I LUOGHI DEL FAI
Sotto Misterbianco c'è una chiesa del 1200 che la lava ha tenuto in vita: Campanarazzu
La storia incredibile di un edificio che ha aspettato quattro secoli per tornare alla luce
Nel 1669 un fiume di lava mi ha travolta, ma non venne per distruggermi, bensì per abbracciarmi.
Quella che voi chiamate catastrofe per me fu una salvezza. Cercatemi sotto i vostri passi, mi trovo in un borgo sepolto.
Ero la chiesa madre dedicata alla Madonna delle Grazie dell'antico comune Monasterium Album (oggi Misterbianco), quando la lava entrò dalle mie porte, riempì la navata e il pavimento, soffocò gli altari, bruciò il tetto, circondò le colonne, lambì gli affreschi ma protesse le mie ossa di pietra dal passare del tempo.
Solo il mio campanile sopravvisse, simbolo di resistenza, fino a quando la notte del 1693 un devastante terremoto lo distrusse parzialmente. Restava ancora in piedi, scrutava il cielo, svettava tra la roccia nera. I misterbianchesi, dopo aver ricostruito il paese più a sud, chiamarono quest'area che mi circonda Campanarazzu.
Ho atteso quattro secoli prima di tornare a rivedere la luce. Io sono la prova che nulla scompare davvero e che si può rinascere dalle ceneri...anzi dalla roccia basaltica.
Quasi vent'anni di scavi, di rumori assordanti che mi hanno svegliata bruscamente dal mio letargo, rivestita della mia antica bellezza. Pian piano ho visto riapparire i miei pezzi e uomini solerti lavorare per ricompormi.
Bianche colonne, archi e stipiti in pietra arenaria bianca, putti alati si ricomponevano e riprendevano il loro posto originario nella mia navata. Respiravo...mi riappropriavo del mio spazio, la mia storia era pronta per ricominciare.
Così ho saputo che sono l'unica chiesa che è stata salvata dalla forza devastante della lava, l'unico esempio in stile tardo-rinascimentale rimasto nella Sicilia orientale ed al mio interno c'è pure una piccola cappella gotica del 1200. Sono pronta ad accogliervi e a mostrarvi la mia resilienza.
I. C. LEONARDO DA VINCI