Giornate del Fai di primavera
Boom di visitatori al monastero di San Placido Calonerò
Quasi 3.000 visitatori in due giorni: il monastero benedettino riapre tra chiostri rinascimentali, la "Cuba" bizantina, la leggenda di Carlo V e degustazioni del Faro Doc degli studenti
Quasi 3000 visitatori in due giorni. I numeri della giornata Fai di primavera al monastero benedettino di San Placido Calonerò, sede dell'Istituto agrario Cuppari sono numeri da record.
Nonostante la lontananza dal centro e il tempo incerto sono stati tantissimi i messinesi che nel fine settimana hanno scelto di visitare il monastero che domina tutta la vallata compresa tra i torrenti Schiavo e Briga. La struttura, di proprietà della Città Metropolitana è tornata finalmente visitabile dopo lunghi anni di restauro, che ancora stanno interessando alcune zone del complesso monumentale come la vecchia cappella gotica, dove di recente vi sono stati ulteriori ritrovamenti di importanti reperti, testimonianza di una evoluzione millenaria.
Punto di partenza della visita il portale medievale del castello Svevo di proprietà del Conte Andrea Vinciguerra d'Aragona, che donò ai monaci il feudo su cui sorge il complesso. Da lì l'ingresso nei due grandi chiostri tardo rinascimentali, che più di altre zone hanno attirato l'attenzione dei visitatori.
Tra le curiosità quelle legate al soggiorno in quei luoghi nel 1535, dopo la vittoriosa impresa di Tunisi, dell'imperatore Carlo V. La leggenda racconta che in una notte tempestosa, proprio mentre l'imperatore dormiva nelle sue stanze, un fulmine si abbatté sul torrione uccidendo il suo maggiordomo, poi sepolto proprio all'interno del monastero.
Tra le strutture più ammirate anche la Cuba di origine bizantina con elementi di stucco manieristico e affreschi. Tappa finale della visita l'Enoteca provinciale e la cantina dell'Istituto Cuppari, che si affaccia sulle colline e i vigneti circostanti, Possibile anche degustare il pregiatissimo Faro doc prodotto dagli studenti.