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la sfida

Da Ersilia Drei ai Social Network: la tragedia di Pirandello rivive tra violenza di genere e fame di apparire

"Vestire gli ignudi" il 28 marzo: guida alla prima produzione teatrale del Parco Valle dei Templi

21 Marzo 2026, 15:07

15:10

Da Ersilia Drei ai Social Network: la tragedia di Pirandello rivive tra violenza di genere e fame di apparire

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C’è un’attesa vibrante per quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti più significativi della stagione Riflessi Culturali. Sabato 28 marzo, alle ore 20:30, il Palacongressi di Agrigento aprirà il sipario su “Vestire gli ignudi”, uno dei capolavori più feroci e moderni di Luigi Pirandello.

Non è solo uno spettacolo, ma una vera e propria pietra miliare istituzionale: si tratta infatti della prima produzione teatrale curata direttamente dal Parco della Valle dei Templi, realizzata in collaborazione con la neonata VOLEO Produzioni. Un progetto che negli ultimi mesi ha trasformato il territorio agrigentino in un laboratorio pulsante di pensiero e responsabilità civile.

Un dispositivo tragico tra specchi e trasparenze

La regia di Giovanni Volpe, unita all'adattamento curato dallo stesso Volpe insieme a Gaetano Aronica, punta a essenzializzare il congegno pirandelliano per renderlo ancora più incisivo. Al centro della scena troviamo il Console Grotti, interpretato da un intenso Gaetano Aronica, contrapposto alla figura tragica di Ersilia Drei, a cui dà volto e voce Marzia Patanè Tropea. Accanto a loro, Fabrizio Milano veste i panni di Franco Laspiga.

La trama è un viaggio senza ritorno nell'impossibilità di possedere una verità propria. Ersilia è una donna spogliata di ogni dignità, la cui vita privata viene cannibalizzata dal giudizio altrui. La messa in scena esaspera questa pressione sociale attraverso un uso sapiente di trasparenze e vetrate: elementi che trasformano la stanza di Ludovico Nota in una teca dove il dolore diventa spettacolo per gli occhi del mondo.

Dal 1922 ai Social: l'attualità del mostro

Se Pirandello scriveva nel secolo scorso, la rilettura di Aronica e Volpe parla direttamente al nostro presente. I temi sono scottanti: la violenza di genere, l'abuso di potere e la dittatura dei media. Nella società dell'apparire, il dramma di Ersilia Drei si riflette oggi nelle dinamiche dei social network, dove la creazione di un "io" fittizio è spesso l'unico modo per sfuggire al grigiore quotidiano, rischiando però di generare mostri.

«Questa produzione risponde all'esigenza di una nuova luce sulla drammaturgia in una terra storicamente avida di confronto con i classici», spiegano i promotori. Un confronto che oggi diventa necessario per comprendere le dinamiche distruttive della nostra epoca.

Il cast completo

Sul palco, a completare un cast di alto profilo, vedremo Alfonso Guadagnino nel ruolo di Ludovico Nota, Ida Agnello (Onoria) e Frou Nobile (Alfredo Cantavalle).

L'appuntamento di sabato sera si preannuncia dunque come un momento di grande teatro, capace di scuotere le coscienze e restituire alla città il suo ruolo di capitale della riflessione drammaturgica.