l'esposizione
Il ritorno di Fausto Pirandello: a Villa Aurea la mostra sui capolavori del Novecento
Si inaugura "Magia del Quotidiano": un viaggio tra luce, memoria e arte
C’è un filo invisibile, fatto di luce e memoria, che lega la Valle dei Templi alla grande pittura del Novecento. Quel filo si riannoda venerdì 20 marzo, alle ore 16:30, a Villa Aurea, dove verrà inaugurata la mostra “Fausto Pirandello. La magia del quotidiano”.
Non è una semplice esposizione: è un ritorno a casa. Dopo il successo della tappa romana all’Accademia Nazionale di San Luca, le opere di Fausto Pirandello sbarcano ad Agrigento, ritrovando quei colori e quell'atmosfera che il figlio del Premio Nobel Luigi assorbì durante le lunghe estati giovanili trascorse in Sicilia. Se il padre ha rivoluzionato il teatro mondiale, Fausto ha saputo scardinare i canoni della pittura italiana, diventando uno dei protagonisti più tormentati e significativi del secolo scorso.
Un viaggio tra capolavori e pastelli inediti
Curata da Fabio Benzi e Flavia Matitti, la mostra è il frutto di una prestigiosa sinergia tra l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, il Parco Archeologico della Valle dei Templi e l’Associazione Fausto Pirandello.
Il percorso espositivo è un viaggio intimo e potente attraverso circa trenta dipinti, selezionati tra i massimi capolavori dell'artista. Accanto alle tele, spicca un prezioso nucleo di opere su carta con un focus particolare sui pastelli, la tecnica che Pirandello predilesse nel secondo dopoguerra per catturare, con un tratto quasi febbrile, la densità del reale.
Dalla Capitale alla Valle: il valore del ritorno
Se Roma è stata la città della sua formazione e della maturità, la Sicilia è stata per Fausto la riserva aurea della sua poetica. Il percorso cronologico proposto a Villa Aurea permette di ammirare l'evoluzione di uno stile che non si è mai accontentato, segnato da una «continua tensione innovativa» e da una capacità unica di trasformare il quotidiano in una visione magica e, a tratti, ancestrale.
L’inaugurazione di venerdì rappresenta dunque un appuntamento imperdibile per il pubblico e per la critica: la possibilità di osservare il genio di Pirandello figlio proprio lì, a pochi passi dal Caos, dove il cognome di famiglia è diventato leggenda, ma dove la sua pittura rivendica oggi, con forza, la propria autonoma e straordinaria grandezza.