Società
Modica, le icone del tempo profano di Ilde Barone
Consistente partecipazione all'inaugurazione di una mostra che rilegge la tradizione con uno sguardo umano
Folla numerosa e partecipe all’inaugurazione di “SANTI – icone per un tempo profano”, la nuova personale di Ilde Barone allestita negli spazi espositivi di Modica.
L’apertura ha confermato l’attenzione del pubblico per un progetto che dialoga con la sensibilità spirituale contemporanea, coniugando ricerca formale e riflessione interiore.
Il percorso espositivo rilegge la tradizione iconografica dei santi attraverso uno sguardo radicalmente umano. Le figure – Sant’Agata, San Francesco, Santa Lucia, Santa Ildegarda, San Pietro, Santa Rita, Santa Rosalia, San Giuseppe, San Corrado, San Michele Arcangelo, Sant’Antonio, Santa Caterina, la Madonna e San Giorgio – emergono come presenze prossime e vulnerabili, restituite alla condizione di uomini e donne attraversati da conflitti, scelte e responsabilità.

Come ha osservato durante la serata inaugurale la critica d’arte Mariateresa Zagone, “il sacro non si impone dall’alto, ma affiora dall’esperienza umana, diventando spazio di relazione e consapevolezza”.
L’allestimento si configura come un ambiente immersivo in cui pittura, suono e immagini in movimento concorrono a costruire un’esperienza avvolgente.
Accanto alla componente visiva, il progetto sonoro firmato da Marco Cascone propone una composizione in più sezioni, ciascuna associata a un’opera. Ogni figura genera una propria impronta musicale, autonoma ma integrata in una trama più ampia: un tessuto polifonico che si completa nell’ascolto complessivo.
La diffusione del suono nello spazio, calibrata sulla disposizione dei dipinti, rende la fruizione dinamica: il movimento dei visitatori modifica di continuo la percezione acustica.
A integrazione del percorso, la proiezione del documentario “Vasa Vasa” della regista Alessia Scarso, dedicato alla tradizione pasquale modicana, introduce un ulteriore livello interpretativo, mettendo in relazione memoria collettiva, rito popolare e interiorità.

In un’epoca in cui le immagini rischiano di perdere profondità, “SANTI – icone per un tempo profano” propone un controcanto: sottrarre, ridurre all’essenziale, rallentare lo sguardo. Le opere non sollecitano una devozione rituale, ma una attenzione consapevole, restituendo all’icona una funzione rinnovata, capace di interrogare il presente.
A margine dell’esposizione, un dispositivo partecipativo invita all’interazione: una coroncina ispirata all’iconografia dell’allestimento offre l’occasione per un gesto lieve e simbolico, un invito a “farsi santi” per un istante, trasformando la visita in un momento condiviso.