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Pechino Express - L’Estremo Oriente: 10 coppie, 3 Paesi, 1 euro. Tutto quello che devi sapere sulla nuova stagione
Tre inviate/i per tre Paesi, una rotta da Bali a Kyoto: perché il viaggio più atteso della tv italiana promette di riscrivere le regole del reality
Pechino Express è uno dei reality che tutti vorrebbero fare almeno una volta nella vita perché permette di fare un viaggio esperienziale in luoghi remoti del mondo remoti, lontani dal turismo di massa, e di immergersi in situazioni impossibili dove le coppie devono muoversi con 1solo euro al giorno dando vita a situazione impossibili tra avventura e umanità.
Oggi “Pechino Express – L’Estremo Oriente” apre il suo nuovo diario di bordo. Il viaggio, che da oltre un decennio trasforma la geografia in competizione, la fatica in spettacolo e l’imprevisto in linguaggio televisivo, riparte con un rilancio che non è semplice restyling, ma progetto editoriale dichiarato: da giovedì 12 marzo il format cult torna in esclusiva su Sky Uno e in streaming su NOW, guidato da Costantino della Gherardesca e per la prima volta affiancato da tre inviati – Lillo Petrolo, Giulia Salemi e Guido Meda – ciascuno dedicato a uno dei tre Paesi in rotta. Un innesto che cambia ritmo e profondità del racconto, promettendo sguardi diversi, linguaggi diversi, persino “temperature” diverse del viaggio.
Un formato che si allarga: la prima volta dei tre inviati
L’idea non è cosmetica ma narrativa: moltiplicare i punti di vista senza smarrire la bussola del gioco. Il “capitano” Costantino della Gherardesca resta perno e cerimoniale – il mitico tappeto rosso, la scansione delle classifiche, la “condanna” all’eliminazione o la salvezza –, mentre i tre volti sul campo ampliano il racconto di tappa in tappa. Ognuno guiderà lo sguardo dentro usi, dialetti, strade secondarie e rituali locali: l’Indonesia pulsante tra Bali e Giava, la Cina di province e megalopoli, il Giappone tra tradizione e ipercontemporaneo, fino al traguardo fissato a Kyoto. Il risultato atteso è un ritmo più serrato, una fotografia più ricca e un montaggio che alterna la cronaca della gara a “capitoli” di esplorazione culturale.
Data, orario, dove vederlo
Appuntamento fissato a giovedì 12 marzo 2026, prime time su Sky Uno alle 21:15, e in streaming su NOW con disponibilità on demand a seguire. Per i fan irriducibili, i contenuti speciali e le clip dall’avventura sono già in rollout sulle property digitali di Sky.
Le dieci coppie: quando la chimica di squadra diventa racconto
La grammatica del programma è nota: zaino, un euro al giorno in valuta locale, autostop e ospitalità trovata sul posto. Ma è la chimica delle coppie a trasformare il percorso in storia. Quest’anno il cast cresce e mescola generazioni, linguaggi e provenienze professionali con una selezione che punta a equilibrio e potenziale narrativo.
- Gli Spassusi: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, coppia comica per definizione, pronti a ribaltare la fatica in sketch e, se serve, la mappa in improvvisazione.
- Le DJ: Jo Squillo e Michelle Masullo, energia e pulsazioni notturne portate in strada.
- I Creator: Elisa Maino e Mattia Stanga, linguaggio social e resistenza offline da dimostrare.
- I Raccomandati: Chanel Totti e Filippo Laurino, forse la coppia più esposta ai riflettori, chiamata a misurarsi con la percezione del pubblico e con la concretezza di una gara che non fa sconti.
- I Veloci: Fiona May e Patrick Stevens, pedigree sportivo e disciplina mentale al servizio della rotta.
- I Rapper: Dani Faiv e Tony 2Milli, ritmo e barra dritta contro il caos degli imprevisti.
- Gli Ex: Steven Basalari e Viviana Vizzini, dinamica sentimentale alle spalle e un presente da co-gestire sotto pressione.
- I Comedian: Tay Vines e Assane Diop, comicità internazionale, ironia come carburante.
- Le Albiceleste: Candelaria e Camila Solórzano, sorelle e modelle argentine di base a Milano, con grinta sudamericana e metodo milanese.
- Le Biondine: Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, un binomio in cui esperienza e leggerezza cercano la rotta comune.
Un mosaico che la produzione di Banijay Italia ha definito “ricco e in evoluzione”, con l’obiettivo – dichiarato in conferenza stampa – di alzare l’asticella dell’intrattenimento di qualità e tenere in equilibrio agonismo ed esplorazione.
La rotta: un Estremo Oriente “senza filtro”
Indonesia: Bali e Giava, tra spiritualità e traffico
La prima porzione di gara si consuma tra Bali e Giava: spiagge e templi convivono con l’asfalto rovente, i mercati, i villaggi fra risaie e vulcani. Per i viaggiatori, l’autostop su strade intensissime e l’ospitalità locale faranno la differenza più della pura condizione atletica. È la parte del viaggio dove spesso si definisce il DNA emotivo di ciascuna coppia.
Cina: paesaggi immensi e città che non dormono
Il passaggio in Cina garantisce il salto di scala: territori vastissimi, città iperveloci, una logistica che premia chi sa leggere mappe, orari, trasporti in modo furbo. Qui il racconto degli inviati diventa strumento per non ridurre la Cina a cartolina: aspettatevi culture shock, tradizioni culinarie forti e qualche prova-lampo capace di ribaltare la classifica.
Giappone: dal codice dell’etichetta all’ultimo sprint
Ultima tratta verso il Giappone e traguardo a Kyoto: templi, quartieri storici, modernità perfetta che rende la ricerca di passaggi e ospitalità una sfida diversa da qualunque altra. Qui entra in gioco il rapporto con il tempo: ritmi puntuali, distanze ravvicinate e un’etichetta sociale da rispettare, persino quando la gara chiede il contrario. E quando l’adrenalina incontra la precisione, i margini d’errore si azzerano.
Le regole che contano (ancora)
- Budget: 1 euro al giorno a persona in valuta locale. Il resto è ingegno e relazione.
- Trasporti: autostop o passaggi trovati sul posto, sempre nel rispetto delle regole locali.
- Ospitalità: porte e cuori da convincere, ogni sera, con linguaggio e sorriso.
- Tappe: ogni episodio si chiude con classifica provvisoria sul tappeto rosso di Costantino.
- Eliminazioni: decide la Busta Nera; può essere puntata eliminatoria o di sola penalizzazione. Nella prima tappa, la Busta è affidata agli Ex (Steven Basalari e Viviana Vizzini), vincitori dello speciale “Pechino Express – La Missione Zero”, già disponibile on demand su Sky e NOW.
Novità editoriali e impatto sul racconto
Nel racconto classico di “Pechino Express”, gli spostamenti e gli imprevisti dettano il montaggio. L’inserimento di tre inviati permette invece di coltivare micro-storie di territorio: un artigiano di Ubud che insegna a intagliare il legno, un maestro di Tai Chi in una piazza cinese alle 6 del mattino, una lezione essenziale di etiketto giapponese prima di chiedere un passaggio. È un salto qualitativo: più approfondimento culturale, più empatia con chi ospita, più contesto per leggere il comportamento delle coppie (e i loro errori).
Un cast costruito per il “tempo lungo” della narrazione
La presenza di volti popolari – dal carisma di Jo Squillo alla notorietà social di Elisa Maino e Mattia Stanga, fino alla curiosità per Chanel Totti – è bilanciata da profili con esperienza sportiva (la doppia medaglia olimpica di Fiona May e la potenza di Patrick Stevens) e da comici abituati a trasformare il disagio in scena (Biagio Izzo e Francesco Paolantoni). Una scala di caratteri che, per Banijay Italia, deve alimentare un conflitto gentile: competere, sì, ma restando nel perimetro di valori che il pubblico riconosce come tratto distintivo del brand “Pechino”.
Perché questa stagione potrebbe sorprendere anche i veterani
L’inedito triangolo narrativo degli inviati dà fiato e sguardo al racconto. La rotta è una delle più coerenti degli ultimi anni: tre Paesi iconici, ma esplorati oltre gli stereotipi. Il cast alterna volti popolari e competenze reali (dallo sport alla comicità), ricetta ideale per una narrazione stratificata. Il calendario lineare – da giovedì 12 marzo 2026 – e la disponibilità on demand rendono l’appuntamento facile da seguire e da commentare online, alimentando la conversazione settimana dopo settimana.
Che sia la risata di Paolantoni, la concentrazione di Fiona May, o la sorpresa di Chanel Totti davanti a un imprevisto impossibile da “filtrare” su un social, il filo rosso resta uno: “Pechino Express” non è un viaggio verso Pechino, ma una geografia dell’altro. E “L’Estremo Oriente” è l’occasione giusta per ricordarlo.