IL FESTIVAL
Sanremo, Alicia Keys all'Ariston: «Stasera canto per i miei nonni siciliani». Da dove viene la famiglia della superstar americana
Sul palco con Eros Ramazzotti per la prima mondiale de “L'Aurora”. Ma per lei è anche un ritorno alle radici
Stasera il Teatro Ariston accoglierà una delle voci più iconiche della musica mondiale, ma per Alicia Keys il palco di Sanremo non è soltanto un appuntamento professionale. È qualcosa di più intimo, quasi un pellegrinaggio. «Cantare in italiano su questo palco iconico ha un altro livello di magia. Non l'ho mai fatto prima d'ora! Ho sempre portato con fierezza la mia eredità italiana e essere qui a Sanremo oggi mi permetterà di cantarla a voce alta», ha dichiarato la cantante alla vigilia della sua partecipazione alla terza serata del Festival.
La star duetterà con Eros Ramazzotti sulle note de L'Aurora, il brano che il cantante romano dedicò alla figlia Aurora. Una canzone che i due hanno reinterpretato e co-prodotto insieme, incisa in versione italiana e spagnola nell'ultimo disco di Ramazzotti, Una Storia Importante, uscito a novembre. Sarà la prima volta che la eseguono dal vivo insieme: «Un'anteprima mondiale», come ha tenuto a sottolineare il direttore artistico Carlo Conti.
Da New York a Sciacca: una storia di emigrazione
Ma chi è davvero Alicia Keys? Il suo nome all'anagrafe è Alicia Augello Cook, e già quel cognome dice molto. La cantante è figlia di Teresa Augello, una paralegale statunitense di origini italiane, inglesi, irlandesi e scozzesi, e di Craig Cook, uno steward afro-americano.
Le radici italiane affondano nel profondo Sud. Il nonno materno era Joseph L. Augello, nato in Pennsylvania dal siciliano Michelangelo Augello, originario di Sciacca, in provincia di Agrigento, e dalla calabrese Maria Carmela Zaffina, arrivata negli Stati Uniti nel 1904, quando aveva soltanto 5 anni, insieme alla madre Rosa Scardamaglia. Una storia di emigrazione tipica di inizio Novecento, quando migliaia di famiglie meridionali lasciavano l'Italia in cerca di fortuna nel Nuovo Mondo.
Sciacca, il paese d'origine del bisnonno Michelangelo Augello, è una nota per il mare, le sue terme, il suo carnevale e una tradizione artigianale secolare nella ceramica. Da quelle strade barocche e da quel mare color cobalto parte dunque il filo invisibile che lega una delle più grandi star del pop mondiale all'isola più grande del Mediterraneo.
"Nelle mie vene scorre sangue siciliano"
Alicia Keys non ha mai nascosto questo legame, anzi lo ha sempre rivendicato con orgoglio. In un'intervista al nostro quotidiano la cantante aveva dichiarato: «Mi chiamo Alicia Augello Cook. Nelle mie vene scorre sangue siciliano e il mio carattere è mediterraneo, non c'è dubbio. Sono un tipo creativo e molto passionale, istintivo. Mi rendo conto di appartenere a questa terra appena scendo dall'aereo: mi sento a casa. Quando cantai a Palermo fu la realizzazione di un sogno. Dalla Sicilia proviene parte della famiglia di mia madre.»
C'è però un rimpianto che la cantante ha confessato più volte: «L'unica cosa che mi dispiace è che mia madre mi ha raccontato che i suoi nonni, quand'era piccola, si parlavano in italiano senza farle capire nulla. Così lei non ha imparato la vostra lingua, e di conseguenza neanche io». Una lingua perduta tra una generazione e l'altra, come spesso accade nelle famiglie di emigrati, che cercavano di integrarsi cancellando le tracce di un'identità considerata ostacolo alla nuova vita americana.
Quella lingua che sua madre non imparò, stasera Alicia la ritroverà sul palco più famoso d'Italia, cantandola per la prima volta in pubblico. Un cerchio che si chiude dopo oltre un secolo.
Una carriera da record, un cuore mediterraneo
Il suo album di debutto, Songs in A Minor, uscito nel 2001, vendette oltre dodici milioni di copie in tutto il mondo e le valse cinque Grammy Awards nel 2002. Il secondo disco, The Diary of Alicia Keys, raggiunse otto milioni di copie e quattro Grammy nel 2005. Da allora, la sua carriera non si è mai fermata.
Stasera, con Eros Ramazzotti, porterà all'Ariston non solo la sua voce straordinaria, ma anche una storia di radici, di emigrazione e di un'identità plurale che appartiene a tanti italiani nel mondo. «Sarà un'occasione speciale per onorare con orgoglio le mie radici, i miei nonni siciliani e il grande potere della musica che non conosce confini», ha promesso. Una promessa che sa già di storia.