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Il festival

Bocelli torna a Sanremo: "Tutto è iniziato qui trent'anni fa"

Superospite della serata finale. "Arrivo dagli Usa, sono fuso per il fuso"

27 Febbraio 2026, 20:32

Bocelli torna a Sanremo: "Tutto è iniziato qui trent'anni fa"

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Ha venduto milioni di dischi e calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Appena rientrato dagli Stati Uniti, confessa con un sorriso di sentirsi «un po’ fuso per il fuso orario», ma le radici della sua carriera restano saldamente piantate in Liguria, sul palco del Festival della Canzone Italiana.

A trent’anni dal suo debutto al Teatro Ariston, Andrea Bocelli torna al Festival come superospite della serata finale del Festival di Sanremo.«Sono passati 30 anni da quando ho calcato questo palcoscenico per la prima volta, dando inizio ufficiale alla mia carriera», ricorda il tenore, precisando però di non sentirsi affatto un “superospite”.

I ricordi dell’esordio

Il legame con Sanremo è profondo e personale. Tra i ricordi più vivi, Bocelli cita la presenza dei suoi genitori in platea quella sera decisiva:
«Mio padre, dal carattere schivo, si mise in fondo al teatro, con le spalle al muro. Mia madre, esuberante, scelse invece la prima fila, vicino a Gino Latilla».

Per l’artista, quello fu un autentico punto di svolta: «Le mie radici sono qui. Anche se la musica fa parte della mia vita fin da bambino e dagli anni nei pianobar, è a Sanremo che tutto è iniziato ufficialmente».

E racconta con ironia un aneddoto: «Mi dicevano: “Dovresti andare a Sanremo!”. E io rispondevo: “Ci sono già stato con i miei al mare”. Poi invece mi ci sono trovato davvero, e da lì è cominciato tutto».

I figli e il futuro a Sanremo

I riflettori si spostano poi sulla famiglia e sui figli che stanno seguendo le sue orme artistiche. Che consiglio darebbe loro?

«Dipende. Se me lo chiedesse Matteo, che ha quasi 28 anni, gli direi di andare. Se me lo chiedesse Virginia, le direi di pensare prima alla scuola, poi si vedrà».

E sull’ipotesi di un duetto in famiglia: «Dipenderebbe dalla qualità della canzone e dalla situazione. Non rifiuterei a priori, anzi. Ho duettato con tanti artisti. Ma ho la sensazione che sarebbe lui a dire di no».

Il legame con Celine Dion

Tra i duetti più celebri, inevitabile il riferimento a Celine Dion. Bocelli ricorda con affetto una frase pronunciata dalla cantante durante uno special televisivo negli Stati Uniti: «Disse, con una boutade, che se Dio avesse una voce, avrebbe la mia. Da allora, per trent’anni, mi chiedono cosa penso di quella frase».

Un sodalizio artistico culminato anche nel concerto del 2011 a Central Park, uno dei momenti più iconici della sua carriera. «Quando è stata male ho sofferto molto. Mi sono immedesimato, ho pregato per lei. Ora so che sta meglio e ne sono felice».

L’emozione per Milano-Cortina

Bocelli ha parlato anche della sua partecipazione alla cerimonia di chiusura di Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, vissuta nello stadio di Stadio San Siro.

«Mi trovavo nello stadio della mia squadra e immaginavo che chi mi applaudiva fosse interista», racconta con leggerezza. «Rappresentare l’Italia in un evento di quella portata è stato un onore. Il contributo di un cantante può essere marginale, ma tra far bene e far male c’è differenza. Ho cercato di fare del mio meglio».

Un’esperienza intensa, arricchita dalla presenza di celebrità e rappresentanti delle istituzioni: «Anche per me, abituato a certi contesti, c’era grande curiosità. Mi sono divertito».

L’impegno della Andrea Bocelli Foundation

Spazio infine alla solidarietà. La Andrea Bocelli Foundation è nata quindici anni fa con un obiettivo preciso: trasformare il successo in opportunità per gli altri.

«A un certo punto la povertà non era più solo nei giornali o in televisione, ma bussava alle porte di tutti. Ho sempre creduto che da soli si possa fare molto, ma insieme molto di più. Così ho deciso di creare una fondazione di diritto italiano per fare del bene. Perché chi fa del bene, raccoglie bene».

Un progetto costruito insieme ad amici e sostenitori, che continua a crescere e a rappresentare una parte fondamentale del suo percorso umano, oltre che artistico.