La storia
Dalla moto alla sedia a rotelle, un messaggio di rinascita dietro a una batteria: "Prendete a morsi la vita"
Da un incidente al ritorno alla musica. Andrea Marchese racconta il suo “Drum Different” per non arrendersi mai
Nel 1996, il chitarrista Riccardo Zappa dava alle stampe un album intitolato “Definire significa limitare”. Oscillando equamente tra Oscar Wilde e filosofia Zen, questa frase ben si addice alla persona di cui vogliamo parlare. Perché definire in poche parole Andrea Marchese significherebbe limitare la reale portata del suo Essere.
Chi è, dunque, per chi non lo conoscesse ancora, Andrea? È una persona speciale. I suoi occhi come magneti, il suo sorriso, la sua autoironia, ne fanno un portatore sano di vitalità, di entusiasmo. E non è da tutti se pensiamo che dal 2005, quando aveva 25 anni, un incidente in moto (una delle sue due grandi passioni) lo ha costretto su una sedia a rotelle. Si era risvegliato in un letto d’ospedale senza poter più usare le gambe. E qui entra in gioco la sua seconda passione: la batteria. E sì, perché Andrea, fin da bambino, era rimasto «contagiato - racconta - dalla passione di mio fratello Fabio per la musica. La nostra cameretta era tempestata di poster...».
Poster di chi?
Si guardano Fabio e Andrea e con un sorriso complice ammettono candidamente: «Di Samantha Fox, Patsy Kensit, Pamela Anderson...».
Ottimi gusti per l’epoca!
«Sì, ma io nel frattempo mi ero appassionato anche alla musica di George Michael, ascoltavo tantissimo Michael Jackson» racconta Andrea.
Fabio è un cantautore. Andrea comincia a muovere i primi passi nel mondo della musica grazie a lui e al rock di Bruce Springsteen.
Racconta Andrea tra le pagine di “Drum Different”: «...Io, in quel tempo, correvo altrove. Le moto, lo sport, la velocità della vita. La musica la ascoltavo, ma non mi apparteneva. Poi un giorno arrivò a casa una batteria. Mio fratello aveva formato un gruppo e servivano le prove. Aveva un amico batterista, Giancarlo, e mi piaceva il suo modo di suonare molto fisico e potente. Ricordo ancora il battito del primo colpo, il rimbombo che risuonò nel petto come un richiamo. Da quel momento la batteria è diventata parte di me: era nata la mia voce, diversa dalla sua, ma capace di unirsi alla sua come due fiumi che confluiscono nello stesso mare... E così, oggi so che mio fratello è la persona più importante della mia vita. Perché su di lui posso sempre contare, in ogni istante. Perché con lui la musica non è soltanto suono, ma respiro, casa, sangue condiviso. È la nostra voce comune, la nostra promessa segreta: una melodia che non smetterà mai di suonare...».
Le moto, la musica. L’incidente. E la vita che, in un attimo, ti presenta il conto e ti mette davanti a un bivio: «O ti arrendi e gliela dai vinta, o ti metti in testa che nulla, comunque, ti può fermare».
E così è stato.
«Sì, non solo non ho voluto mollare ma intanto ho capito anche che la mia forza di volontà, con l’aiuto che mi ha sempre dato Fabio e che mi hanno dato le persone che mi circondano, poteva essere uno stimolo per tutti quelli che, come me, si trovano improvvisamente in condizioni di disabilità».
E adesso nasce anche un libro, un “metodo per la vita”. Si intitola Drum Different - Suonare la batteria solo con le mani. Da un limite nasce un metodo, un vero e proprio metodo per batteria (Officina della Stampa Edizioni) che, con un abbondante apparato fotografico e un’appendice “tecnica”, racconta un po’ quel che ti è successo e come ti sei reimpossessato della tua vita, della musica e non solo.
«Esattamente. Mentre lo scrivevo e lo rileggevo, pensavo che questo, in fondo, è un libro motivazionale. C’è una parte tecnica, ci sono gli spartiti con i vari esercizi, ma c’è anche un messaggio positivo rivolto a tutti coloro che lo leggeranno».
Tu leggevi già la musica?
«Impossibile non leggere la musica se decidi di studiare con un batterista come Enzo Di Vita. Lui, per me, è stato ed è ancora un grande maestro. E con lui non si transige, o leggi lo spartito o niente... Tra l’altro, sono venuto in contatto con lui in maniera del tutto casuale. Fino a quel momento avevo studiato da autodidatta. Poi, un giorno, con mio padre, abbiamo visto dal barbiere, una locandina di questo Enzo Di Vita che impartiva lezioni di batteria. Ho voluto provare e devo dirgli sempre grazie perché è un ottimo maestro oltre a essere una splendida persona».

Nel frattempo, complice, paradossalmente, l’incidente con la moto, ti appassioni a tante altre cose...
«Dopo l’incidente ho cercato subito il modo di riprendere in mano la mia vita, compreso ricominciare a suonare la batteria. Ma lì è nata la mia voglia di fare subacquea, paracadutismo, kart, parapendio e tante altre cose. Nel frattempo mi si è riaccesa la passione per la musica. Mi sono inventato questo modo di suonare senza l’uso delle gambe, e nel 2022 ho conosciuto Raphael Saini che mi ha detto di mandargli qualche video. Gli è piaciuto il mio stile e mi ha invogliato a rendere pubblica questa cosa».
E qual è stata la reazione della gente?
«Leggo tantissimi commenti ai miei video che pubblico sui social, e mi danno una grande spinta a continuare, e da lì capisco che queste persone, anche attraverso un semplice video, traggono quella forza di volontà e quella voglia di non mollare o, a volte, anche di ricominciare a suonare. Mi hanno scritto dall’America alcuni veterani di guerra che vogliono cominciare a suonare la batteria. E questa credo che sia per me la più grande soddisfazione, vuol dire che ho raggiunto l’obiettivo».
Oggi è tutto raccolto in questo “metodo” su carta.
«A me piace regalare questa esperienza, e vedere che può aiutare a venire fuori da situazioni così delicate mi rende davvero felice. A questo punto ho deciso di dedicarmi meno alla musica suonata e spendere più tempo a incontrare le persone, parlare, fare conoscere la mia esperienza, portare in giro questo libro, anche se devo confessare che la mia storia, di cui ovviamente faccio cenno in “Drum Different”, la racconterò in un libro autobiografico al quale sto già lavorando».
Nel frattempo, con Seba Barbagallo, va avanti anche il progetto di Drum Different e Asepsi, con l’assegnazione di un bene confiscato alla mafia, una sala di registrazione e di incisione a Picanello, nel cuore di Catania che, come raccontano Andrea, Fabio e Seba, vuole diventare punto di riferimento per portare la musica tra i giovanissimi con la collaborazione di professionisti del settore e di numerose associazioni chiamate a sposare questa idea.