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Chi è Valentina Buzzurro, la star messicana dal sangue siciliano co-protagonista delle versione latino americana di Doc - Nelle tue mani

Fino a nove anni ha vissuto ad Agrigento, dove è nata, ora a Mexico City è considerata l'astro nascente tra le attrici del Paese

04 Marzo 2026, 19:50

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Chi è Valentina Buzzurro, la star messicana dal sangue siciliano co-protagonista delle versione latino americana di Doc - Nelle tue mani

Valentina Buzzurro

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Quando due mondi apparentemente distanti si incontrano sul set di una produzione televisiva, il risultato può trasformarsi in qualcosa di magico e profondamente personale. È esattamente quello che sta accadendo con l'adattamento messicano della celebre serie italiana Doc - Nelle tue mani, ora reinterpretata per il pubblico latinoamericano con il titolo DOC. Al centro di questo ambizioso progetto transoceanico troviamo Valentina Buzzurro, un'attrice che rappresenta un ponte vivente tra l'America Latina e la Sicilia.

Nata in Sicilia, ad Agrigento dove ha vissuto fino all'età di nove anni, l'attrice che oggi ha 26 anni, porta nel sangue il calore del Mediterraneo. Essendo di origini siciliane e figlia di un siciliano - Giovanni Buzzurro, noto bassista, ma anche compositore e produttore musicale da anni trasferitosi in Messico e nipote di Francesco Buzzurro, chitarrista di fama internazionale - Valentina possiede un bagaglio culturale e affettivo che rende la sua partecipazione a questo remake un vero e proprio "ritorno a casa".

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"Raccontare una storia realmente accaduta in Italia, con un protagonista italiano, ma da questa parte del mondo, è per me un motivo di orgoglio molto speciale", ha confessato Valentina a theeditorialmexico sottolineando come, pur non avendo guardato la serie originale per intero, ne abbia "sentito" il forte legame emotivo.

Nella serie messicana, il brillante medico al centro della trama - che in Italia è interpretato da Luca Argentero - prende il nome di dottor Andrés Ferrara, interpretato da Juan Pablo Medina. Proprio come nella versione originale, il protagonista perde la memoria degli ultimi dodici anni della sua vita a seguito di un attentato, dovendo reimparare a vivere e a relazionarsi con il suo passato. Al suo fianco, Valentina interpreta Carolina, la figlia del protagonista. Si tratta di un ruolo straordinariamente complesso: Carolina è descritta come una "nepo baby", ma invece di trarre un facile vantaggio dalla posizione del padre medico, ne sente tutto il peso schiacciante. "Sente di dover studiare di più e dimostrare costantemente il suo valore agli altri", spiega Valentina.

Per l'attrice italo-messicana, dare vita a Carolina ha rappresentato una sfida tecnica e personale notevole. L'esuberanza e l'allegria tipiche del suo carattere, retaggio forse anche delle sue vibranti radici siciliane, hanno dovuto fare spazio a un'interpretazione diametralmente opposta. "Io sono molto più espressiva", ammette l'attrice, spiegando di aver dovuto imparare a essere molto più sobria e contenuta. L'ambiente medico impone infatti di nascondere l'angoscia e l'ego: "Non ho mai interpretato un personaggio così timido prima". Sotto la guida del regista Francisco Franco – con cui Valentina desiderava da tempo collaborare – questa sfida si è trasformata in un'opportunità per crescere immensamente dal punto di vista professionale.

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Ma cosa cambia nel passaggio dall'Italia al Messico? Per Valentina, il tocco latinoamericano porta con sé un'energia irripetibile. "Nessuno può battere il Messico in termini di sapore, dramma e vita", dichiara con entusiasmo. Se la versione italiana poteva a tratti risultare "più teatrale, più recitata", quella messicana è pervasa da un realismo crudo e da una profonda vivacità.

"Spero che DOC ci aiuti a giudicare meno e a entrare in maggiore empatia con quel mondo", ha detto Valentina, ricordando che i medici fanno del loro meglio con un unico, grande obiettivo: salvare vite. Attualmente impegnata anche sul set di un'altra serie, Yo no creo en los hombres, Valentina sta vivendo quello che definisce un momento fortunato e una vera "benedizione". Per lei, DOC non è stato solo un lavoro, ma un'esperienza trasformativa che riassume in tre potenti parole: "Caos, Passione e Guarigione". Un viaggio incredibile che, partendo dalle sue radici siciliane, è fiorito sotto il sole del Messico.