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La Sicilia tra scandalo, rivalsa e riscatto: l'incontro ad Acireale con Buttafuoco, Cavallaro e il vescovo Raspanti
Appuntamento domani, venerdì 13 marzo alle ore 18, presso la Sala Convegni AIAS Acireale in via Lazzaretto 65
Acireale si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale cittadino. Venerdì 13 marzo alle ore 18.00, presso la Sala Convegni AIAS Acireale in via Lazzaretto 65, si terrà l’incontro “L’isola che non c’è. Le sicilitudini e le Sicilie, fra scandalo, rivalsa e riscatto”, evento inserito nel programma di “Marzo Il mese della Cultura”.
Sarà un confronto aperto, intenso e provocatorio sulla condizione della Sicilia, sulla sua identità complessa e sulle contraddizioni che da sempre attraversano la società isolana. Un’occasione per interrogarsi su ciò che ancora manca perché la Sicilia possa dirsi pienamente compiuta: indipendenza di pensiero, autonomia di azione e capacità di riscatto collettivo.
A dialogare su questi temi saranno tre protagonisti del panorama culturale e istituzionale italiano:
Felice Cavallaro, inviato del Corriere della Sera, tra i più attenti narratori delle dinamiche sociali e culturali del Sud;
Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, intellettuale e scrittore tra i più lucidi interpreti dell’identità mediterranea;
Monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana.
Il dibattito prenderà le mosse da una domanda tanto antica quanto attuale: la sofferenza della Sicilia nasce dall’isola che non riesce a essere o dalla “sicilitudine” che la imprigiona?
Richiamando le provocazioni di Leonardo Sciascia, l’incontro cercherà di esplorare le molte “Sicilie” che convivono nello stesso spazio: orgoglio e fatalismo, genialità e immobilismo, spirito di rivalsa e rassegnazione.
Siamo davvero, come qualcuno ha sostenuto, un popolo irrimediabilmente contraddittorio? Oppure siamo ancora capaci di sorprenderci, di scandalizzare positivamente noi stessi e il mondo mostrando il meglio della nostra cultura, della nostra intelligenza e della nostra creatività?