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21 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:16
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museo a cielo aperto

Da New York al borgo dei Sicani: le artiste del mondo "intrecciano" il futuro di Sant’Angelo Muxaro

"Una treccia per restare umani": l’arte internazionale sfida le barbarie del pianeta

21 Marzo 2026, 14:40

Da New York al borgo dei Sicani: le artiste del mondo "intrecciano" il futuro di Sant’Angelo Muxaro

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Che cosa sta succedendo a Sant’Angelo Muxaro, il piccolo borgo appollaiato sul Monte Castello famoso per i resti dell’antica e mitica città sicana di Camico?

Da settimane il centro è diventato meta di numerose artiste internazionali che si stanno alternando per lavorare alla creazione di un parco artistico-naturalistico di arte contemporanea, nel contesto del progetto “Crossing the Boundaries of Landscape – Sikani Land Art” ideato da Farm Cultural Park di Favara in collaborazione con il Comune di Sant’Angelo Muxaro.

L’iniziativa prevede Residenze artistiche per otto donne, invitate ad esplorare la relazione tra arte, paesaggio e comunità, allo scopo di creare un “viaggio collettivo” attraverso pratiche di ascolto, ridefinendo il rapporto con il territorio per trasformare Sant’Angelo in un museo a cielo aperto e valorizzare la storia e le tradizioni locali attraverso lo sguardo femminile.

Alcune di queste donne artiste le abbiamo incontrate al bar sulla piazza di Sant’Angelo, in una pausa di lavoro. Sono Adriana Alvarez, ricercatrice dell’Università di Denver in Colorado (Usa) e Mabel Weber e Monica Lozano visual artist, entrambe messicane di El Paso del Collettivo femminile “What Remains”. Sono loro che con la loro “Trenza”, una grande treccia-installazione che cresce attraverso i doni della gente, stanno raccogliendo a Sant’Angelo oggetti d’uso comune donati dalla popolazione che verranno aggiunti ad una lunga treccia formata da miriadi di oggetti di questo mondo, a cominciare da quelli persi nel deserto di frontiera di Chihuahua, a Ciudad Juarez, tra Messico e Stati Uniti, da coloro che hanno tentato di varcare il confine e oltrepassare il “muro”.

A Sant’Angelo è arrivata anche Kornelia Konrads, tedesca di Hannover artista che crea imponenti installazioni Land Art in spazi pubblici in giro per il mondo. In verità ad aprire la serie delle presenze femminili era arrivata per prima nel borgo dei Sikani a febbraio, l’artista nata nel Delta del Niger, Zina Saro Wiva, che vive a Brooklyn ed è una videoartista e regista solita realizzare video-installazioni e che nella sua pratica interdisciplinare indaga le dimensioni culturali del territorio. Poi è stata la volta di Loredana Longo, artista milanese che sintetizza il suo lavoro come “estetica della distruzione” (per la rinascita) e che a Sant’Angelo ha prodotto la sua “Explosion” alle falde del monte.

Artiste che arrivano e altre che ripartono dopo l’ospitalità e l’esperienza maturata nella Valle del Platani. L’appuntamento per gli appassionati d’arte contemporanea è comunque per domenica 22 marzo alle 11 nella piazza di Sant’Angelo dove le artiste hanno invitato la popolazione a portare qualcosa di personale, un oggetto, un ricordo, un simbolo ma anche qualcosa da mangiare e da condividere perché quel giorno daranno vita al pranzo sociale.

“Perché il lavoro di queste artiste” – spiega il notaio Andrea Bartoli creatore di Farm Cultural Park - “non è solo un’opera d’arte ma una storia collettiva che si costruisce assieme. In un tempo di barbarie – dice – costruiamo una “treccia” per restare umani!