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L'anticipazione

Catania Film Fest lancia lo Speciale Ucraina: il cinema come ponte tra culture

La kermesse sostiene la candidatura del capoluogo etneo come Capitale Italiana della Cultura 2028

15 Marzo 2026, 16:48

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Catania Film Fest lancia lo Speciale Ucraina: il cinema come ponte tra culture

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Il Catania Film Fest, una delle realtà culturali strategiche inserite nel dossier di candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028, guarda già al futuro e rafforza la propria vocazione internazionale con un progetto speciale dedicato all’Ucraina.

A partire dalla prossima edizione del festival, in programma a novembre 2026, il 15° Catania Film Fest lancerà uno “Speciale Ucraina”, un’iniziativa pensata per creare un ponte culturale tra autori e registi siciliani e quelli ucraini attraverso il linguaggio universale del cinema.

Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo artistico e umano tra due comunità creative, offrendo uno spazio di confronto, conoscenza e collaborazione. Il cinema diventa così uno strumento di incontro capace di superare confini geografici e politici, valorizzando le storie, le sensibilità e le visioni di giovani autori e cineasti.

Tra le iniziative previste per l’edizione 2026 del festival vi sarà una rassegna dedicata ai cortometraggi d’animazione ucraini, selezionati per raccontare la vitalità e la qualità della produzione artistica contemporanea del Paese, insieme a una selezione di film e documentari realizzati in co-produzione con l’Italia, a testimonianza delle collaborazioni culturali e produttive già esistenti tra i due Paesi. Accanto alle proiezioni, il festival organizzerà incontri, talk e momenti di approfondimento dedicati agli autori ucraini, per analizzare il loro linguaggio cinematografico, il contesto culturale in cui operano e il ruolo del cinema come testimonianza e strumento di dialogo culturale.

Un’esperienza particolarmente significativa per i tanti studenti catanesi che ogni anno partecipano al festival, che hanno così l’opportunità di confrontarsi direttamente con professionisti del cinema europeo e internazionale, trasformando il festival anche in uno spazio di formazione, dialogo e crescita culturale.

Ogni anno il Catania Film Fest propone inoltre proiezioni e focus dedicati a oltre quindici Paesi europei, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire film, documentari e cortometraggi che spesso difficilmente trovano spazio nei circuiti tradizionali di distribuzione. Il festival non è solo un’occasione per vedere cinema internazionale, ma anche un momento di incontro diretto con gli autori: registi, sceneggiatori e produttori partecipano infatti a dibattiti e incontri pubblici in cui raccontano il processo creativo, le sfide della produzione e le storie dietro le loro opere.

“Un festival di cinema può avere un ruolo importante nella connessione tra culture, comunità creative e nuove generazioni di autori”, dichiara Cateno Piazza, fondatore e direttore artistico del Catania Film Fest. “Attraverso il cinema si costruiscono relazioni, si condividono storie e si crea uno spazio di dialogo che spesso riesce ad andare oltre le barriere politiche e linguistiche. Con questo Speciale Ucraina vogliamo offrire un segnale concreto di apertura e collaborazione tra i cineasti siciliani e quelli ucraini, mantenendo al centro anche il nostro impegno verso i giovani e verso il pubblico che ogni anno partecipa al festival. Lo Speciale Ucraina rappresenta anche un segnale simbolico di speranza: l’auspicio del Catania Film Fest è che, da qui al 2028, il dialogo tra le culture possa accompagnare un tempo nuovo di pace.”

In questo percorso verso la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028, il festival intende rafforzare il proprio ruolo di piattaforma internazionale capace di mettere in relazione territori, artisti e comunità attraverso il cinema, contribuendo alla costruzione di una rete culturale aperta, solidale e orientata al futuro.

Il Catania Film Fest conferma così la propria missione: fare del cinema uno spazio di incontro tra popoli, storie e immaginari, nella convinzione che la cultura possa essere uno dei ponti più solidi verso la comprensione reciproca e la pace.