28 febbraio 2026 - Aggiornato alle 02:10
×

la polemica

Sanremo, l'ex Miss Italia interrompe l'intervista di Vannacci: «Non sono d'accordo con lei»

Il fuoriprogramma poco prima del via della terza serata del Festival

27 Febbraio 2026, 22:57

Sanremo, l'ex Miss Italia interrompe l'intervista di Vannacci: «Non sono d'accordo con lei»

Seguici su

Unimprevisto glaciale ruba la scena ancor prima dell’alzata di sipario della quarta, attesissima, serata del Festival di Sanremo dedicata a cover e duetti.

Mentre la macchina organizzativa guidata da Carlo Conti, affiancato per l’occasione da Laura Pausini e Bianca Balti, si appresta a far salire sul palco i 30 Big in gara, l’attenzione dei cronisti assiepati fuori dal Teatro Ariston viene calamitata da un fuori programma.

Nel corridoio che conduce alla platea, una selva di microfoni stringe d’assedio Roberto Vannacci, eurodeputato e, da poche settimane, leader del neonato movimento “Futuro Nazionale”. Il generale dispensa sorrisi, schiva le domande più scivolose su politica e kermesse e sceglie parole misurate per ribadire che «la politica dovrebbe stare lontana dalla cultura».

Proprio in quell’istante, la sceneggiatura sanremese vira all’improvviso: dal lato del passaggio compare Denny Mendez. L’ex Miss Italia avanza con passo sicuro, si inserisce nello spazio mediatico di Vannacci e, senza alzare la voce, pronuncia una frase che rimbomba più di un urlo: «Non sono molto d’accordo con lei, Vannacci». Il generale mantiene il sorriso di circostanza, ma opta per il silenzio, evitando la replica.

Consumatosi in pochi secondi, l’episodio assume un forte valore simbolico, condensando anni di accesi dibattiti su rappresentazione, identità e potere del palcoscenico. Da un lato c’è Denny Mendez, incoronata Miss Italia il 7 settembre 1996, prima vincitrice di origini non italiane del concorso. Un traguardo che all’epoca scatenò un confronto serrato su cosa significasse «bellezza italiana», trasformandola nel tempo in un punto di riferimento ogni volta che nel Paese si discute di inclusione e di una società in trasformazione.

Dall’altro lato c’è Roberto Vannacci, autore del libro «Il mondo al contrario» e figura politica che ha fatto dell’identità il perno del proprio discorso. La sua presenza a Sanremo si colloca in un frangente politicamente cruciale: agli inizi di febbraio 2026 ha ufficializzato l’addio alla Lega e l’uscita dal gruppo dei Patrioti per l’Europa, annunciando un percorso autonomo verso le imminenti elezioni.

Due traiettorie biografiche opposte si sono così incrociate per un attimo fugace sulla passerella della Riviera, luogo simbolo dello spettacolo popolare italiano. Mentre dentro l’Ariston le giurie del televoto, della sala stampa e delle radio si preparano a comporre la griglia che porterà al verdetto, all’esterno s’intrecciano l’attesa del pubblico e il flusso ininterrotto delle dichiarazioni. La politica, che come spesso accade bussa alle porte dello show, questa volta è rimasta sospesa sulla soglia, fermata da una battuta fuori copione, inaspettata e tagliente.