I LUOGHI DEL FAI
Nel ventre del Criptoportico di Catania, dove il tempo non ha direzione
Luce, buio, sneakers sul selciato: un viaggio tra i secoli nelle gallerie del principe Biscari
Eccomi qui, davanti al Criptoportico. Sosto all’ingresso. Sono un ospite settecentesco del principe Biscari? O un nobile dell’800, un viaggiatore borghese del ‘900, un turista odierno… posso essere tutti o nessuno. E intanto sosto. Voglio gustare il piacere dell’attesa, essere in sospeso, rimanere sulla linea di demarcazione tra lo spazio esterno, a me conosciuto e quel dentro che a tratti intravedo, ancora non palese. Non so dove mi porteranno questi gradini, so che sono tanti e che il mio sguardo li racchiude parzialmente.
Basta, mi decido, incoraggio il mio indugiare a cedere il passo alla curiosità. Procedo verso cosa o verso chi? È un percorso reale, concreto o un viaggio interiore? O forse un tragitto psicologico attraverso reconditi meandri che mi porteranno alla scoperta di me stesso?
Cammino, cammino e mi addentro. Perdo di vista la dimensione temporale, a tratti mi immergo nei secoli passati e ascolto un silenzio assordante, ricco di voci di bambini che corrono all’impazzata, di scherzi innocenti, del frusciare dei vestiti delle dame e del battere delle punte dei bastoni dei dandy, poi torno nel presente. Adesso è il rumore della suola delle mie sneakers sul terreno a fare da sottofondo.
Cammino, cammino e mi addentro. I cunicoli incoraggiano il nascondersi e lo scomparire, il perdersi e il ritrovarsi. Luce e buio, giorno e notte, persone e sagome, figure e ombre. Finzione e realtà, forma o sostanza, effimero o concretezza? E intanto io mi domando chi sono e chi voglio essere.
Cammino, cammino e mi addentro. Torno nel passato. Baci furtivi, appuntamenti clandestini, amori proibiti… quali e quanti segreti sono racchiusi all’interno di questo luogo? E ancora… stupore, paura, calma, irrequietezza, fascino, pace, inquietudine, serenità, meraviglia. Quali sensazioni, emozioni e stati d’animo avranno accompagnato i passi di chi ha percorso queste gallerie? Ed io cosa sto provando? Ecco, sono ripiombato nel presente.
Cammino, cammino e mi addentro. Passeggio a braccetto della fantasia, dell’immaginazione, attratto da questo mondo misterioso, ignoto. Magico, direi. All’orizzonte intravedo i gradini, sono giunto alla fine del percorso, mi guardo indietro per imprimere meglio nella memoria quanto ho veduto e ciò che ho vissuto. Sono quasi approdato alla soglia, abbagliato dal sole. Mi sale un rigurgito di rimpianto e malinconia nel dover lasciare questo posto, ma non consento alla nostalgia di venirmi a cercare perché prometto a me stesso di ritornare. So che sarà un altro viaggio, un viaggio diverso e sono pronto ad accogliere i nuovi scampoli di Storia secolare che il criptoportico avrà voglia di raccontare.
Liceo Scientifico Statale "Enrico Boggio Lera"