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Oltre la fuga dei cervelli: concluso a Catania il primo Master di II livello dedicato alle Tecnologie quantistiche

La nuova frontiera dell'innovazione è l'uso dei principi della fisica quantistica per superare i limiti delle tecnologie digitali tradizionali. Il capoluogo etneo è all'avanguardia

03 Marzo 2026, 13:08

Oltre la fuga dei cervelli: concluso a Catania il primo Master di II livello dedicato alle Tecnologie quantistiche

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Nel Sud Italia, troppo spesso dipinto con la narrazione dominante della "fuga dei cervelli", c'è in realtà innovazione ai massimi livelli mondiali. Nei giorni scorsi 11 studenti hanno concluso il primo Master di II livello in Scienze e tecnologie quantistiche (Quantum Science and Technologies), organizzato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana" dell'Università di Catania in collaborazione con il National Quantum Science and Technology Institute (Nqsti).

Questo percorso fortemente interdisciplinare - che ha coinvolto anche il Dipartimento di Matematica ed Informatica (Dmi), il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica ed Informatica (Dieei), nonché specialisti da altri Atenei, Centri di Ricerca pubblici e aziende - mira a creare un ponte tra accademia e industria, formando talenti in grado di costruire un vero e proprio ecosistema "Quantum" nel Mezzogiorno. A guidare e valutare questi giovani ricercatori è stata una commissione composta dalla prof.ssa Elisabetta Paladino (Dfa), dal prof. Dario Alfio Grasso (Dieei) e dal prof. Luigi Giannelli (Dfa).

E a giudicare dai profili dei partecipanti - la maggior parte dei quali non ha studiato Fisica - l'obiettivo è stato centrato, tanto da proporre una nuova edizione: i talenti scelgono di restare perché qui trovano formazione di altissimo livello e opportunità concrete, ribaltando gli stereotipi territoriali.

Il partecipante più giovane è Francesco Giulio Blanco, 26 anni, ingegnere informatico e attualmente dottorando del DFA e che lavora già presso STMicroelectronics. Durante il Master si è occupato della simulazione per la progettazione di circuiti di controllo quantistico. Rifiuta l'idea di dover emigrare per forza, convinto delle potenzialità dell'ecosistema locale: «Catania è un punto importante per i cervelli, il territorio e l'università formano ottime figure professionali».

All'estremo opposto per anagrafica ed esperienza c'è Francesco Schillirò, 53 anni, da 25 anni tecnologo e ricercatore all'INAF (Osservatorio Astrofisico di Catania). Il suo lavoro ha riguardato l'uso di sensori quantistici a temperature vicine allo zero assoluto per la ricerca della materia oscura. Nonostante la lunga carriera, ha deciso di rimettersi sui banchi per anticipare il futuro: «Il mio stimolo è stato quello di mettermi in gioco e prendere l'onda di quello che avverrà fra qualche anno, cioè l'impatto delle tecnologie quantistiche sulla vita di tutti noi».

A dimostrare come queste tecnologie possano avere un impatto diretto sull'ambiente locale ci sono le ricercatrici dell'INGV. Federica Torrisi, 29 anni, ha sviluppato un approccio ibrido di intelligenza artificiale e circuiti quantistici per processare dati satellitari e rilevare nubi vulcaniche. Per lei, studiare qui ha un valore strategico: «L'ho vista come un'occasione per il territorio, per creare connessioni e riportare nell'hinterland catanese competenze veramente importanti».

Sulla stessa linea d'onda la collega Claudia Corradino, 36 anni, che ha applicato reti neurali quantistiche per classificare l'attività eruttiva globale dallo spazio. Dopo un'esperienza a Londra, ha scelto di reinvestire nella sua città natale: «Ho cercato tanto di rimanere qui, c'è un'apertura e il settore quantistico è quello di frontiera che ci permetterà di fare grandi passi in avanti».

A chiudere il cerchio dei partecipanti intervistati ci sono altri due giovani fisici teorici, entrambi attualmente impegnati in un dottorato a Catania. Salvatore Alex Cordovana, 26 anni, ha collaborato con Thales Alenia Space Italia per modellizzare la sicurezza dei canali di comunicazione quantistica satellitare. Guardando al panorama lavorativo e di ricerca, si dice molto ottimista: «Sia qui sul territorio sia a livello italiano, c'è una bella e coinvolgente spinta dal punto di vista delle tecnologie quantistiche».

Infine, Riccardo Cantone, 28 anni, ha lavorato con l'azienda californiana Rigetti Computing sull'ottimizzazione di operazioni a due qubit tramite machine learning. Anche lui vede il Sud come un hub emergente, capace di trattenere i propri scienziati: «Nei prossimi anni non sarà necessario dover fuggire dall'Italia per poter perseguire questi obiettivi; qui a Catania sta venendo su un bel polo».