A Sanremo i messaggi contro il bullismo e la violenza sulle donne. Conti: «Quando una donna dice no, è no»
Il Festival tra musica e impegno; il ricordo di «Siamo donne» e la toccante testimonianza di Paolo Sarullo con l'appello «stop alla violenza giovanile»
A Sanremo canzoni e messaggi sociali come quello per l'eliminazione della violenza sulle donne. «A proposito di donne: quando una donna dice no, è no» dice Carlo Conti durante la terza serata all’Ariston. Poco prima il pubblico ha potuto riascoltare 'Siamo donne', con cui Jo Squillo e Sabrina Salerno hanno partecipato al Festival di Sanremo 1991.
Il conduttore ha poi raccontato la storia di Paolo Sarullo, il ragazzo di Albenga aggredito all'uscita da una discoteca da un gruppo di coetanei che volevano sottrargli il monopattino. Dopo un pugno, Paolo cade a terra e batte la testa. In ospedale gli salvano la vita ma l'esito è terribile: è condannato a rimanere su una sedia a rotelle. Durante il percorso di riabilitazione - spiega Conti - sente la forza dei medici e l'amore della famiglia e fa progressi inattesi. Dopo l'appello da lui fatto a Storie italiane per partecipare a Sanremo, vista l'impossibilità di averlo all'Ariston, le telecamere del Festival sono andate nel centro di riabilitazione che lo ospita. In collegamento, Paolo appare sul maxischermo del Festival e lancia un sentito appello: «Stop alla violenza giovanile». Accenna "Balorda nostalgia", la canzone vincitrice di Sanremo 2025, del suo cantante preferito, Olly. Alla domanda di Carlo Conti «hai perdonato i tuoi aggressori?», il ragazzo risponde "sì". «Non deve più accadere a nessuno» sottolinea, prima di concludere «Non si molla un cazzo», rispondendo all'incitazione di Conti a non arrendersi.