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Capitale 2028

I custodi della memoria: così Catania investe sui giovani e sulla cultura e “apre” i monumenti

Grazie ai 42 volontari del Servizio Civile, sono fruibili il teatro di via Vittorio Emanuele, le terme della Rotonda e dell’Indirizzo

12 Marzo 2026, 06:00

I custodi della memoria: così Catania investe sui giovani e  sulla cultura e “apre” i monumenti

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Catania torna a guardarsi allo specchio e a immaginare il proprio futuro partendo da ciò che da sempre la definisce: la cultura. La candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 (la città vincitrice sarà decretata entro il 27) non è soltanto un dossier da presentare a Roma, ma il segnale di una città che negli ultimi anni ha riscoperto teatri, biblioteche, festival, mostre e spazi pubblici come luoghi vivi, attraversati da una partecipazione nuova.

Tra il barocco delle piazze e l’ombra dell’Etna, cresce una domanda diffusa di bellezza, conoscenza e condivisione. È la voce di studenti, artisti, associazioni e cittadini che chiedono una città più aperta, più curiosa, più consapevole della propria storia e del proprio talento.

Ed è sotto quest’egida culturale che si inserisce l’iniziativa del Parco Archeologico di Catania e della Valle dell’Aci che, primo tra i 14 della Regione, lo scorso luglio ha introdotto un innovativo sistema di ingaggio dei giovani volontari del Servizio Civile assegnati per un anno ad alcuni siti archeologici e monumentali. «Custodi» giovani, preparati e motivati pronti ad accogliere visitatori e turisti con un servizio di vigilanza e fruizione. Ben 42 «volontari», di età compresa tra i 18 e i 28 anni, tutti regolarmente retribuiti per 25 ore di lavoro settimanali, sono stati «reclutati» tramite un bando per rinfoltire l’organico dei custodi, il cui numero era insufficiente alla gestione dei vari siti.

Tre i siti «presidiati» - la chiesa San Francesco Borgia, le terme della Rotonda e quelle dell’Indirizzo - con numeri da capogiro. I flussi di visitatori sono aumentati, infatti, in maniera esponenziale: in totale i tre siti nel 2025 hanno registrato 85.042 presenze: 63.379 la chiesa San Francesco Borgia; 7.332 le terme della Rotonda e 14.341 le terme dell’Indirizzo.

«Il progetto del Servizio Civile - spiega a La Sicilia Giuseppe D’Urso, direttore del Parco Archeologico - nasce dalla necessità di aprire gli oltre venti siti tra città e provincia del parco archeologico, almeno di quelli più importanti per fare fronte alla carenza di custodi legata soprattutto a questioni anagrafiche. Due anni fa abbiamo avviato l’iter, siamo stati accreditati, abbiamo presentato il progetto che ha riguardato sette siti e 42 giovani che attualmente prestano servizio. I numeri ci hanno dato ragione. Basta considerare ad esempio che la chiesa di San Francesco Borgia ha registrato tra i sei-ottomila visitatori al mese. Così come il teatro antico, Casa Liberti e le terme della Rotonda hanno raggiunto numeri di visitatori di alto livello con il sito aperto anche ad attività culturali e a piccoli spettacoli. E ancora le terme dell'Indirizzo, a ridosso delle zone della movida. L’idea è quella di estendere il progetto anche in provincia per rendere fruibili gli altri siti di Adrano e Caltagirone. Per questi 42 giovani è un’esperienza che non è solo di vita, ma formativa che gli darà un background non indifferente nei concorsi pubblici. A luglio verranno sostituiti da altrettanti ragazzi che saranno selezionati per dare continuità al percorso già avviato».

Mario Lipari, 28 anni, ha una laurea triennale in Beni Culturali conseguita a Catania, la magistrale e un master in Gestione Museale a Milano. È il rappresentante della chiesa di San Francesco Borgia dove collabora anche alla realizzazione di eventi, conferenze, presentazioni e mostre temporanee. «È un’esperienza da un lato formativa, ma che soprattutto dà la possibilità di mettere in pratica le abilità imparate o tramite altre esperienze lavorative o semplicemente sui libri. Un’occasione per mettere in pratica quello che si è studiato. Noi ci occupiamo di mantenere aperti i siti e di mantenere costante il flusso di visitatori evitando che ci possano essere chiusure che compromettano l’offerta culturale data dal Parco archeologico. Accompagniamo i visitatori alla scoperta di questi siti che o avevano una scarsa apertura o addirittura non erano aperti e che adesso, invece, sono fruibili. Avventura che si completerà a fine giugno».

Giulia Giardina, 27 anni, laurea triennale in Lettere classiche e laureanda in Archeologia, è la referente delle terme della Rotonda, sito scelto sulla base dei suoi studi. «L’utilità del Servizio Civile per le attività di fruizione e di vigilanza credo che sia stata un’idea vincente, condivisa con orgoglio con le mie colleghe, soprattutto in beni culturali e museali che altrimenti per mancanza di personale non potrebbero essere aperti al pubblico. Sono tantissimi i catanesi che per puro caso passano da via Della Mecca e da via Marino e vedono per la prima volta le terme della rotonda chiedendo addirittura di cosa si tratta. Noi raccontiamo loro del sito, della stratificazione archeologica e in qualche caso anche la storia del mago Eliodoro. Quello che forse manca è un filo conduttore che metta in rete e colleghi i siti per una maggiore consapevolezza da parte dei visitatori di qual è la storia della nostra città. Così da creare un turismo consapevole e sempre più orientato verso la comprensione, la fruizione di questi beni archeologici, sull’utilizzo anche in chiave contemporanea di questi siti e per sviluppare quel senso di appartenenza verso i luoghi che manca. Una serie di informazioni storiche, filologiche e archeologiche inserite nel contesto che rendono tutto più interessante. Tra i visitatori c’è un’altissima percentuale di turisti stranieri tra cui francesi e americani (ma anche russi, ucraini e israeliani) che sono interessati ai nostri siti. Forse bisognerebbe valutare la scelta di mettere un ticket d’ingresso utile per mantenere quei servizi e gravare meno sul parco».

Alessia Bravato “custode” delle terme dell’Indirizzo, ha 28 anni, una laurea triennale in Lingue ed è di Siracusa. Per la magistrale ha scelto Investigazione, criminalità e sicurezza internazionale. «Da neolaureata, insieme con il mio fidanzato, abbiamo colto al volo l’opportunità offerta dal Servizio Civile. E anche la scelta del sito di piazza Currò, che vedevamo sempre chiuso non è stata casuale. In molti sapevano dell'esistenza di questo sito, ma non di cosa fosse. Un’esperienza super positiva a partire dallo stupore di tanti catanesi, soprattutto anziani, che hanno potuto ammirare quel sito in cui un tempo giocavano, studiavano o passavano il tempo libero. Anche i residenti della zona hanno imparato a fare comunità, pensano ai gatti che si aggirano vicino al sito e incredibilmente sono loro a prendersi cura di noi. Sono passati sei mesi, siamo al giro di boa e l’auspicio è che il progetto possa continuare».

Una presenza quotidiana e preziosa, dunque. Così come la cultura: «tesoro da custodire e tramandare».