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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:00
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giornalismo

Un secolo di Sicilia sul prestigioso Time: il genio isolano sulle copertine del magazine statunitense

Nel 1927 in vetrina andò l’ingegnere saccense Giuseppe Bellanca che immaginò e realizzò ciò che non esisteva: l’aereo. Tre anni fa toccò a Scorsese

20 Marzo 2026, 10:17

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Un secolo di Sicilia sul prestigioso Time: il genio isolano sulle copertine del magazine statunitense

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La presenza dei siciliani su “Time”, la prestigiosa rivista di notizie statunitense fondata nel 1923, racconta una storia di talento che attraversa oceani e generazioni. Una delle prime volte che la Sicilia è entrata senza preavviso nel cuore dell’immaginario mondiale, è stato nel 1927 grazie al genio silenzioso di un uomo che aveva imparato a guardare il cielo molto prima che il mondo si accorgesse di lui. In quell’anno “Time”, la rivista che più di ogni altra ha raccontato il Novecento, decide di mettere in una delle copertine settimanali un ingegnere nato a Sciacca: Giuseppe Mario Bellanca. È stato il primo siciliano e il decimo italiano a comparire sulla copertina di “Time”. Non un capo di Stato, non un artista già consacrato, ma un progettista di aerei che stava rivoluzionando l’idea stessa di volo. Prima di lui gli italiani ad occupare la prima pagina della rivista sono stati Eleonora Duse, Giulio Gatti Scasazza e Benito Mussolini (1923), Gelasio Caetani e Papa Pio XII (1924), Vittorio Emanuele III (1925), Arturo Toscanini, Pietro Mascagni e Guglielmo Marconi (1926).

Bellanca, nato a Sciacca nel 1886 e laureatosi in matematica e ingegneria al Politecnico di Milano, emigrò negli Stati Uniti nel 1911. Aveva la determinazione tipica di chi parte dalla Sicilia per cercare un futuro diverso. Fin da subito si appassionò nella progettazione di macchine capaci di attraversare distanze che fino a pochi anni prima sembravano impossibili. Mentre il mondo celebrava Lindbergh, a cui una copertina come uomo dell'anno venne dedicata nel 1932, “Time” scelse di raccontare chi quegli aerei li aveva pensati, disegnati, perfezionati. La copertina del 1927 non era solo un tributo al suo talento, ma un riconoscimento implicito alla capacità dei siciliani di immaginare ciò che ancora non esiste. Fu proprio nel 1927 che Bellanca progetta il Wright-Bellanca WB-2, battezzato Miss Columbia, per la Wright Aeronautical Co.. Charles Augustus Lindbergh contattò l'azienda per acquistare l'aereo, ma per incomprensioni con il socio di Bellanca, Charles A. Levine, l'importante intesa sfumò.

L’accordo, che prevedeva la vendita del velivolo per la cifra di 15.000 dollari, non venne completato per la pretesa, giudicata assurda, di Levine, di scegliere i membri dell'equipaggio che dovevano accompagnare Lindberg.

Grazie a Giuseppe Bellanca, la Sicilia non sarebbe più stata soltanto un luogo geografico: diventava un laboratorio di idee che potevano cambiare il mondo. È l'unico siciliano nato in Sicilia a finire sulla copertina del primo settimanale d'informazione statunitense. Tutti gli altri hanno origini siciliane, ma non sono nati nell’isola.

Quasi un secolo dopo, un altro siciliano avrebbe riportato la sua terra sulle pagine della stessa rivista, questa volta con la potenza del cinema. Martin Scorsese, figlio di una famiglia originaria di Polizzi Generosa, nel 2023 è stato celebrato da Time come uno dei più grandi narratori viventi. La sua presenza non è solo un riconoscimento artistico: è la conferma che l’eredità siciliana, fatta di memoria, conflitti interiori, senso del destino, continua a vivere anche nelle storie che conquistano Hollywood. Scorsese non ha mai dimenticato le sue radici, e in ogni suo film c’è un’eco di quella Sicilia che non ha mai smesso di raccontare il mondo attraverso i suoi figli.

Ma la presenza dei siciliani, o con origini siciliane, su Time non si esaurisce con i grandi nomi del cinema o dell’ingegneria. La rivista ha spesso raccontato figure che, pur non finendo in copertina, hanno lasciato un’impronta profonda nella cultura americana. Frank Sinatra, con le sue origini a Lercara Friddi, è stato protagonista di articoli che ne hanno esplorato la complessità artistica e umana. Joe DiMaggio, figlio di genitori di Isola delle Femmine, è stato più volte citato come simbolo dell’epopea sportiva americana, con quella malinconia mediterranea che non lo ha mai abbandonato. Anthony Fauci, durante la pandemia, è diventato una delle figure più analizzate da Time, anche con lui radici a Sciacca, sono state ricordate come parte della sua storia familiare. Anche Nancy Pelosi, pur con origini più ampie nel Sud Italia, è stata spesso associata alla cultura della diaspora siciliana che ha plasmato una parte importante della leadership americana.

E poi c’è la Sicilia stessa, raccontata non solo attraverso le persone ma anche attraverso i luoghi. Nel 2021 Time ha inserito l’Isola tra i 100 Greatest Places in the World, celebrandone la bellezza, l’ospitalità, la capacità di essere allo stesso tempo antica e contemporanea. La Sicilia quell'anno ottenne il prestigioso riconoscimento di The World's 100 Greatest Places, confermando il suo status di destinazione turistica di primo piano nel panorama mondiale. Taormina, Palermo, Sciacca: nomi che per la rivista non sono semplici destinazioni, ma simboli di un’identità che continua a parlare al mondo. Il più recente interesse che il magazine a stelle a strisce ha riservato alla Sicilia è stato nel dicembre del 2025, quando ha parlato di Salvatore Vinci, l'agrigentino oggi technical lead del programma Healthcare Facilities Electrification dell'organizzazione mondiale della sanità. Il suo nome è stato indicato tra le personalità più influenti del mondo in grado di orientare le politiche per il clima.

Guardando i 103 anni di storie, emerge un filo rosso che unisce tutto: Sicilia centro di creatività, di talento, di visioni che hanno attraversato oceani e generazioni. Dal laboratorio aeronautico di Bellanca ai set di Scorsese, dalle note di Sinatra ai record di DiMaggio, dalle analisi scientifiche di Fauci e Vinci ai paesaggi che incantano i viaggiatori, la presenza dei siciliani o figli di siciliani su Time è un racconto di diaspora e orgoglio, di radici che non si spezzano e di destini che si compiono lontano da casa, ma sempre con la Sicilia nel cuore. E tutto comincia lì, nel 1927, con un ingegnere di Sciacca che insegnò all’America come si vola. Il primo italiano sulla copertina di "Time". Un siciliano vero.