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I LUOGHI DEL FAI

Una chiesa, due terremoti, un palazzo della polizia: quello che Catania ha dimenticato senza saperlo

Come la città ha cancellato e riscritto se stessa in otto secoli senza mai smettere di farlo

16 Marzo 2026, 20:21

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Una chiesa, due terremoti, un palazzo della polizia: quello che Catania ha dimenticato senza saperlo

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Non una, ma mille e più città nascoste, a volte sovrapposte, a volte perfettamente incastrate l'una nell'altra, combacianti, come a far parte di un disegno primordiale al quale non è stato possibile sottrarsi.

Città che emergono a tratti e solo sotto lo sguardo dell'attento e colto visitatore, che talvolta riesce, o crede di riuscire, senz’altro con ragguardevole fatica, a ricomporre i frammenti e dare coerenza a una storia fatta di tracce quasi invisibili, racconti leggendari, forme enigmatiche.

Frammenti. Il fronte di un sarcofago, un’acquasantiera, una lapide medievale con stemmi araldici degli Alagona, l’immagine tempera su tavola di una Madonna orante riportano al lontano 1169.

Un catastrofico terremoto semina distruzione e paura. I superstiti, guidati da una voce divina, intravedono un bagliore, forse una luce di coraggio nei loro animi, rinvengono l’immagine di una Madonna e in suo onore erigono un piccolo tempio, dedicato a Nostra Signora di Novaluce, nella comprensibile ricerca di una protezione per proseguire la loro esperienza terrena.

Due secoli più tardi, per volere del conte Artale I Alagona, la chiesa viene ingrandita e edificata la Certosa.

Ma l’area su cui il complesso insiste, vicina all’attuale cimitero, in prossimità dei torrenti Acquicella e Acquasanta, è malsana ed è causa del diffondersi rapido della malaria.

11 gennaio 1693: ancora un disastroso terremoto. La nuova chiesa di Santa Maria di Novaluce e l’annesso convento, ricostruiti altrove, nell’area antistante il Teatro Massimo, sono poi ceduti, nel 1865, all’Intendenza di Finanza, in attuazione delle leggi eversive dell’asse ecclesiastico promulgate dopo l’unità d’Italia e nel 1926 demoliti per costruire il Palazzo delle Finanze, sede, oggi, della Polizia di Stato, “un palazzo che protegge”.

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