9 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:03
×

il 21 e il 22 marzo

Tornano le Giornate di Primavera del Fai e aprono i tesori nascosti della Sicilia

Avete mai visto il Criptoportico della Villa Bellini? Siete saliti sui terrazzi di Porta Nuova? Siete mai entrati nel salone di Garibaldi? Palazzi, chiese, chiostri, giardini da scoprire in tutta l'Isola, molti visitabili per la prima volta

09 Marzo 2026, 20:20

21:10

Tornano le Giornate di Primavera del Fai e aprono i tesori nascosti della Sicilia

Seguici su

Switch to english version

Le Giornate Fai di Primavera tornano sabato 21 e domenica 22 marzo e riaprono i tesori nascosti della Sicilia. Palazzi nobiliari, chiese, giardini,  musei, chiostri e conventi, chiesette rupestri. Luoghi della memoria, dell'arte, della storia, simboli della nostra terra, in alcuni casi visitabili per la prima volta. Piccoli tesori spesso dimenticati o chiusi al pubblico, preziosi palazzi privati, popolati di cariatidi e puttini, di  sontuosi arredi e magnifici e soffitti affrescati. Un lungo elenco tutto da scoprire.  

Il primo week end di primavera è dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano con visite guidate in 780 luoghi disseminati in 400 città di tutta Italia con  le “Giornate Fai di Primavera”,  arrivate alla trentaquattresima edizione e con le quali il Fondo per l’ambiente italiano dal 1993 al 2025 ha fatto riscoprire a quasi 13 milioni e mezzo di italiani oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono grazie ai volontari del Fai e agli apprendisti ciceroni, gli studenti della scuola secondaria formati per fare da guida.

Tante le aperture anche in Sicilia di luoghi spesso privati che non sono abitualmente fruibili. A Catania e provincia si potranno visitare il Criptoportico della Villa Bellini, da poco riaperto, una vera sorpresa nel cuore della città, il Palazzo arcivescovile, si vedranno i saloni e le terrazze, l’ex Villa Bonajuto ora sede Fineco, che è sempre stata privata e quindi inaccessibile al pubblico,  il Palazzo delle Finanze in piazza Teatro Massimo.

Ad Acireale Palazzo Martino Fiorini, con i suoi meravigliosi affreschi pompeiani, ancora abitato dalla famiglia, il Seminario Vescovile, la Chiesa di santa Maria del Suffragio, a Piedimonte Palazzo Voces, un magnifico esempio di architettura neoclassica, con gli interni affrescati da Giuseppe Sciuti con scene mitologiche e paesaggi idilliaci, a Giarre Villa Fiamingo (nella foto sopra), a Misterbianco la chiesa di Campanarazzu, sepolta dalla lava. A Ragusa il Palazzo Arezzo Trifiletti, a Comiso il Castello dei Naselli D’Aragona, a Modica la chiesa rupestre di San Nicolò inferiore (nella foto in basso).

A Palermo sarà aperta al pubblico   Porta nuova e la Cavallerizza presso il Comando Militare Esercito “Sicilia”, proprietario del luogo. Per le Giornate Fai si potrà eccezionalmente accedere ai terrazzi, da cui si gode una notevole vista su Palermo, e al Salone Garibaldi, riccamente decorato e dipinto, che divenne Sala del Consiglio quando Giuseppe Garibaldi nel 1860 prese alloggio a Porta Nuova, inoltre per la prima volta sarà mostrata, attraverso immagini video, la struttura lignea seicentesca della grande cuspide e del lanternino terminale. Il percorso proseguirà alla Vittoria Alata, l’opera di Antonio Ugo che era stata trafugata dal Palazzo delle Finanze e poi ritrovata e restaurata, per concludersi alla Real Scuderia di Palazzo dei Normanni. Al Palazzo di Giustizia di Palermo si può visitare il museo Falcone Borsellino, in cui si è cercato di ricostituire le tre stanze dove lavoravano i magistrati così come erano in quel periodo, ricollocandovi i mobili e gli arredi del tempo, recuperati non senza difficoltà, corredandoli di diversi oggetti personali che Giovanni e Paolo utilizzavano nelle loro interminabili giornate trascorse al lavoro. E ancora si potranno visitare  la chiesa di Santa Maria di Portosalvo (nella foto sotto), Cappella e loggiato dell'Incoronata e Palazzetto Agnello, e a Carini la chiesa e il chiostro di Santa Caterina.


E, dulcis in fundo, uno dei più affascinanti monasteri benedettini della Sicilia, a Messina, a 15 km dalla città, sulla SS 114, su un colle da cui si gode un paesaggio mozzafiato, si potrà visitare il Monastero Benedettino San Placido Calonerò, eretto nel 1361, con due bellissimi chiostri porticati.

 Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha indicato come siano molteplici le possibilità di valorizzazione e di condivisione del patrimonio culturale italiano soffermandosi sul significato della «sussidiarietà» nella conservazione dei beni culturali secondo il principio sancito all’art. 118 della Costituzione: «È un termine molto bello che dà l’idea di una integrazione, di un complemento tra strumenti e persone, l’idea che nessuno basta a se stesso. C'è l’idea che lo Stato rappresenta i cittadini ma i cittadini devono e possono avere una parte attiva e consapevole» facendo le proprie scelte in libertà. E in questo caso, ha affermato Giuli, «la sussidiarietà rappresenta non un rapporto di mutua dipendenza tra Mic e Fai ma un mutuo amore di ciò che rende l’Italia la nazione che detiene un primato» nei beni culturali. Va bene dunque, ha detto ancora il ministro citando il film premio Oscar di Paolo Sorrentino, la «grande bellezza ma che sia anche buona nel senso ellenico del termine, laddove il canone del bello ispira l’essenza della bontà». In questo senso «il Fai rappresenta ciò che di bello e buono c'è in Italia».

Le Giornate di Primavera, sottolinea il presidente del Fai Marco Magnifico, sono «sempre frutto della passione e dello spirito di servizio dei nostri straordinari volontari ma vorrei che non fossero considerate come un evento isolato perché sono veramente un megafono per raccontare l’impegno di tutti i giorni dell’anno nel restauro e nella valorizzazione nella gestione dei beni che appartengono alla Fondazione: ormai sono 78 e quest’anno investiamo 12 milioni di euro nel loro restauro, 2 milioni per la manutenzione ordinaria». Le Giornate di primavera sono un momento in cui raccogliere le donazioni (le visite sono a contribuzione volontaria) e le iscrizioni di «quegli italiani che ci consentono fare il lavoro quotidiano di manutenzione e di apertura al pubblico dei beni del Fai» dice ancora il presidente. Tra di essi figurano l’Abbazia di San Fruttuoso che fu regalata al Fai dai principi Doria Pamphili, il Castello di Masino che è una grande reggia in Piemonte, Villa Necchi Campiglio nel centro di Milano che oggi è quasi una meta cult per chi si reca in città, la Baia di Ieranto regalata al Fai dall’Italsider, il giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi ad Agrigento. Solo alcuni dei beni che il Fai possiede, e conserva, di cui 60 sono aperti al pubblico stabilmente. Invece sono centinaia i luoghi speciali aperti il 21 e 22 marzo, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili.

Nelle foto in home page

In alto da sinistra, il Monastero Benedettino San Placido Calonerò a Messina, Palazzo Martino Fiorini ad Acireale, il Criptoportico della Villa Bellini a Catania. Sotto: a Palermo, Porta Nuova e il museo Falcone Borsellino all'interno del Palazzo di Giustizia di Palermo, la Chiesa di S. Maria del Suffragio ad Acireale