Società
Giovanni Caccamo ospite da Fiorello per spiegare "The Ark of change"
Il cantante ibleo ha illustrato quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a rendersi protagonista di questo percorso
Un attraversamento simbolico dell'Atlantico a bordo della “Oosterschelde”, antico veliero olandese del 1918, per rievocare idealmente la rotta della tratta degli schiavi e farsi portavoce di un nuovo umanesimo.
L'ideatore è il cantautore modicano Giovanni Caccamo, intervenuto ieri in collegamento telefonico al seguitissimo programma di Fiorello su Radio 2, “La Pennicanza”.
Lo showman siciliano ha espresso orgoglio e profonda stima per l'iniziativa che, in un contesto mondiale segnato da violenze e conflitti, lancia un segnale di speranza e pace attraverso “The Ark of Change” – “L'Arca del Cambiamento” –, un progetto che unisce nuove generazioni, arte e natura in un itinerario pensato per smuovere le coscienze a livello globale.
Salpata il 5 marzo da Capo Verde, la goletta approderà in Suriname il 21 marzo, dopo aver attraversato l'Oceano Atlantico con a bordo dieci ragazzi e ragazze di diverse nazionalità, decisi a promuovere un mutamento reale e misurabile.
Nel nome del disarmo, l'equipaggio discute dei valori in cui i giovani si riconoscono, con l'obiettivo di redigere un manifesto culturale di proposte concrete per immaginare un avvenire diverso.
La traversata non è solo un'impresa marinaresca, ma un percorso di memoria che ripercorre la tragica tratta atlantica e mette in dialogo i due “polmoni” del pianeta. A bordo, i partecipanti trasportano semi simbolici di biodiversità, per riaffermare la centralità della sostenibilità e il rispetto della Terra.
Pochi giorni prima della partenza, Caccamo era stato ospite su Rai 3 a “Kilimangiaro”, condotto da Camila Raznovich, dove aveva illustrato l'iniziativa annunciando di voler “ripudiare la violenza” e dimostrare che “solo attraverso la condivisione delle fragilità si può far rinascere la speranza nel mondo”.
Volti e storie di lotta, speranza e resilienza animano l'impresa: tra loro Andrew Johnson Raphael, ex senzatetto del Malawi oggi impegnato al fianco dei bambini in difficoltà, e Manisha Maharjan, giovane nepalese sopravvissuta a violenze che ora sostiene donne emarginate.
Le loro testimonianze, insieme a quelle di molti altri, confluiranno in una “Carta dei valori” che sarà presentata alle Nazioni Unite durante il “Change the World Forum”, appuntamento dedicato alla promozione dei diritti umani e della pace.
L'arte accompagna ogni tappa. Mimmo Paladino ha trasformato il veliero in un'opera d'arte galleggiante, decorandolo con 40 bandiere che compongono un Gran Pavese lungo 80 metri.
Al termine della rotta, i semi raccolti daranno vita al “Bosco del Cambiamento”, in collaborazione con “Fondazione Sylva” e “Associazione Arte Continua”.
“The Ark of Change” rientra nel più ampio programma “Youth and Future”, da cui è scaturito il “Manifesto for Change”, presentato alle Nazioni Unite nel 2025. All'iniziativa partecipano istituzioni di primo piano come i Musei Vaticani, il MAXXI, Yale, Harvard e il Berklee College of Music.
Con il sostegno di partner quali Zurich e numerosi mecenati, il progetto ha preso forma coinvolgendo migliaia di giovani in tutto il mondo.
L'idea è nata dal lavoro di ascolto compiuto da Caccamo in università, carceri e centri di accoglienza, a partire da una domanda semplice e radicale: «Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?».
L'esperienza, promossa insieme all'associazione “Youth and Future – Parola ai Giovani APS”, sarà raccontata in un docufilm diretto dal premio Oscar Luc Jacquet, con le fotografie di Jamie Hawkesworth.