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Sanremo

Standing ovation per Fausto Leali: "Mi tremano le gambe"

Il cantante riceve il premio alla Carriera sul palco dell’Ariston

26 Febbraio 2026, 00:29

Standing ovation per Fausto Leali: "Mi tremano le gambe"

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"Mi stanno tremando le gambe, come la prima volta". Standing ovation e un lungo applauso ha accolto Fausto Leali, sul palco dell’Ariston per ricevere il primo dei tre premi alla Carriera che questo festival dedica a grandi personaggi della musica italiana. Il cantante, noto per la voce graffiante e black, ha regalato al pubblico due dei suoi più grandi successi, 'Mi manchi', presentata a Sanremo nel 1988, e 'Io amo' del 1987. Carlo Conti ha poi regalato a Leali lo spartito incorniciato del brano 'Debora', deposito Siae del 1968.

Ottantuno anni compiuti, oltre sessant’anni di storia alle spalle e una voce che sfida il tempo: vigorosa, ruvida, ancora oggi capace di raggiungere le stesse note dei vent’anni, tanto da meritare il celebre soprannome di “negro bianco”. Fausto Leali –  è una leggenda della canzone italiana. Il Festival ha rappresentato un crocevia decisivo del suo percorso, con 13 partecipazioni ufficiali tra il 1968 e il 2009, segnate da debutti memorabili e vittorie storiche. Nato a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre 1944, Leali si avvicina alla musica in giovanissima età sotto la guida del maestro di chitarra Tullio Romano dei Los Marcellos Ferial. A 14 anni debutta da professionista nell’orchestra di Max Corradini e, due anni dopo, entra nella formazione del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami.

Nel 1961 incide il primo 45 giri con lo pseudonimo Fausto Denis, interpretando Amarti così: l’inizio di una parabola che lo porterà a diventare una delle voci più inconfondibili del nostro panorama. Dopo il primo singolo, si unisce ai Novelty, con cui registra cover dei Beatles come Please Please Me e Lei ti ama (She Loves You), e fa da gruppo spalla all’unico tour italiano dei Fab Four, nel 1965.

In quegli anni abbraccia la musica nera e il soul, terreno ideale per un timbro intenso, potente e profondamente espressivo. Negli anni Novanta e Duemila Leali mantiene intatta la propria centralità: torna a Sanremo con Perché (1992), Non ami che te (1997), Ora che ho bisogno di te (2002) ed Eri tu (2003), conquista dischi di platino e il plauso unanime di critica e pubblico. Nel 2006 pubblica l’album di inediti Profumo e Kerosene, mentre in seguito partecipa a programmi televisivi di grande richiamo – Tale e Quale Show, Ballando con le stelle, Grande Fratello Vip – confermando un consenso trasversale. La sua capacità di rinnovarsi non è mai venuta meno: dal jazz di Black, White and Blues (2023) al repertorio natalizio di Il mio Natale (2024), passando per collaborazioni con Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e Umberto Tozzi, il cantautore bresciano dimostra che talento e passione non hanno età.

La voce, custodita con rigore nel tempo, resta un marchio di fabbrica che attraversa decenni e generazioni. A 81 anni, il riconoscimento alla carriera che Sanremo gli assegna celebra non soltanto le hit e i traguardi commerciali, ma soprattutto coerenza, dedizione e ardore artistico. Dalla Nuvolento degli esordi alla ribalta internazionale, da A chi a Ti lascerò, Fausto Leali rimane uno degli interpreti più carismatici e rispettati della musica italiana.