16 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:21
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il giallo

Ex star della tv inglese dal carcere "ordina" una scommessa su un cavallo outsider (che poi vince) e il giorno dopo muore in cella

Mistero nel Regno Unito dopo la morte di John Alford: aveva chiesto a un parente di puntare forte su un purosangue che non era tra i favoriti

16 Marzo 2026, 13:21

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Ex star della tv inglese dal carcere "ordina" una scommessa su un cavallo outsider (che poi vince) e il giorno dopo muore in cella

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Una richiesta insolita a un familiare e, poche ore più tardi, il ritrovamento dietro le sbarre del suo cadavere. La morte di John Alford, 54 anni, già volto noto della televisione britannica, assume contorni enigmatici. L’attore, all’anagrafe John James Shannon, è stato rinvenuto senza vita la mattina del 13 marzo 2026 nella sua cella dell’HMP Bure, nel Norfolk. Toccherà ora alle indagini chiarire le circostanze di un epilogo che solleva più interrogativi che certezze.

Condannato a gennaio a otto anni e mezzo per abusi sessuali su due adolescenti, Alford aveva continuato a proclamare la propria innocenza, urlando in aula: "Non l’ho fatto". Il decesso, avvenuto a poche settimane dall’ingresso in istituto, non è l’unico elemento a colpire.

Ad alimentare i dubbi è soprattutto il racconto di una presunta telefonata effettuata dall’interno del penitenziario. Poco prima di morire l’ex attore avrebbe contattato la sorella per chiederle di puntare su un cavallo dal nome curiosamente ironico, "Johnny’s Jury" (“La giuria di Johnny”), impegnato al Cheltenham Festival che era quotato addirittura 20 a 1.

Resta da stabilire cosa sia accaduto nella cella tra l’11 e il 13 marzo. L’HMP Bure ospita prevalentemente autori di reati sessuali e, pur vantando buone pratiche di reinserimento, era stato oggetto nel 2023 di ispezioni che avevano evidenziato criticità significative: livelli preoccupanti di test antidroga positivi e la necessità di potenziare i protocolli di prevenzione del suicidio e dell’autolesionismo. Un contesto delicato che complica ulteriormente il quadro: è stato un gesto volontario? Un malore improvviso? O esiste un possibile nesso con la diffusione di sostanze stupefacenti dietro le mura?

Come da prassi, il fascicolo è ora al vaglio del Prisons and Probation Ombudsman (PPO) e di un’inchiesta interna dell’HM Prison and Probation Service. Solo l’autopsia, insieme agli esami tossicologici, potrà chiarire in via definitiva le cause della morte di un uomo che, con “London’s Burning”, aveva conquistato il pubblico prima che, nel 1999, uno scandalo legato al traffico di droga ne travolgesse la carriera.