I LUOGHI DEL FAI
Il quartiere dei morti, la strada dei pescatori e una volta dipinta che racconta tutto
Santa Maria del Suffragio ad Acireale: quasi quattrocento anni di fede, pietra bianca di Siracusa e gli affreschi di Pietro Paolo Vasta
Sono la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e da quasi quattro secoli veglio silenziosa sulla città di Acireale.
Nacqui nel 1634 per volontà di Giuseppe Costarella e fui inaugurata nel 1638 lungo l’antica via Marina, oggi via Romeo, la strada che collegava il centro della città al borgo marinaro di Santa Maria La Scala attraverso il suggestivo percorso delle Chiazzette.
Attorno a me crebbe il quartiere dei pescatori, che nel tempo divenne noto come “quartiere dei morti”, luogo di preghiera e di memoria per le anime del Purgatorio.
Dopo il terremoto del 1693, che segnò profondamente la Sicilia orientale, anche io fui arricchita da nuove decorazioni. Le prime grandi tele furono realizzate da Matteo Ragonisi, ma fu soprattutto il pittore acese Pietro Paolo Vasta a lasciare il segno più profondo. Nel Settecento egli trasformò le mie pareti e la mia volta in un grande racconto di fede, in cui gli episodi dell’Antico Testamento dialogano con il Nuovo Testamento per annunciare la redenzione dell’uomo attraverso il sacrificio di Cristo.
Nel tempo anche il mio aspetto esterno cambiò. Nel Settecento la mia facciata fu ricostruita in pietra bianca di Siracusa su progetto di don Pietro Paolo Amico, mentre sul lato sud venne aggiunto un elegante pronao con colonne corinzie che in seguito divenne il mio campanile, sopraelevato nel 1822.
Nel 1905 fui dichiarata monumento nazionale. Ancora oggi resto qui, testimone silenziosa dei secoli. Le mie pietre hanno ascoltato preghiere, speranze, dolori e gratitudine. Ho visto generazioni passare davanti alle mie porte e continuo ad accogliere chi entra in cerca di bellezza, di storia o semplicemente di un momento di pace.
Io sono la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e la mia voce è fatta di affreschi, di pietra e di memoria.
IC “Paolo Vasta”, Acireale