Il festival
Sanremo 2026, la serata finale ma è pronto il passaggio di consegne: De Martino verso l’Ariston
Un annuncio in diretta, un’opzione scritta nero su bianco e un nuovo baricentro per il Festival: perché la scelta di Stefano De Martino può ridisegnare Sanremo
Un annuncio in diretta, un’opzione scritta nero su bianco e un nuovo baricentro per il Festival: perché la scelta di Stefano De Martino può ridisegnare Sanremo
Stasera la finale del Festival di Sanremo del 28 febbraio 2026. Dalle quinte filtra la voce di Carlo Conti, che si prepara a passare il testimone a Stefano De Martino. Nella settimana della musica italiana, la più mediata del Paese, i segnali si sono moltiplicati. Questa sera la liturgia si compie: l’annuncio — concordato e atteso — del nome che guiderà il Sanremo 2027.
Il quadro, costruito tra indiscrezioni, allusioni dal palco e dichiarazioni misurate dei vertici Rai, ha ormai contorni nitidi: Stefano De Martino è la scelta per la conduzione del prossimo Festival. E, secondo più fonti interne, a lui sarebbe affidata anche la direzione artistica o, quantomeno, la regia complessiva delle scelte, con un modello “dual role” già sperimentato nelle edizioni recenti. Un esito che non sorprende chi ha seguito la traiettoria dell’ex ballerino diventato volto di punta dell’Intrattenimento Prime Time. Nel suo contratto con la Rai, siglato nel 2024, figurava un’opzione Sanremo proprio per il terzo anno
L’elemento scatenante arriva nel pomeriggio del 28 febbraio 2026: l’agenzia Adnkronos anticipa che Carlo Conti «scenderà in platea poco dopo le 23» per un momento in diretta con Stefano De Martino, vero cuore del passaggio simbolico. Niente proclami, ma la sostanza è lì: la “consegna” del Festival 2027 prende forma davanti a milioni di spettatori. Nei giorni precedenti, il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore ha scandito il perimetro: «Del 2027 parleremo solo a fine Festival». Sul palco, tra sketch e strizzate d’occhio, sono emersi indizi più o meno velati. Persino il gioco delle citazioni — dal “Gennarino” che rimanda ad Affari Tuoi alla complicità dei conduttori — ha contribuito ad alimentare un’attesa che, alla vigilia della finale, è già racconto.
Quest’anno il Festival si è spostato insolitamente nell’ultima settimana di febbraio per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, e l’appuntamento col passaggio di consegne cade così in una data-limite.
Negli ultimi due anni, Stefano De Martino è diventato un asset strategico della Rai: è riconoscibile al pubblico giovane e “generalista”, grazie alla popolarità social e ai format d’intrattenimento dal taglio familiare, non arriva dal circuito radiofonico o discografico, come altri direttori artistici recenti, ma ha imparato a governare la ritmicità della diretta, lo humour a tempo televisivo e la costruzione di “momenti” — qualità preziose per una macchina scenica come Sanremo. La sua immagine pubblica inoltre, consolidata in prime time e nell’access, è oggi percepita come sufficientemente “istituzionale” per reggere l’urto di un evento dove ogni gesto diventa titolo.
Nel corso della settimana, Carlo Conti ha più volte rimarcato di voler lasciare al successore un Festival in ottima salute. I dati parziali di questa edizione raccontano una platea giovanile molto presente, con picchi importanti nella fascia 15-24 anni, e un sentiment social tendenzialmente positivo: segnali di un marchio che, anche nella fase post-Amadeus, ha saputo tenere il baricentro sull’evento. Il fatto che la finale cada il 28 febbraio 2026 — fuori dall’abituale finestra di inizio mese — non è un dettaglio. Lo spostamento, dovuto all’intreccio con le Olimpiadi invernali, ha riposizionato il Festival in un territorio televisivo più “sgombro” ma anche più denso di attese: un mese di promozione più lungo, una concorrenza ridefinita, un pubblico potenzialmente più stabile nella seconda parte della stagione. Per il 2027, con il ritorno a una calendarizzazione più tradizionale, il nuovo conduttore avrà margine per imprimere da subito il proprio ritmo.