Sanremo
"Perdutamente", l'omaggio da brivido di Achille Lauro ai ragazzi di Crans Montana
Standing ovation del pubblico. "Per noi era un dovere". E' la canzone che la mamma di Achille Barosi ha cantato accanto alla bara
È avvolto nel buio il palco dell’Ariston, dove un coro di venti elementi e il soprano Valentina Gargano accompagnano Achille Lauro in un’interpretazione da brivido di "Perdutamente", uno dei suoi brani più toccanti, in omaggio alle vittime di Crans Montana: è la canzone che la mamma di Achille Barosi, morto a 16 anni nel rogo di Capodanno, ha cantato accanto alla bara del figlio.
In sala è standing ovation. «Vorrei dire una cosa molto importante: la musica ha il compito di accompagnarci nella vita, non è solo intrattenimento ma qualcosa di più viscerale. Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona e aver fatto del bene, per noi era un dovere», dice Achille Lauro. Ad introdurre l’omaggio è stato lo stesso Carlo Conti che visibilmente emozionato ha detto: "Achille canta per quei ragazzi che sono morti e per quelli che lottano ancora, affinché queste tragedie non accadano più". L'omaggio nasce dal fatto che proprio sulle note di quel brano, il 7 gennaio scorso, Milano ha detto addio al 16enne Achille Barosi, uno dei ragazzi morti nel rogo di Capodanno. La madre del ragazzo aveva cantato il brano accanto alla bara durante le esequie celebrate nella basilica di Sant'Ambrogio, trasformando una canzone in un omaggio pieno di dolore e di memoria.

Durante il funerale Erica Didone, madre di Achille Barosi, disse commossa: "Ho avuto il privilegio di essere tua mamma. Ti ho sempre riconosciuto come un’anima antica, folle come piace a me", ricordando come quella canzone di Lauro fosse per loro un rituale quotidiano: spesso la cantavano insieme durante i viaggi da e verso casa dei nonni e della zia.
Quando il feretro venne caricato sul carro funebre, le note di "Perdutamente" accompagnarono l’uscita della bara tra due ali di folla, tra lacrime e applausi. Il brano, scritto da Achille Lauro insieme a Matteo Ciceroni, Daniele Nelli, Federica Abbate e Simon Pietro Manzari, affronta fragilità, ossessione e il senso della vita, temi che, nel contesto del funerale, acquistarono una forza nuova, trasformando la musica in memoria viva. Nel giorno del funerale di Achille Barosi, Milano ascoltò "Perdutamente" non solo come canzone, ma come filo che legava la vita e il ricordo del 16enne tragicamente morto nel rogo svizzero di Capodanno: una voce che parla di fragilità, amore e coraggio, trasformata in memoria da una madre e da una comunità intera di familiari, amici e conoscenti.
