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la mostra

Il sole, il mare e l'Etna: le "trasgressioni" di Pina Santonocito sono un ritorno alla figura

Ad Acireale il vernissage dell'artista misterbianchese che utilizza dal cartone al vetro, dall’alluminio alle tele

27 Febbraio 2026, 19:30

Arte, le "trasgressioni" di Pina Santonocito un ritorno alla figura

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«Le mie trasgressioni sono un ritorno alla figura, nascono dalla necessità di dare forma riconoscibile all’immagine». Così l’artista Pina Santonocito “racconta” il (suo) vernissage “Trasgressioni” che sarà inaugurato sabato 28 febbraio alle 18 da Opera (Art gallery and events) di corso Savoia 4 ad Acireale.

Misterbianchese doc, 65 anni, docente di lingua inglese in pensione, nutre sin da giovanissima una profonda passione per la pittura e il disegno.

Nel corso degli anni sperimenta diversi supporti - dal cartone al vetro, dall’alluminio alle tele - e utilizza molteplici tecniche: olio, acquerello, ecoline e soprattutto acrilico.

Le sue opere iniziali si caratterizzano per uno stile figurativo, che solo in età matura lascia gradualmente spazio a una ricerca più astratta. Affiancano l’evoluzione del suo linguaggio artistico, i soggetti prediletti dell’artista: il mare, il sole e i suoi riflessi, la natura, la campagna e l’Etna. Elementi che ritornano costantemente nei suoi lavori come echi di visioni vicine e lontane, diventandone la sua cifra poetica.

Oltre a far parte di numerose collezioni private, le opere di Pina Santonocito sono state esposte in occasione di diverse mostre e in gallerie.

«Nei momenti di turbamento - racconta l’artista - trasgredisco la mia essenza artistica, mi rifugio nei tecnicismi e nella lentezza dei colori ad olio, estraniandomi dal mondo. Come nei miei mari, ricerco la figuratività fino ai minimi particolari, fino al piccolo granello di sabbia. Con le mie trasgressioni metto in gioco me stessa. I ritratti di quei faccioni sono esercizi stilistici che rompono con l’espressività del mio fare arte».

Il catalogo delle opere in mostra è a cura di Valeria Lello.

«In un’epoca in cui la necessità di conferire un senso a ciò che ci circonda - spiega il critico d’arte - è diventata un lusso che solo in pochi vogliono concedersi, questa retrospettiva sul percorso artistico di Pina Santonocito ci offre la possibilità, donataci dall’artista, di soffermarci e riflettere sulla primordialità delle nostre percezioni, dei nostri gesti e delle nostre sensazioni. Carte di credito, schede telefoniche, badge di camere d’hotel, spatole e, con minore frequenza, pennelli sono gli strumenti tecnici eletti dall’artista per fissare le proprie impressioni su supporti bidimensionali, che timidamente si ergono nella terza dimensione attraverso un gioco visivo di sovrapposizioni e raschiature di colore, conferendo un effetto vibrante, tutt’altro che statico. Questa mostra mette in luce l’abilità pittorica della nostra artista, accompagnandoci all’interno della sua emotività creativa e inducendoci a riflettere su come il “trasgredire” diventi qui uno strumento per esplorare se stessi: un ritorno verso qualcosa che ci è appartenuto, ma che forse non definisce più del tutto la nostra essenza. Un fermarsi per poi ritornare».