I LUOGHI DEL FAI
L'elefantino Tony, i cigni veri e il chiosco che bruciò nel 2001: la Villa Bellini di Catania
Due secoli di storia verde tra meraviglie dimenticate e bellezze che resistono
Salve, per chi non mi dovesse conoscere, mi presento: sono la Villa Bellini, oggi il cuore verde di Catania e, un tempo, il giardino esclusivo di Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari.
Purtroppo, dopo la sua morte nel 1786, i suoi eredi mi lasciarono cadere in rovina fino a quando, nel 1854, il Comune di Catania mi acquistò da Anna Moncada Paternò Castello, decidendo di farmi diventare il polmone verde della città. Non fu un'impresa facile: tra intoppi burocratici e la necessità di espropriare piccoli orti privati confinanti, ci vollero anni.
Nel 1858, grazie ai finanziamenti del governo borbonico, l’architetto Ignazio Landolina mi trasformò, finalmente, in una villa pubblica. Vennero espropriati i terreni circostanti e nel 1877 iniziarono i lavori di unificazione dei nuovi settori, sotto la direzione dell’architetto Filadelfo Fichera.
È dal 1883 che i catanesi vengono a trascorrere qualche ora per respirare l’aria ossigenata delle mie piante, passeggiando con i loro bimbi, alcuni vengono a fare una corsa. Trascorrono, insomma, momenti di vero relax immersi nel verde.
Venite con me vi porto a vedere le mie bellezze entrando dall’ingresso di via Etnea.
Nel 1932, l’antico ingresso venne rivoluzionato dall’architetto Samonà per adattarlo alla viabilità della città. L’ingresso di via Etnea diventò monumentale con la costruzione del cavalcavia che fa sì che via Sant’Euplio passi al di sotto del giardino, inoltre fu costruita la maestosa scalinata, che potete ammirare non appena entrate, fiancheggiata da aiuole fiorite e viali laterali che portano al grande piazzale dove si erge la Fontana dei Cigni e dove, pensate un po’, un tempo vi nuotavano cigni veri.
C’erano anche le scimmiette, in quel piazzale, un elefantino, chiamato Tony, donato dal Circo Orfei. Pensate alla felicità dei bambini, quando venivano la domenica con i loro genitori.
Nel 1962, al di sopra della fontana, venne posto il grande orologio floreale, uno dei più grandi d’Europa, il quadrante ha un diametro di 4 metri ed è costituito da piantine sempre verdi.
Sopra l’orologio potete ammirare il busto del nostro Cigno, Vincenzo Bellini, realizzato, nel 1866, dallo scultore napoletano Tito Angelini; proseguendo troviamo il calendario di “verzura” e anche qui giorno, mese e anno sono “scritti” con piantine sempreverdi.
Salendo verso la parte Sud della cima della collina, troverete il suggestivo Chiosco della Musica, una struttura in ferro battuto, in stile Liberty, con la copertura di vetri colorati e la pavimentazione di legno di ciliegio. Qui, per decenni, fino alla fine degli anni ’50, risuonavano le note dei concerti di musica classica.
Un tempo, vi era anche il celebre Chiosco Cinese, un padiglione donato da un imperatore e adibito a biblioteca, ma, ahimè, purtroppo non esiste più dal 2001, distrutto da un incendio e mai più ricostruito.
Da anni e anni, i cittadini catanesi, ma anche i turisti e passanti, ammirano le mie bellezze e, ancora oggi, sono il luogo preferito per una passeggiata o un momento di relax e continuo a custodire, tra i miei alberi secolari, i frammenti di oltre due secoli di storia catanese.
I.C. “Montessori – Mascagni”