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La vigilia

“Catania capitale della cultura”: domani la città si gioca il futuro

Bocche cucite fra i promotori. Cresce l’attesa per la proclamazione della vincitrice

17 Marzo 2026, 00:02

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liotru

L'Elefante di Piazza Duomo

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Una città che non si ferma mai. Una città continua. Un organismo vivo che guarda in alto, lontano e dentro che si distingue per la sua straordinaria capacità di adattarsi e rinascere all’infinito. Come l’Etna che domina il suo profilo, Catania è in perpetua trasformazione: ogni eruzione diventa occasione di rinascita.

È da questi presupposti che ha preso il via la candidatura a “Capitale della cultura” 2028 che domani riceverà l’atteso (e agognato) responso da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Sarà lui, infatti, durante la cerimonia ufficiale nella sala Spadolini del ministero di via del Collegio Romano a rendere nota la città vincitrice.

Alla vigilia del risultato l’emozione è tanta. Bocche cucite da parte del sindaco Enrico Trantino, del suo entourage e dei rappresentanti del comitato promotore, anche un po’ per scaramanzia.

La città è tra le dieci finaliste per il titolo con il dossier “Catania Continua”, progetto che punta a valorizzare l’identità cittadina, la rigenerazione urbana e culturale attraverso un percorso partecipato e la costruzione di un piano culturale che guardi al lungo periodo (fino al 2038). La candidatura, sostenuta da un’identità visiva legata all'Etna e da figure di rilievo come l’astronauta Luca Parmitano e lo showman Rosario Fiorello, entrambi “marca liotru” si concentra su inclusione, sostenibilità e connessione tra il mare e la montagna. Tra i punti chiave del progetto “Catania Continua” c’è poi la visione partecipata. Il dossier è, infatti, il risultato di “Catania 2028 - Spazio in Comune”, uno sportello e una serie di incontri per co-progettare il futuro culturale con cittadini, enti e associazioni. C’è poi un’identità visiva in cui l’Etna è il simbolo centrale, rappresentato come una “Montagna generativa” che ispira una visione profonda, verticale e futura.

A fine febbraio la delegazione ha presentato il progetto al ministero della Cultura, puntando sul concetto di “città continua” che si evolve e trasforma. Catania 2028 è un racconto collettivo: la comunicazione diventa il filo che lega prospettive e obiettivi, strumento per riscoprire insieme chi siamo e canale per mostrare al mondo una città rinnovata. Non si tratta soltanto di promozione, ma di costruzione di comunità, creazione di reti e attivazione di immaginari condivisi. Uno storytelling partecipato: cittadini, scuole, artisti, associazioni diventano co-autori del racconto, contribuendo con storie, immagini e visioni a un mosaico che restituisca l’anima plurale della città.

Il testimone è, dunque, pronto a passare a una nuova città, chiamata a trasformare la cultura in leva di crescita, identità e futuro. E la decisione finale segnerà l’inizio di un nuovo percorso e, per chi vincerà, di una sfida ambiziosa: dimostrare che la cultura non è ornamento, ma infrastruttura strategica del domani. Se Catania dovesse vincere, riceverà un contributo di un milione di euro per realizzare i progetti presentati nel dossier.

E allora, in bocca al lupo Catania.