FESTIVAL & stile
Sanremo, altro che cover: alla quarta serata vince il velluto (e la pazienza di nonna C**)**
Tra smoking superstiziosi, total black esistenziali e denim che fanno tremare la nonna: nella serata delle cover il vero duetto è stato tra stile e memoria storica
“Nonna, stasera ci sono i duetti, siamo cariche?” - le chiedo: “Sto recitando le preghiere, se non finisco il Festival può aspettare!” D’altronde è vero che quella di Sanremo è la settimana santa ma, incredibile a credersi, ci sono cose più sante ancora. Nonna C**** docet.
Apre la diretta Laura, all’esterno del teatro, con un look Balenciaga by Pierpaolo Piccioli, tra i più azzeccati e moderni di queste serate: t-shirt asimmetrica in pelle e guanti rosa la rendono una diva rock mentre canta un medley di brani italiani più amati.
Carlo Conti finalmente in doppiopetto, si concede lo smoking in velluto di seta color melanzana, che non si dica viola, per carità, che, come dice anche nonna C**** “a teatro porta male”.
La competizione a tema cover ha inizio ma “I duetti ai miei tempi c’erano, ci sono stati cantanti che cantavano la stessa canzone ma l’anno non me lo ricordo gioia. Io ne ho passati tanti di guai, che la mia memoria si è offuscata!” – cominciamo bene.
Elettra Lamborghini con un tubino rosso di Mario Dice dà il via alla gara e ci catapulta subito a quasi 25 anni fa, io c’ero, mi sento vecchia come mia nonna. Le Las Ketchup che cantano con lei “Aserejé” sfoggiano abiti da flamenco a pois in coordinato, giustamente spagnoleggianti, di Ofutopia. “Nonna che ne pensi? - “E insomma, ogni difetto è moda. Così si dice”.

Il clima cambia bruscamente. Da colori pop e balletti travolgenti a look neri e severi, proprio come il testo del brano che cantano Eddie Brock, in una creazione Luigi Bianchi Sartoria, e Fabrizio Moro, in Corneliani.
Arriva Mara Sattei che onora la cantantessa con L’ultimo bacio in una mise chic come quelli a cui ci ha abituati in queste sere: abito nero con dettaglio in tulle sul décolleté, sempre Vivienne Westwood. Di un’eleganza d’altri tempi anche Mecna che duetta con lei in doppiopetto dalla trama cangiante e camicia con fiocco sul collo.
Continua sul filone pelle Laura Pausini che, di nuovo in Balenciaga by Pierpaolo Piccioli, per la prima volta stasera scende le temibili scale dell’Ariston in un abito con ampio scollo a V che ricorda uno scialle, stretto in vita con gonna che si apre sul fondo.

Quindi arriva la regina dell’Ariston, Patty Pravo, che rimane fedele al velluto e allo stilista Simone Folco riproponendo il modello già sfoggiato in queste sere: un vestito lungo, stavolta in blu, dopo il nero e il bordeaux. La nonna dice “la divina è impeccabile”. Anche se il suo, più che un duetto, è stato un accompagnamento di danza. Di stile anche questo però, visto che a ballare accanto a lei c’era il primo ballerino della scala Timofej Andrijashenko, in un elegante total white con camicia semitrasparente e pantaloni sartoriali.
Ad un anno di distanza torna sul palco dell’Ariston in veste di co-conduttrice Bianca Balti: radiosa. Lo sarebbe stata, grazie al suo sorriso e al suo charm, anche senza la stola color oro che ricorda un fuoco d’artificio, gliela perdoniamo solo perché l’abito di seta rosa pallido Haute Couture disegnato da Alessandro Michele per Maison Valentino le sta divinamente.

È il momento di Levante che canta “I Maschi” con Gaia. Due donne forti con due look che ne rispecchiano il carattere, in nero la prima con bustier e pantaloni ampi di Emporio Armani. In avorio la seconda con un’attitudine simile ma dalla stampa broccata d’ispirazione gitana.
Promossa a pieni voti anche dalla nonna la coppia Ayane-Santamaria che sfoggia uno stile coordinato di Emporio Armani che si rifà all’estetica degli abiti da uomo, con tanto di cravatta e giacca tight lei. I più eleganti e chic finora.

Cristina D’Avena e la band femminile, “Bambole di pezza”, la rendono da idolo dei cartoni a icona rock’n’roll. Per la band mise Richmond total black con pizzo e borchie: coerenti.
Dargen D’amico con Pupo e Fabrizio Bosso, un trio potente ma dallo stile sobrio, inedito soprattutto per Dargen che ci ha abituati ad outfit più eccentrici. Stavolta sfoggia blazer bianco e gilet di Mordecai e converte agli occhiali da sole anche Pupo, che gli fa da contraltare in nero.
Tommaso Paradiso e Gaetano Curreri degli Stadio ricreano outfit neri in coordinato, informali e adatti alla serata più rilassata delle cover. Il focus sono le giacche in pelle, scamosciata il primo e martellata il secondo.
La decima cover in gara è di Michele Bravi con Fiorella Mannoia, in nero entrambi: doppiopetto, camicia con fiocco e pantaloni ampi di Antonio Marras lui e top con spalle di fuori e maniche in pizzo di Luisa Spagnoli lei. Il verdetto di nonna C**** è “eleganti”, non solo per il brano di Ornella Vanoni che portano.
Tredici Pietro sorprende tutti con il duetto non annunciato con papà Gianni, a testimonianza che stili e generazioni anche distanti comunicano in modo diverso ma non per questo meno efficace. La chiave dei look, che parlano tra loro, è il velluto. Dello smoking Giorgio Armani per Morandi e dei pantaloni devoré (di Vespa) per Tredici Pietro. “Sono simpatici sti i figli di…” commenta la nonna.
Maria Antonietta e Colombre sembrano due sposi di Las Vegas, luccicanti e felici, in argento e bianco. Ad officiare la cerimonia Brunori Sas in smoking con tanto di papillon.
Arriva Bianca Balti versione Ferrero Rocher ma è comunque impossibile non apprezzare la sua spontaneità e la sua luce naturale, l’abito con drappeggio e maxi rouches è sempre Haute Couture di Alessandro Michele per Maison Valentino.
Fulminacci e Fagnani, entrambi in completo maschile, chiaro per lui e versione smoking di Le Silla per lei. La canzone di Alberto Lupo conquista mia nonna: “Era molto bravo e faceva anche le commedie” è il suo contributo di moda sull’esibizione.
LDA e Aka7even con Tullio De Piscopo, un trio intonato anche nello stile: denim per tutti, con giacca e jeans. La nonna si gira con sguardo interrogativo, i suoi appelli alla sobrietà ancora una volta disattesi: compaiono i tanto temuti pantaloni strappati.
Sul palco arriva il corpo di ballo e insieme anche il duo Raf e Stash, in bianco e nero, fluido il primo, di pelle il secondo. Le danzatrici con le frange tolgono punti al giudizio finale (che già partiva basso).

Fortuna che torna Bianca Balti, regina di purezza d’animo e diva in Maison Valentino. Il terzo è un abito senza spalline verde acqua con maxi spacco laterale indossato con lunghi guanti in ton sur ton. Io e nonna siamo ammaliate.
In occasione del duetto con il collettivo Ligera County Fam che sfoggia total look in pelle in coordinato, J-Ax rinuncia al western che lo ha accompagnato fino a ieri in favore di un ensemble più sobrio composto da camicia bianca, gilet e pantaloni neri. Deo Gratias.
Ditonellapiaga in versione pin-up con shorts di frange e camicia bianca porta a Sanremo Tony Pitony, cantante siciliano rivelazione dell’anno che, oltre alla celebre maschera, indossa un completo sobrio, se così si può dire dell’autore di Donne Ricche.
Enrico Nigiotti, con un outfit essenziale dei suoi, di Barena Venezia, sale sul palco con Alfa in t-shirt di maglia a coste. Un colpo d’occhio bianco e nero semplice ma raffinato.
Serena Brancale omaggia la Sicilia chiamando sul palco con lei, reduce da X Factor, Delia, insieme a Gregory Porter. Look disomogenei che creano un po’ di confusione: in velluto rosso la prima, in nero la seconda e in grigio il terzo.
Sayf torna all’Ariston con doppiopetto indossato a pelle accompagnato da Alex Britti e da un'altra quota della nostra regione: Mario Biondi. Tutti e tre ricreano un’atmosfera Blues Brothers coinvolgente anche nello stile.
Gli outfit di Francesco Renga e Giusy Ferreri (anche lei dalla Sicilia con furore) comunicano poco, in pelle e t-shirt bianca di Canali lui, in abito blazer con bottoni gioiello e spacco vertiginoso lei. Altro che Irina Shayk ieri. Anche per nonna C**** è un pollice verso.
Arriva il terzo cambio d’abito per Laura che si conferma vestita splendidamente da Pier Paolo Piccioli per Balenciaga. Essenziale, moderna ed elegante con maglia corta in pelle, guanti bianchi e pantaloni sartoriali, lo stilista sa come esaltare la sua silhouette.
Arisa con il coro del Teatro Regio di Parma. Lei eterea in bianco con una cappa che la fa sembrare una dea greca, la voce angelica fa il resto, a cui si aggiungono la magia del coro e il testo di Fiorella Mannoia. Esibizione toccante e raffinata, non solo per lo stile.

Samuray Jay riporta sul palco Belén Rodriguez, che abbiamo ricordato ieri, e Roy Paci (la rappresentanza siciliana in questa quarta serata è forte). La performance comincia con un problema di audio ma, come abbiamo sentito più volte in queste sere, tutto si risolve con un “è il bello della diretta”. Samuray in pelle, Belén chic avvolta da drappeggi di chiffon che però si aprono su una giarrettiera di cristalli che fa rimpiangere la farfalla di qualche edizione passata.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in total black. Il primo in versione torero con gilet di perline e il secondo con un completo dai profili di strass.
Fedez con t-shirt trasparente che mostra i tatuaggi e Masini dalla mise rock’n’roll discutibile con tanto di catena e anfibi con punta metallica portano sul palco il violinista Hauser che risulta il più raffinato dei tre.
Ultimo cambio per Bianca Balti, ancora una volta in Valentino by Alessandro Michele, delizioso l’abito nero con fiocco laterale in vita ma sarebbe stato più bello senza collo alto e manica in pizzo.
Ermal Meta e Dardust portano l’inglese ai duetti, il primo, in soprabito di pelle blu e camicia stampata di Trussardi, sfoggia doti canore e personalità ma è Dardust a rubare la scena con le note incalzanti sul pianoforte, per lui un outfit total black oversize con dettagli di borchie.
Nayt e Joan Thiele salgono sul palco con raffinatezza, di testi e di stile, con un mix di personalità e classe, mini abito in velluto di Chanel, che scopre le gambe mozzafiato, per lei, e completo nero essenziale per lui.
Gianluca Grignani in giacca e pantaloni in pelle accompagna Luchè all’Ariston e, incredibilmente, riesce ad essere più elegante di lui, che opta per un maglione a trecce degno di una mise da passeggiata domenicale e pantaloni metallici che ricordano le spugne per rimuovere le macchie ostinate dalle stoviglie, tutto Louis Vuitton. Nonna C**** è inorridita.
Chiello cambia registro rispetto alle serate precedenti e sceglie uno stile eccentrico da dandy con giacca cangiante con polsini in pizzo, pantaloni in pelle e stivali col tacco, lo accompagna al piano Saverio Cigarini in un look decisamente più classico.
Leo Gassman (in L.B.M. 1911) con Aiello, ultimi ad esibirsi ma primi per la scelta di stile, allineata e di classe. Il verdetto è unanime: sia io che la nonna approviamo a pieni voti.
Si conclude la quarta serata della 76ª edizione della kermesse, e per citare Siani, tra gli ospiti: Sanremo è Sanremo perché dura tre ore ma può sembrare una vita. Cala il sipario anche sulla penultima giornata del Festival, a domani con la finale!