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Oscar 2026, chi ha vinto (e chi ha perso) nella notte più attesa di Hollywood

Trionfo targato Warner e stavolta la politica è rimasta fuori dal teatro

16 Marzo 2026, 07:30

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Oscar 2026, chi ha vinto (e chi ha perso) nella notte più attesa di Hollywood

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Hollywood ha decretato i suoi campioni: Una Battaglia Dopo l’altra di Paul Thomas Anderson è stato incoronato miglior film del 2025 dai più di 10.000 membri dell’Academy, al termine di una serata segnata da un serrato testa a testa con Sinners – I Peccatori di Ryan Coogler.

La commedia drammatica sugli ex rivoluzionari alle prese con le eredità del proprio passato ha conquistato in totale sei statuette, inclusa la miglior regia: è il primo Oscar per il cineasta di Magnolia, Licorice Pizza e Il filo nascosto dopo undici candidature. Premi anche per l’attore non protagonista (Sean Penn, assente alla cerimonia, diretto — si mormora — in Ucraina), per la sceneggiatura non originale (ispirata a Vineland di Thomas Pynchon), per il montaggio e, novità assoluta nella storia dell’Academy, per il casting.

Dopo aver dominato gran parte della stagione — dai Golden Globes ai Bafta, fino ai riconoscimenti dei sindacati di registi e produttori — Anderson partiva favorito, sebbene Sinners guidasse la classifica delle candidature con 16 nomination.

L’epopea sui vampiri e il razzismo nel Sud segregazionista, scritta e diretta da Coogler, ha ottenuto l’Oscar per la sceneggiatura originale, per il miglior attore protagonista (Michael B. Jordan ha superato in extremis Timothée Chalamet), per la colonna sonora dello svedese Ludwig Göransson e per la fotografia di Autumn Durald Arkapaw, prima donna — e prima donna di colore a imporsi in una categoria storicamente maschile.

Nessuna sorpresa nel premio alla migliore attrice protagonista, andato all’irlandese Jessie Buckley per Hamnet. Amy Madigan ha trionfato come non protagonista per l’horror Warriors. Prevedibile anche la vittoria di Golden, da KPop Demon Hunters, come migliore canzone originale.

In un’industria in profonda trasformazione, sia Una Battaglia dopo l'altra (209 milioni di dollari al botteghino globale) sia Sinners (370 milioni) — entrambi titoli targati Warner — si sono imposti come blockbuster capaci di riportare il pubblico in sala, intercettando lo spirito del tempo tra polarizzazione politica, radicalismi e nuove guerre culturali sull’identità. Al Dolby Theatre, tuttavia, la politica è rimasta per lo più defilata.

Il conduttore Conan O’Brien ha ironizzato sulla minaccia dell’intelligenza artificiale a Hollywood, definendosi «l’ultimo conduttore umano degli Academy Awards», e ha sfiorato il caso Epstein con un guanto di velluto: «Nessun attore britannico candidato, è la prima volta dal 2012. Loro però arrestano i loro pedofili».

Per l’Italia — rimasta fuori dopo il flop di Familia — è arrivato un premio di consolazione con Valentina Merli, co‑produttrice del corto live action Two People Exchanging Saliva. In un’edizione con candidati da 31 Paesi, attesa delusa per le nove nomination del norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, che ha prevalso solo come miglior film internazionale.

A mani vuote il cinema iraniano, in gara con Jafar Panahi (Un semplice incidente) e con il documentario Scalfire la roccia. Con Javier Bardem salito sul palco con lo slogan «Free Palestine», è stata la squadra di Mr. Nobody Against Putinmiglior documentario — a denunciare con forza i governi che «ammazzano i loro cittadini sulle strade».

Nel backstage, il regista David Borenstein ha poi aggiunto: «Lavorando con una squadra di russi per questo film, da americano cercavo di confrontare continuamente la situazione negli Stati Uniti con quella della Russia. Molti dei miei colleghi e amici russi mi dicevano che non è la stessa situazione. In realtà sta succedendo più velocemente in America di quanto sia successo in Russia. Trump si sta muovendo molto più rapidamente di quanto abbia fatto Putin nei suoi primi anni».

Dunque "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson, proclamato Miglior film dell’anno.

La cerimonia ha incoronato lo stesso Anderson anche come Miglior regista.

Tra gli interpreti, Michael B. Jordan ha ottenuto l’Oscar come Miglior attore protagonista per "I peccatori", mentre Jessie Buckley si è imposta come Miglior attrice protagonista per "Hamnet - Nel nome del figlio".

I riconoscimenti per i non protagonisti sono andati a Sean Penn, premiato per "Una battaglia dopo l’altra", e ad Amy Madigan per "Weapons".

Sul fronte della scrittura, Ryan Coogler si è aggiudicato la Miglior sceneggiatura originale con "I peccatori" e Paul Thomas Anderson ha conquistato il premio per la Miglior sceneggiatura non originale grazie a "Una battaglia dopo l’altra".

"Sentimental Value" di Joachim Trier è stato eletto Miglior film internazionale, mentre "Kpop Demon Hunters" ha prevalso come Miglior film d’animazione.

Al debutto della nuova categoria dedicata al Miglior casting, la statuetta è andata a Cassandra Kulukundis per il lavoro su "Una battaglia dopo l’altra".

Per le musiche, Ludwig Göransson ha vinto l’Oscar alla Miglior colonna sonora con "I peccatori", e "Golden", dal film "Kpop Demon Hunters", è stata proclamata Miglior canzone originale.

Autumn Durald Arkapaw ha primeggiato nella Miglior fotografia per "I peccatori", mentre Andy Jurgensen ha ottenuto il riconoscimento al Miglior montaggio per "Una battaglia dopo l’altra".

"Frankenstein" ha dominato nei reparti artistici: Tamara Deverell e Shane Vieau si sono imposti per la Miglior scenografia e Kate Hawley ha firmato i Migliori costumi.

Il premio per il Miglior sonoro è andato a Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta per "F1 - Il film".

A Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey è stato assegnato l’Oscar per il Miglior trucco e acconciature, ancora per "Frankenstein".

Capitolo documentari e corti: "Mr. Nobody Against Putin" è stato decretato Miglior documentario.

Ex aequo per il Miglior cortometraggio a "The Singers" e "Two People Exchanging Saliva".

"All the Empty Rooms" ha vinto come Miglior cortometraggio documentario, mentre "The Girl Who Cried Pearls" si è aggiudicato il titolo di Miglior cortometraggio d’animazione.