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verso la finale

“Capitale della cultura”: Catania punta alla luna e sogna fra le stelle

Fiorello e Luca Parmitano testimonial d'eccezione. Non resta che aspettare la decisione entro il 27 marzo. Il sindaco Enrico Trantino: «L'obiettivo è riaccendere fiducia e orgoglio»

27 Febbraio 2026, 06:00

“Capitale della cultura”: Catania punta alla luna e sogna fra le stelle

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Una questione di sguardi. Che per Catania candidata “Capitale della cultura 2028” significa guardare in alto, lontano. Proiettarsi in una dimensione “spaziale” senza dimenticare la profondità delle proprie radici. E mai come in queste ore la citazione “Bisogna sempre puntare alla luna. Mal che vada si è comunque arrivati in mezzo alle stelle” è più azzeccata. Questa celebre frase spesso attribuita all’oratore motivazionale americano Les Brown è un inno a puntare in alto e perseguire grandi obiettivi.

Ieri la città si è “mostrata” all’Italia in tutto il suo antico splendore con la presentazione alla giuria del dossier “Catania Continua” durante l’audizione nella sede del ministero della Cultura a Roma. Una città che vive di stratificazioni, energia, contrasti, e che proprio da lì trova la forza di immaginare il domani. Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.

Il primo cittadino ha ricordato che il nostro passato è «un patrimonio intoccabile, ma che il progetto guarda avanti e andrà avanti comunque, perché l’obiettivo è riaccendere fiducia e orgoglio, soprattutto in chi negli anni ha smesso di credere nelle possibilità di questa città».

L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione. Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.

A rafforzare il messaggio identitario, il video-appello di Fiorello, che con la sua voce ironica e autentica ha sostenuto la candidatura invitando a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità. «Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito - dice lo showman nel video - e ditemi voi, come faccio a non farvi risentire subito Franco Battiato, o in una di quelle canzoni che non si ascoltano, si abitano. Catania continua, e questo è un atto d'amore. Uno sguardo infinito che parte dal fondo del nostro mare, sale fin sopra la cima dell’Etna e poi scende sotto, nella città sotterranea, che ogni tanto riemerge con un lenzuolo d’acqua, come un velo, l’acqua ’o linzolu. È magia signori, magia vera. Catania è una città che non sta mai ferma, cresce, cambia, rinasce, ogni giorno. È giovane. Lo avete visto? E guarda lontano, al 2028 e anche oltre. Io quegli sguardi li conosco bene, sono profondi, potenti, sono gli occhi della nostra Sant’Agata, due occhi che sembrano stelle, altissime. E allora per una volta alziamo lo sguardo verso qualcosa che è più grande di noi, ma che è qui: è Catania. Catania Capitale della Cultura 2028. Non si può sbagliare».

La Regione ha ribadito un sostegno concreto, sottolineando come la candidatura sia coerente con l’identità di Catania, terra operosa, creativa, capace di fare insieme. «Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario - ha detto il presidente Renato Schifani - nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista».

Il dossier “Catania Continua” si fonda su un dato concreto: oltre il 70% delle proposte inserite nel dossier nasce dal territorio, grazie al contributo di circa 100 realtà tra istituzioni, associazioni, università, enti di ricerca e imprese. Non un semplice calendario, dunque, ma un percorso strutturato, con monitoraggio, misure e obiettivi durevoli. Una strategia - quella supportata da Pts (con Paolo Della Sega) e Melting Pro - pensata per lasciare un segno oltre il 2028, migliorando la qualità della vita e rafforzando l’attrattività culturale e produttiva della città.

Catania è a un passo dal sogno: la proclamazione della Capitale Italiana della Cultura è attesa entro il 27 marzo.