Il Festival
Sanremo parla siciliano. Tutti i nomi (anche quelli che non ti aspetti)
Dalle icone storiche ai nuovi talenti dell'era Amadeus e Conti: la guida definitiva ai protagonisti dell'Isola che hanno conquistato l'Ariston
C’è un filo invisibile, profumato di zagara e salsedine, che unisce il Teatro Ariston alle coste della Sicilia. Se il Festival di Sanremo è lo specchio dell’Italia, la Sicilia ne è l'anima pulsante, la voce profonda e l’ironia colta. Non è solo partecipazione: è un dominio artistico che dura da oltre settant’anni. Dalle origini in bianco e nero alle provocazioni dei social, ecco il racconto di un’isola che non ha mai smesso di cantare (e condurre) il Festival. Tutto ebbe inizio con un palermitano. Nel 1951, quando il Festival era ancora un esperimento radiofonico, fu Nunzio Filogamo a battezzarlo. Il suo "Cari amici vicini e lontani" è la pietra miliare su cui poggia l’intera storia della kermesse. Ma se Filogamo è il padre, Pippo Baudo è l’Imperatore. Da Militello in Val di Catania con furore, "Super Pippo" detiene il record leggendario di 13 conduzioni.
Ha scoperto talenti, ha gestito scandali e ha reso Sanremo l'evento nazionale per eccellenza. Accanto al Re, non poteva mancare un cavaliere del racconto siciliano: Salvo La Rosa. Il giornalista e conduttore catanese, volto storico di Insieme, portò la sua professionalità e il suo sorriso all'Ariston proprio nelle edizioni targate Baudo. Nel ruolo di inviato speciale presso le giurie, Salvo è stato il volto della Sicilia "istituzionale" ma calorosa, capace di mediare tra la tensione della gara e il calore del pubblico, confermando quel sodalizio indissolubile tra la TV siciliana e quella nazionale. A raccogliere il testimone del genio siculo è stato poi Fiorello. Il mattatore di Augusta ha trasformato l'Ariston nel suo salotto di casa, portando un’allegria travolgente e dimostrando che si può essere divi, conduttori e persino cantanti in gara con la stessa, incredibile naturalezza.

La Sicilia a Sanremo ha spesso il volto di donne straordinarie, Miriam Leone, la splendida attrice catanese, co-conduttrice di punta dell’edizione 2025, ha portato sul palco un’eleganza d’altri tempi e una modernità magnetica. Diletta Leotta, catanese doc, nel 2020, ha incantato la platea, portando la freschezza della nuova generazione Tv. Che Sanremo sarebbe senza il sorriso siciliano? Nino Frassica, il genio messinese della "risata surreale". Co-conduttore nel 2025 e presenza anche in questo 2026, Nino riesce a smontare la tensione della gara con un solo sguardo. Cristiano Malgioglio, da Ramacca con stile. Istrionico co-conduttore nel 2025, Cristiano è la storia del Festival non solo come personaggio, ma come paroliere raffinatissimo. I Sansoni, il duo palermitano (Fabrizio e Federico) ha portato la freschezza del web al PrimaFestival nel 2025, dimostrando che la comicità sicula sa rinnovarsi restando fedele alle proprie radici.

La musica siciliana a Sanremo non è mai banale. È ricerca, avanguardia, cuore. Francesca Alotta, palermitana doc, trionfò nel 1992 tra le Novità con l'immortale "Non amarmi", una canzone che ancora oggi tutti cantiamo a squarciagola. Franco Battiato, il Maestro di Milo, salì sul palco con Luca Madonia per "L'alieno", ma la sua impronta eterna resta la vittoria come autore nel 1981 con "Per Elisa". Carmen Consoli, la "Cantantessa" di San Giovanni La Punta, con "Confusa e felice" e "In bianco e nero" ha sdoganato un rock colto e femminile. Giuni Russo, voce celestiale e sperimentale, dalla leggerezza di "Alghero" alla struggente bellezza di "Morirò d’amore", la palermitana Giuni ha toccato vette vocali inarrivabili. Gerardina Trovato, icona graffiante degli anni '90, la sua voce catanese ha dato voce a un’intera generazione. Lorenzo Fragola, il ragazzo d'oro di Catania, dopo il trionfo a X Factor, Lorenzo ha portato all'Ariston la freschezza del pop moderno con brani come "Siamo uguali" e "Infinite volte", confermandosi una delle voci più amate della nuova generazione siciliana. Levante, catanese in gara quest'anno con la sua solita carica emotiva e stilistica. Delia Buglisi di Paternò, grande attesa per lei, protagonista nella serata delle cover, pronta a incantare con la sua intensità. Il Volo: Piero Barone (Naro) e Ignazio Boschetto (Marsala) portano la Sicilia nel mondo. Dopo il successo di "Capolavoro" nel 2024, sono tornati come ospiti d’onore nel 2025 e 2026. Marcella Bella, la "Capinera" catanese è tornata in gara nel 2025 con "Pelle diamante". Colapesce e Dimartino, i re del "light motive". Giusy Ferreri, la "tigre" di Palermo, una garanzia di energia tra gara e serate speciali. Giovanni Caccamo, ragusano, tra vittorie, ospitate colte e hit radiofoniche. Veruska, un ricordo prezioso di chi ha calcato quel palco portando un pezzo di isola con sé. Sul palco anche Silvia Salemi, Roy Paci, Alberto Urso, Loredana Errore, Antonella Arancio, Archinuè, Sugarfree e Mario Biondi. E infine, la nota di colore: Tony Pitoni. Con le sue maschere e le sue "trollate" intorno al Festival, ci ricorda che Sanremo è anche gioco, sberleffo e sana follia siciliana.

Sul palco anche Samuele Parodi di Zafferana Etnea, che è salito sul palco dell'Ariston nella terza serata del Festival 2025 (febbraio) per la sua straordinaria memoria, stupendo Carlo Conti con dettagli su vincitori, canzoni e classifiche di ogni edizione. Persino il Quirinale ha reso omaggio a questo legame: la storica presenza in sala del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, palermitano illustre, ha suggellato l'unione tra la massima carica dello Stato e la kermesse, portando sul palchetto d'onore la compostezza e l'orgoglio di un'intera isola. Probabilmente manca sempre qualcuno da ricordare e citare, perché la Sicilia a Sanremo non è una lista, è un'onda che continua a infrangersi sulla riva della musica italiana.