anno, Conti ha glissato con un sorriso, augurando che le donne abbiano sempre più spazio — anche, forse, alla direzione artistica del Festival nei prossimi anni.