16 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:00
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I LUOGHI DEL FAI

Nata dalla lava, costruita dai profughi: Sant'Agata al Borgo

La chiesa che ricorda da dove venivano gli uomini che l'hanno edificata, anche quando loro hanno dimenticato

16 Marzo 2026, 21:09

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Nata dalla lava, costruita dai profughi: Sant'Agata al Borgo

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Sant'Agata al Borgo

Sono nata dal fuoco, anche se gli uomini ricordano soltanto la pietra.

Prima di avere un nome ero un respiro della terra. La montagna, voltandosi nel sonno, lasciò scorrere una lingua di lava che si fermò qui e si raffreddò, diventando una distesa scura e silenziosa. Per molto tempo, rimasi così: lava e silenzio.

Poi arrivarono gli uomini. Non venivano per scelta, ma perché qualcosa li aveva spinti via: da Misterbianco, da Malpasso, da paesi che la lava aveva cancellato. Qui trovarono solo spazio, e lo spazio per chi ha perso tutto è già una promessa.

Costruirono case basse sulla pietra nera, come se chiedessero alla lava il permesso di restare. Così nacque il Borgo. Ma ogni borgo ha bisogno di un cuore, e decisero che quel cuore sarei stata io.

Mi costruirono con la stessa pietra su cui camminavano. Io custodii le loro voci: preghiere, ricordi, nomi di luoghi perduti.

Poi la terra tremò. Le mie mura si incrinarono, ma gli uomini tornarono e mi ricostruirono. Ogni volta, cambiavo un poco, perché anche una chiesa, come una città, vive delle vite che la attraversano.

Ora, il Borgo cresce intorno a me e molti hanno dimenticato da dove sono venuti. Io no.

Ricordo la lava prima delle case e il cammino degli uomini prima delle strade. Per questo so che non sono nata soltanto dal fuoco della montagna, ma dal desiderio degli uomini di fermarsi, dopo essere stati costretti a partire.

Istituto Polivalente Valdisavoia