I LUOGHI DEL FAI
Acireale, dentro Palazzo Fiorini: l'edificio che ricorda ancora i capricci dei “picciriddi”
Affreschi pompeiani, stile liberty e un'eco di vita borghese dell'800 che non si è mai spenta
Sono il Palazzo Martino Fiorini e mi trovo ad Acireale. Sono nato alla fine dell’800 per volontà del cavaliere Martino Fiorini di cui porto orgogliosamente il nome. Nelle mie stanze, conservo ancora i ritratti degli antenati della famiglia Fiorini, di origini toscane, vissuti nel ‘700 prima che io nascessi.
Mi dicono che sono maestoso, un po’ austero, ma elegante e raffinato, ricco al mio interno di splendide decorazioni legate all’arte del maestro Alfonso Orabona, ispirate allo stile pompeiano e unite ad una scintillante fantasia ornamentale in stile liberty. La natura è protagonista ed entra con la sua esuberanza di luci e colori, costringendo i miei ospiti ad alzare sempre lo sguardo e a ricevere l’emozionante impressione di un’eterna primavera.
Nella mia lunga vita, quanti ricordi! Dai contadini con le ceste piene di frutta, in fila, per ricevere la paga di “don Martino”, il padrone grande di casa Fiorini, seduto dietro la scrivania, alla servitù costituita da domestiche, cuochi, istitutori e balie che, amorevolmente, si occupavano dell’andamento della casa: sento, ancora oggi, i loro suoni, le voci, le antiche filastrocche siciliane e i brontolii che animavano il susseguirsi delle giornate.
Come dimenticare la signorilità, la generosità del cavaliere Martino, la delicatezza della moglie Francesca, gli schiamazzi, le risate, i capricci dei “picciriddi”, i loro sette figli, o i sorrisi degli ospiti, parenti e amici, accolti nella calda fragranza della sala da pranzo o negli eleganti saloni delle feste con musica, canti e balli! E che dire, poi, dei signori uomini impegnati nelle attività sociali o nei momenti di svago con i preparativi della caccia, delle gite in barca, delle passeggiate in campagna? Sono sempre emozionato nel ricordare lo scorrere lento del tempo e degli eventi e cerco di trasmettere questo mio sentimento attraverso le foto, gli arredi, i ninnoli, le porcellane varie,
nonché i tendaggi, i pizzi e i merletti (frutto di un lavoro femminile riservato, meticoloso e ciarliero) che impreziosiscono le mie camere. Oggi, sono fiero di trovarmi nelle mani degli eredi che custodiscono con passione e dedizione i tesori di questa antica famiglia che fanno rivivere, attraverso un tuffo nel passato, l’eco di un mondo ormai tramontato a tutti coloro che hanno il piacere di assaporarne il fascino e la bellezza.
Liceo “Archimede”
Acireale