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Società

Il cantante ibleo Giovanni Caccamo salpa con "L'Arca del cambiamento"

Una straordinaria avventura con finalità speciali: ecco quali sono

10 Marzo 2026, 00:03

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Il cantante ibleo Giovanni Caccamo salpa con "L'Arca del cambiamento"

Giovanni Caccamo a bordo dell'Arca

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È salpata nelle ultime ore “The Ark of Change – L'Arca del Cambiamento”, non semplicemente un progetto, ma un gesto collettivo di coraggio. Un viaggio che unisce arte, natura e impegno civile, nato dalla collaborazione con l’Associazione Youth and Future – Parola ai giovani APS. A bordo dell’antico veliero olandese Oosterschelde, costruito nel 1918, dieci giovani provenienti da ogni angolo del mondo – tra loro il cantautore e compositore Giovanni Caccamo – attraverseranno l’Oceano Atlantico. Una rotta simbolica, che ripercorre la tratta degli schiavi e unisce due continenti che sono due polmoni del pianeta: Africa e Sud America.

Il veliero, trasformato in un’opera d’arte galleggiante grazie all’intervento del maestro Mimmo Paladino, porterà con sé un messaggio potente: 40 bandiere artistiche, issate come un lungo respiro di colori, un Gran Pavese di 80 metri che custodisce le parole di cambiamento scelte dai giovani. Ogni vela, un’idea. Ogni colore, una possibilità.

Il viaggio sarà raccontato da uno sguardo d’eccezione: il Premio Oscar Luc Jacquet, regista de La marcia dei pinguini, che ne farà un film prodotto da Masi Film. Accanto a lui, l’obiettivo poetico del fotografo Jamie Hawkesworth, pronto a catturare la luce, i volti, le attese e le tempeste di questa traversata.

Insieme a Caccamo, a bordo ci sono Plestia Alaqad (Palestina), Sean Binder (Irlanda), Francesco Cicconetti (Italia), Federico Gambedotti (Italia/Eritrea), Drukmo Gyal (Tibet), Andrew Johnson Raphael (Malawi), Ayumi Kuramae Izioka (Brasile/Giappone/Paesi Bassi), Manisha Maharjan (Nepal) e Chris Mansa Laporte (Francia/Haiti). Dieci storie, dieci identità, dieci sguardi sul mondo. Con loro, una piccola ma potentissima eredità: semi che, al termine del viaggio, daranno vita al Bosco del Cambiamento, un progetto di riforestazione realizzato con Fondazione Sylva e Associazione Arte Continua.

“In un presente che ancora una volta sceglie la guerra come traiettoria di distruzione – ha scritto Caccamonoi vogliamo ripudiare fermamente ogni forma di violenza in nome di tutte le nuove generazioni del mondo. Questo viaggio è una metafora della vita e un’occasione per ridare valore ai sogni, alla pace e all’umanità.”

Durante la traversata, i giovani dialogheranno, si confronteranno, scriveranno. Ispirati dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, redigeranno una Carta dei valori con proposte concrete per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo: diritti umani, convivenza pacifica, disarmo, crisi climatica, salute mentale, identità di genere, mondo digitale.

The Ark of Change non è solo un viaggio. È un atto di fiducia. È la dimostrazione che l’arte può diventare bussola, che la musica può essere ponte, che la creatività dei giovani può trasformare il mondo un miglio alla volta, tra onde che si aprono e orizzonti che si allargano.

È un’arca che non fugge: va incontro al cambiamento. E lo porta con sé.