I LUOGHI DEL FAI
Non è una casa, è una dimora viva: Villa Fiamingo e il peso dolce della memoria
Sono gli studenti di Giarre a raccontare i segreti di questa villa al FAI
Tra lo Ionio e l’Etna, dove l’aria sa di sale e di cenere, sorge una villa che non appartiene a un solo tempo. Chi la raggiunge dice che entrando nelle sue stanze si respira la memoria.
Le prime voci furono quelle dei Fiamingo, che vi si stabilirono quando il vulcano era un terreno da coltivare e il mare una promessa di partenze. La villa imparò a trattenere il sudore del lavoro, il profumo delle vigne, il calore del cibo, il fruscio delle sete portate da Catania, i proventi dell’ingegno.
Ogni gesto quotidiano diventò un mattone, ogni speranza un terrazzo rivolto al mare, al porto di Riposto, crocevia di affari, parole, ambizioni. Durante l’Ottocento la villa imparò a parlare con la voce e il ritmo della vita che l’abitava e l’abbelliva con arte, man mano si fece più ampia.
Accolse ritorni e partenze, e il vento portava l’eco dei nuovi tempi. La memoria attecchì nel giardino dove ogni albero aveva un nome e una provenienza lontana.
Nel Novecento, quando il mondo sembrava correre più veloce, la villa ascoltò parole diverse, i proprietari cambiarono nome, si susseguirono.
E allora i suoi muri si fecero più impenetrabili. La memoria diventò un rifugio, un archivio di ciò che resta. Oggi, quando i visitatori arrivano, la villa sembra respirare con loro. Ogni nuova voce non cancella le precedenti, le stratifica. Così Villa Fiamingo non è una casa, ma una dimora che cresce con le parole che riceve. È memoria sovrapposta.
Chi vi entra sente che la villa non racconta solo la storia di una famiglia. È la memoria del territorio, delle sue genti e la racconterà anche durante le giornate di Primavera del Fai, attraverso la voce di noi studenti dell’Istituto Leonardo di Giarre.
Istituto Superiore Leonardo - Giarre